Infezione ospedaliera e perdita di chance di sopravvivenza: quando il nesso causale diventa decisivo nella responsabilità medica – Tribunale di Santa Maria Capua Vetere 2025

La delicata questione della responsabilità medica in caso di infezioni nosocomiali e la correlata perdita di chance di sopravvivenza è stata oggetto di un’importante pronuncia da parte del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il caso ha visto protagonisti i familiari di un paziente deceduto a seguito di uno shock settico contratto durante un ricovero ospedaliero.

Il caso affronta una vicenda complessa che coinvolge familiari di un paziente ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove avrebbe contratto un’infezione da Pseudomonas durante la degenza. Le infezioni ospedaliere rappresentano una problematica sempre più rilevante nel panorama della responsabilità sanitaria, sollevando questioni sia mediche che giuridiche di notevole complessità.

La sentenza si concentra su un punto cruciale e spesso controverso della responsabilità sanitaria: la distinzione tra l’incertezza sul danno e l’incertezza sul nesso causale, con profonde implicazioni sull’esito delle richieste risarcitorie. Questa differenziazione, apparentemente sottile, costituisce in realtà il fulcro dell’intera valutazione giudiziale in materia di perdita di chance, istituto giuridico che continua a evolvere nella giurisprudenza più recente.

Il provvedimento del 2025 offre importanti spunti di riflessione sulle condizioni necessarie per il riconoscimento del danno da perdita di chance in ambito medico, affrontando questioni di grande rilevanza pratica: è sufficiente accertare una condotta inadempiente della struttura sanitaria? Come va provato il collegamento eziologico tra tale condotta e l’evento dannoso secondo il criterio del “più probabile che non“? Quale ruolo giocano le condizioni pregresse del paziente nell’individuazione delle responsabilità? Come deve essere interpretato il concetto di “concausa” in ambito medico-legale?

Un caso che solleva interrogativi fondamentali sull’equilibrio tra tutela del paziente e limiti della responsabilità professionale nel delicato settore della sanità. La pronuncia si inserisce nel solco di recenti e significative sentenze della Corte di Cassazione che hanno tentato di fare chiarezza su questo complesso tema, delineando i confini tra diversi istituti risarcitori spesso confusi nella pratica giudiziaria.

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