Successioni e donazioni

Lo Studio Legale Montinaro presta assistenza e consulenza nel campo del diritto delle successioni e donazioni, principalmente su Lecce, Brindisi e Taranto.

SERVIZI OFFERTI 

Lo Studio assiste i Clienti nella preparazione e collazione dei documenti relativi alla successione, quali:

  • certificato di morte
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la situazione di famiglia originaria del de cuius
  • certificati e visure catastali e ipocatastali
  • documentazione riguardante eventuali variazioni dei fabbricati (condono – ampliamento – planimetrie – frazionamenti)
  • informazioni e certificazioni bancarie (saldo ed estratti conto) anche finalizzata alla ricostruzione del patrimonio del de cuius

Assistiamo il Cliente anche in tutte le pratiche successorie, sia gestendo la successione ereditaria, sia tutelando l’erede allorquando i suoi diritti siano stati lesi o minacciati da terzi:

  • impugnazione testamento
  • divisione giudiziale e stragiudiziale della comunione ereditaria
  • lesione della quota legittima e azione di reintegra
  • donazioni dirette, indirette e collazione
  • pianificazione successoria e redazioni di testamenti

Inoltre, assistiamo il Cliente anche per scongiurare che la crisi coniugale sfoci in una lite sulla divisione dei beni:

Esponi il Tuo caso e richiedi una preliminare valutazione da parte dei nostri Avvocati

SENZA ALCUN IMPEGNO 

A tal fine, compila l’apposito FORM, avendo cura di esporre sinteticamente i fatti.

Via M.R. Imbriani, 24 - Lecce

CONSULENZA LEGALE PER REDAZIONE TESTAMENTO

Lo Studio assiste il Cliente nella delicata fase di redazione del testamento. Redigere il testamento in ossequio alle disposizioni di legge può permettere al testatore di  soddisfare le proprie volontà, nonchè  evitare lunghi e costosi giudizi tra gli eredi. Il campo delle successioni, infatti, è uno di quelli dove si riscontra maggiore litigiosità tra gli eredi, vuoi perché il più delle volte entrano in gioco questioni familiari mai risolte, vuoi perché la normativa in materia è alquanto complessa e di difficile comprensione.

Nel nostro ordinamento la successione a causa di morte può avvenire:

  • per legge (successione legittima);
  • per testamento (successione testamentaria).

La successione legittima opera solo quando manchi, in tutto o in parte, la successione testamentaria (art. 457 c.c.). La legge, quindi, tutela in primo luogo la libertà testamentaria del de cuius, attribuendogli la possibilità di determinare, attraverso il testamento, la sorte del proprio patrimonio per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’

L’acquisto dell’eredità da parte del chiamato è subordinato ad una sua manifestazione di volontà: difatti l’art. 459 c.c. afferma che l’eredita si acquista con l’accettazione.

Per evitare che il patrimonio ereditario risulti giuridicamente privo di titolare dal momento della morte al momento in cui avviene l’accettazione, quest’ultima opera retroattivamente, con la conseguenza che l’erede accettante è considerato titolare del patrimonio ereditario sin dal momento dell’apertura della successione.

ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’ CON BENEFICIO DI INVENTARIO

Con riferimento agli effetti, è possibile distinguere due tipi di accettazione:

  • accettazione pura e semplice: tale accettazione comporta la confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede, con la conseguenza che quest’ultimo sarà tenuto al pagamento dei debiti del de cuius anche ultra vires e, cioè, anche se tali debiti superano l’attivo che gli perviene dall’eredità;
  • accettazione con beneficio di inventario: in tal caso non si verifica la confusione tra i due patrimoni, che con la conseguenza che: l’erede conserva verso l’eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto (tranne duelli che si sono estinti per effetto della morte); l’erede non sarà tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti; i creditori dell’eredità ed i legatari avranno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell’erede (art. 490 c.c.).

