Al comodatario non sono rimborsabili le spese straordinarie non necessarie ed urgenti (Corte Appello Lecce, sent. n. 1086/2021)

Al comodatario sono rimborsabili ex art. 1808 c.c. le spese straordinarie non necessarie ed urgenti?

Sul punto, la Corte d’Appello di Lecce, con sentenza n. 1086/2021, si è così pronunciata:

“Pur non essendo prevista una disciplina specifica delle migliorie nel contratto di comodato, è pacifico che, per analogia con la materia delle locazioni: “Al comodatario non sono rimborsabili le spese straordinarie non necessarie ed urgenti, anche se comportino miglioramenti, tenendo conto della non invocabilità da parte del comodatario stesso, che non è ne’ possessore ne’ terzo, dei principi di cui agli artt. 1150 e 936 cod. civ., ed altresì della carenza, anche nel similare rapporto di locazione, di un diritto ad indennizzo per le migliorie”. (cass.civ.sez.II, 26.6.1992 n. 7923 e, negli stessi termini, cass. Sent. n.15699/18, sent. n. 21023/16, sent. n. 1216/12, sent. n. 15543/02, secondo cui “il comodatario, che al fine di utilizzare la cosa debba affrontare spese di manutenzione straordinaria, può liberamente scegliere se provvedervi o meno, ma, se decide di affrontarle, lo fa nel suo esclusivo interesse e non può, salvo che si tratti di spese necessarie ed urgenti, pretenderne il rimborso dal comodante, non essendo quest’ultimo tenuto, in ragione dell’essenziale gratuità del contratto, a conservare la qualità del godimento della cosa, né a far sì che la stessa sia idonea all’uso cui il comodatario intende destinarla”). […] Per giurisprudenza costante “La disposizione dell’art. 1808 c.c. esclude il diritto del comodatario al rimborso delle spese sostenute per servirsi della cosa (primo comma), prevedendo un’unica eccezione per le spese straordinarie occorse per la conservazione della cosa, sempreché le stesse siano state necessarie ed urgenti (secondo comma). A fronte del chiaro tenore della norma, risulta implicitamente -ma chiaramente- esclusa la possibilità che possa spettare un qualche rimborso (neppure nella forma dell’indennità o dell’indennizzo) per esborsi che, ancorché abbiano determinato un miglioramento, non siano risultati necessari per far fronte ad improcrastinabili esigenze di conservazione della cosa.” (cass.civ.sez.III, 30.6.2015 n. 13339)”.

Al comodatario sono rimborsabili ex art. 2041 c.c. le spese ordinarie sostenute?

In merito, con la medesima sentenza, la Corte d’Appello di Lecce ha anche statuito che: “Il comodatario che, avendo sostenuto delle spese ordinarie, si sia vista rigettata l’azione di rimborso avanzata ai sensi dell’art. 1808 cod. civ., non può esperire quella di illecito arricchimento, atteso che il requisito di sussidiarietà evocato dall’art. 2041 cod. civ. non consente che la relativa azione possa essere utilizzata in alternativa subordinata a quella contrattuale per eluderne gli esiti sfavorevoli, ove quest’ultima, sebbene astrattamente configurabile, non consenta in concreto il recupero dell’utilità trasferita all’altra parte” (ancora Cass. n. 1216/2012).

Avv. Cosimo Montinaro

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