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Esecuzioni forzate e recupero crediti

Lo Studio Legale Montinaro vanta una consolidata e rilevante esperienza nel campo delle esecuzioni forzate e del recupero crediti su Lecce, Brindisi e Taranto

L’attività dello Studio consiste nella redazione di decreti ingiuntivi, atti di precetto, pignoramenti mobiliari/ immobiliari e presso terzi, esecuzioni e vendite all’asta, nonchè assistenza giudiziale per vendite all’asta ed esecuzioni mobiliari, immobiliari e fallimentari. 

Per garantire un servizio efficiente e, quindi, per evitare azioni esecutive infruttuose che comportano solo un inutile aggravio di costi per il Cliente, lo Studio collabora con professionisti e/o aziende regolarmente iscritte agli albi professionali specializzati nel mondo dell’impresa italiana, effettuando, preliminarmente, sempre una valutazione della consistenza del patrimonio del debitore.

la procedura del RECUPERO CREDITI

Quando il debitore non adempie alla propria obbligazione, il creditore può procedere al recupero di quanto gli è dovuto attraverso piccoli e semplici passaggi.

Innanzitutto, si rende necessario inviare al debitore una diffida di pagamento, con contestuale richiesta di messa in mora. 

Nel caso il debitore non dovesse comunque adempiere, il creditore già in possesso di un titolo esecutivo (come sentenza di condanna, assegno o cambiale protestata ecc. …) potrà notificare al debitore un atto di precetto, con il quale verrà intimato al debitore di pagare entro il termine di 10 giorni. In difetto di pagamento, il creditore potrà procedere al recupero forzoso del dovuto attraverso il pignoramento dei beni o crediti del debitore.

Qualora, invece, il creditore non sia in possesso di un titolo esecutivo, sarà a quel punto necessario ricorrere all’Autorità Giudiziaria affinché il suo diritto di credito venga accertato giudizialmente. 

Il ricorso al Giudice può avvenire o attraverso un procedimento monitorio, all’esito del quale il Giudice emetterà un decreto ingiuntivo, oppure per rito ordinario.

redazione DECRETO INGIUNTIVO

Il titolare di un credito liquido, certo ed esigibile, fondato su prova scritta, può ottenere, mediante presentazione di un ricorso al Giudice competente, un provvedimento (decreto ingiuntivo) con il quale ingiunge al debitore di adempiere l’obbligazione (di pagamento o di consegna) entro 40 giorni dalla notifica, avvertendolo che entro il medesimo termine può proporre opposizione e che, in mancanza di opposizione, si procederà ad esecuzione forzata. Il ricorso per decreto ingiuntivo andrà deposito innanzi al Tribunale o al Giudice di Pace, a seconda dell’ammontare dell’importo reclamato, fornendo tutte le prove (scritte) dell’esistenza del proprio credito.

In caso di mancata opposizione, il decreto ingiuntivo diverrà esecutivo e sarà possibile procedere ad esecuzione forzata dei beni di proprietà del debitore. 

accertamento giudiziale del credito 

Nel rito ordinario, invece, si instaurerà un vero e proprio giudizio civile, nel corso del quale il creditore dovrà dimostrare la sussistenza del proprio credito.

ESECUZIONE FORZATA e pignoramento dei beni mobili e immobili

Una volta entrato in possesso di un titolo esecutivo, il creditore potrà procedere al pignoramento dei beni del debitore oppure dei crediti che quest’ultimo vanta nei confronti di altri soggetti. Nello specifico, l’esecuzione potrà essere sia di tipo mobiliare che immobiliare (a seconda della natura dei beni che si intenderà pignorare), oppure di crediti presso terzi. Rientrano, per esempio, nel pignoramento mobiliare, beni come autovetture e arredi, mentre nel caso in cui ci si intenda rivalere su terreni e appartamenti, il pignoramento sarà di tipo immobiliare.

Con il pignoramento i beni oggetto dell’esecuzione verranno sottratti alla disponibilità del debitore-proprietario e messi all’asta: con l’importo ricavato dalla vendita degli stessi si provvederà a soddisfare il credito insoluto per il quale si è agito.

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