Diritto di prelazione: guida legale

Diritto di prelazione: guida legale

Introduzione

Il diritto di prelazione è un diritto che permette a un soggetto, il prelazionario, di essere preferito ad altri nella stipulazione di un determinato contratto, a parità di condizioni.

Il soggetto che è tenuto a offrire al prelazionario la possibilità di esercitare il proprio diritto è il promittente, ossia la persona che intende stipulare il contratto con un terzo.

Tipologie di prelazione

La prelazione può essere di due tipi:

  • Volontaria: è prevista da un accordo tra privati. In questo caso, la prelazione non è opponibile ai terzi e ha efficacia obbligatoria, ossia il promittente è tenuto al risarcimento dei danni in caso di inadempimento.
  • Legale: è prevista da una norma di legge. In questo caso, la prelazione è opponibile ai terzi e tutelabile in forma specifica, ossia il prelazionario ha diritto di “riscattare” il bene dal terzo acquirente (rimborsandogli il prezzo pagato).

Prelazione volontaria

La prelazione volontaria può essere stipulata in qualsiasi forma, anche tacitamente. Tuttavia, è consigliabile che sia stipulata per iscritto, in modo da evitare eventuali controversie.

La prelazione volontaria può essere disciplinata in qualsiasi modo dalle parti, a condizione che non sia contraria a norme di legge imperative.

Ad esempio, le parti possono stabilire che il prelazionario abbia diritto di acquistare il bene a un prezzo diverso da quello pattuito con il terzo acquirente.

Prelazione legale

Le figure di prelazione legale sono numerose. Si tratta di casi in cui il legislatore ritiene opportuno intervenire, per la realizzazione di finalità ritenute di interesse generale, concedendo diritti di prelazione nell’acquisto di determinati beni, la cui circolazione è normalmente libera.

Alcune delle principali figure di prelazione legale sono:

  • La prelazione a favore dei coeredi (art. 732 c.c.): consente ai coeredi di acquistare, con diritto di prelazione, la quota di comunione ereditaria di uno di essi.
  • La prelazione a favore dell’affittuario coltivatore diretto (art. 8 della L. 26 maggio 1965, n. 590): consente all’affittuario coltivatore diretto di un fondo agricolo di acquistare, con diritto di prelazione, il fondo medesimo.
  • La prelazione a favore del conduttore di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione (art. 38 della L. 27 luglio 1978, n. 392): consente al conduttore di un immobile adibito ad uso diverso da quello di abitazione di acquistare, con diritto di prelazione, l’immobile medesimo.
  • La prelazione a favore dello Stato (D.Lgs. n. 42/2004): consente allo Stato di acquistare, con diritto di prelazione, i beni culturali alienati a titolo oneroso.

Esercizio del diritto di prelazione

In caso di prelazione volontaria, il prelazionario deve comunicare al promittente, entro un termine stabilito dalle parti o dalla legge, la propria volontà di esercitare il diritto.

In caso di prelazione legale, il prelazionario deve comunicare al promittente, entro un termine stabilito dalla legge, la propria volontà di riscattare il bene dal terzo acquirente.

Conseguenze del mancato esercizio del diritto di prelazione

In caso di mancato esercizio del diritto di prelazione, il promittente è libero di stipulare il contratto con il terzo acquirente.

Conclusione

Il diritto di prelazione è un istituto giuridico importante che può avere rilevanti conseguenze per le parti coinvolte.

È quindi importante conoscere le caratteristiche di questo istituto, sia in caso di prelazione volontaria che legale.

Avv. Cosimo Montinaro

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