L’accettazione con beneficio di inventario è quindi un atto personale del chiamato all’eredità, che lo stesso può porre in essere qualora ritenga che il passivo ereditario superi l’attivo e non voglia essere chiamato a rispondere dei debiti ereditari con il suo patrimonio personale.

SUCCESSIONE NECESSARIA

Quando si apre una successione, che sia sulla base di un testamento oppure “ab intestato” (cioè in assenza di testamento), i c.d. eredi legittimari hanno diritto, per legge, ad una porzione dell’eredità. Trattasi di un diritto che non può essere violato nemmeno dalla volontà del testatore.

L’ordinamento, quindi, pur riconoscendo al singolo la libertà di disporre per testamento dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere, riconosce necessariamente ad alcune categorie di successibili il diritto a ricevere una quota del patrimonio del de cuius.

QUOTA DISPONIBILE E QUOTA DI LEGITTIMA

Pertanto, in presenza di legittimari, occorre distinguere tra:

  • quota disponibile del patrimonio, di cui il de cuius può liberamente disporre per testamento;
  • quota di legittima o riserva, della quale non é possibile disporre in quanto riservata per legge ai legittimari.

LESIONE DELLA QUOTA DI LEGITTIMA ED IMPUGNAZIONE DEL TESTAMENTO

Nell’ipotesi in cui il testatore, con disposizioni testamentarie o con eventuali donazioni effettuate in vita, abbia leso la quota spettante ai legittimari, l’ordinamento riconosce a questi ultimi la possibilità di esercitare l’azione di riduzione, attraverso la quale si può ottenere una pronuncia dell’Autorità giudiziaria con cui viene disposta la riduzione, in tutto o in parte, delle attribuzioni fatte dal de cuius, sino alla misura necessaria alla reintegra dei diritti del legittimario leso.

Presupposto indispensabile per esercitare tale azione è che si sia effettivamente verificata una lesione della legittima.

Pertanto, è necessario in primo luogo compiere una operazione contabile diretta a calcolare l’entità del patrimonio ereditario al momento dell’apertura della successione, individuando la quota di cui il testatore poteva liberamente disporre e la quota che invece doveva essere riservata ai legittimari. Tale operazione contabile, definita riunione fittizia, non determina il ritorno o l’uscita dei beni dal patrimonio del defunto, ed è descritta dall’art. 556 c.c. che la suddivide in tre fasi:

1) calcolo del valore dei beni relitti (“relictum”), secondo il valore che essi hanno alla data di apertura della successione;

2) sottrazione dalla massa formata dai beni relitti dei debiti facenti capo al de cuius, seguendo il rigoroso ordine logico stabilito dal art. 556 c.c.;

3) “riunione fittizia” vera e propria, che consiste nel sommare al valore ottenuto con l’operazione di sottrazione sopra indicata (relictum meno debiti) quello delle donazioni compiute in vita del de cuius, secondo il loro valore attualizzato alla data di apertura della successione.

SUCCESSIONE IN CASO DI SEPARAZIONE / DIVORZIO

In caso di separazione il coniuge ha gli stessi diritti del coniuge non separato, a meno che non gli sia stata addebitata la separazione, in quanto, in tal caso, ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.

II coniuge o la parte civile divorziato non ha diritto di partecipare alla successione del suo ex coniuge o ex parte dell’unione civile ma l’art. 9 bis della legge n. 898 del 1970 gli attribuisce il diritto ad un assegno periodico a carico dell’eredità nell’ipotesi in cui si trovi in uno stato di bisogno e godesse dell’assegno divorzile al momento dell’apertura della successione.

DONAZIONI

Lo Studio Legale Montinaro affronta anche questioni legali in materia di donazioni, mediante un’analisi dettagliata sulla sussistenza dei suoi elementi essenziali e dei requisiti di validità richiesti dalla legge. Vengono proposte azioni processuali volte alla declaratoria di nullità/annullamento delle donazioni (allorché prive dei necessari requisiti o inficiate da vizi), alla riduzione delle donazioni lesive della quota di legittima e alla revoca delle stesse. 

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