Contratto bancario e diritto del cliente alla copia: inapplicabile il limite decennale dell’art. 119 TUB – Cassazione 2026

📌 LA VICENDA

  • Materia: Diritto bancario – Contratti di conto corrente – Nullità clausole su interessi ultralegali e commissioni
  • Oggetto: Diritto del correntista alla consegna della copia del contratto bancario ex art. 119 TUB – Inapplicabilità del termine decennale di conservazione ai contratti – Onere probatorio in caso di mancata produzione documentale imputabile alla banca
  • Normativa: Art. 119 TUB (d.lgs. 385/1993); art. 1832 c.c.; art. 2697 c.c.; art. 1284 c.c.; art. 210 c.p.c.; art. 25, co. 2, d.lgs. 342/1999; delibera CICR 9 febbraio 2000; legge 108/1996; art. 2 bis d.l. 185/2008
  • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati
  • Parole chiave: contratto bancario copia cliente diritto; art. 119 TUB limite decennale; estratti conto incompleti ricostruzione saldi; nullità clausole conto corrente; anatocismo bancario delibera CICR

In tema di contratti di conto corrente bancario, la consegna di copia del contratto al cliente corrisponde a un diritto di credito di quest’ultimo non soggetto al termine decennale di conservazione previsto dall’art. 119, comma 4, TUB per i soli documenti contabili, con la conseguenza che la banca che abbia rifiutato la consegna opponendo il decorso del predetto termine e che non abbia prodotto in giudizio la relativa documentazione — neppure provando l’avvenuta originaria consegna — è da ritenere responsabile della mancata produzione e non può per tale ragione trasferire sul correntista l’onere di provare il contenuto delle clausole contestate.

La Cassazione, Prima Sezione Civile, con l’ordinanza in commento, rigetta il ricorso di un istituto bancario avverso la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità delle clausole su interessi ultralegali e commissioni di due conti correnti, confermando l’addebito alla banca della mancata produzione documentale. La pronuncia consolida e chiarisce i rapporti tra l’obbligo di trasparenza bancaria ex art. 119 TUB, il diritto del cliente alla copia del contratto e le conseguenze processuali dell’inerzia dell’istituto. Vengono inoltre affrontate le questioni della ricostruzione dei saldi in caso di estratti conto incompleti, della mancata contestazione degli estratti ex art. 1832 c.c. e dei requisiti per la legittima applicazione dell’anatocismo bancario post delibera CICR.


⚖️ LA SENTENZA COMPLETA AFFRONTA ANCHE:

  • Ricostruzione dei saldi contabili in caso di produzione non integrale degli estratti conto: ammissibilità attraverso mezzi di prova ulteriori idonei a giustificare il saldo iniziale del periodo documentato, anche sulla base delle risultanze della CTU
  • Effetti della mancata contestazione degli estratti conto ex art. 1832 c.c.: inoppugnabilità dei movimenti sul solo piano contabile, senza preclusione alla contestazione della validità delle clausole contrattuali da cui gli addebiti derivano
  • Nullità di protezione nei contratti bancari e rilievo officioso da parte del giudice: limite dell’interesse del contraente debole e prova dell’affidamento (fido di fatto) per facta concludentia attraverso estratti conto, libro fidi e segnalazioni alla Centrale dei Rischi
  • Regime della commissione di massimo scoperto ante 2010: necessità di separata comparazione tra TEG e CMS con le rispettive soglie, secondo i criteri delle Sezioni Unite n. 16303/2018, per la verifica del superamento del tasso soglia usura
  • Anatocismo bancario e contratti stipulati prima della delibera CICR del 9 febbraio 2000: necessità di modificazione pattizia espressa ex art. 7, co. 3, delibera CICR, non sostituibile dalla mera ottemperanza unilaterale della banca né dall’applicazione di fatto delle precedenti condizioni nulle