La sentenza del Tribunale di Macerata si inserisce nel complesso panorama della responsabilità medica in ambito sanitario, affrontando il delicato caso di un paziente oncologico terminale deceduto a seguito di complicanze derivanti da un esame endoscopico. Il caso in esame riveste particolare interesse per i professionisti del settore e per chi si occupa di contenziosi in materia di malpractice medica, poiché stabilisce un importante principio: la struttura sanitaria è ritenuta responsabile anche quando la perforazione intestinale durante una colonscopia avviene su un paziente con gravi patologie preesistenti e aspettativa di vita limitata. Nella vicenda, un uomo affetto da carcinoma del colon destro con metastasi epatiche diffuse è deceduto a seguito di una perforazione intestinale verificatasi durante un esame colonscopico di routine. Nonostante le condizioni di salute già gravemente compromesse del paziente, il Tribunale ha riconosciuto il nesso causale tra l’errore medico e il decesso anticipato, stabilendo che la concausa naturale, rappresentata dalle precarie condizioni di salute, non riduce la responsabilità dell’autore del comportamento colposo. Questa pronuncia del 2025 offre interessanti spunti di riflessione sulla determinazione del danno risarcibile, sulla quantificazione del danno da perdita di chance di sopravvivenza e sul danno catastrofale, elementi che verranno analizzati dettagliatamente nei paragrafi successivi.
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Indice
- ESPOSIZIONE DEI FATTI
- NORMATIVA E PRECEDENTI
- DECISIONE DEL CASO E ANALISI
- ESTRATTO DELLA SENTENZA
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ESPOSIZIONE DEI FATTI
La controversia giudiziale prende avvio dall’azione intentata dall’erede di un paziente deceduto contro una struttura sanitaria, per ottenere il risarcimento dei danni non patrimoniali subiti sia iure hereditatis, derivanti dalla sofferenza patita dalla vittima consapevole dell’ineluttabile fine vita, sia iure proprio, quale danno da perdita del rapporto parentale.
