La deliberazione di conferma dell’amministratore di condominio: maggioranze e orientamenti giurisprudenziali
L’iter decisionale in materia di amministrazione condominiale, in particolare per quanto riguarda la nomina, revoca e conferma dell’amministratore, è regolato dall’art. 1136 del codice civile italiano. Tuttavia, la normativa sembra presentare lacune quando si tratta di disciplinare la maggioranza necessaria per la conferma dell’amministratore già in carica dopo la scadenza del mandato.
Il dibattito giurisprudenziale sull’argomento ha portato a due orientamenti contrastanti, evidenziati anche in una recente sentenza della Corte d’Appello di Messina. Questa sentenza si è allineata con l’orientamento maggioritario che sostiene la necessità di una maggioranza qualificata, la stessa richiesta per la nomina e la revoca dell’amministratore.
Dall’altra parte, una tesi minoritaria, sostenuta da pronunce di vari tribunali, sostiene che la conferma dell’amministratore dovrebbe richiedere una maggioranza semplice, come previsto per la convocazione secondo il secondo e terzo comma dell’articolo 1136.
Un aspetto interessante emerso dalla discussione giurisprudenziale è la teoria secondo cui, in assenza della maggioranza qualificata, l’amministratore rimane in carica automaticamente, in regime di prorogatio imperii, fino alla nomina di un nuovo amministratore da parte dell’assemblea o dell’Autorità Giudiziaria.
La sentenza della Corte d’Appello di Messina ha respinto un’impugnazione da parte del condominio, confermando che la maggioranza qualificata è necessaria anche per la conferma dell’amministratore, equiparando sostanzialmente la conferma a una nuova nomina in termini di effetti giuridici.
L’orientamento prevalente della giurisprudenza, riflesso anche in pronunce recenti del Tribunale di Roma e del Tribunale di Cassino, ribadisce la necessità della maggioranza qualificata per la conferma dell’amministratore, basandosi sull’idea che questa decisione comporta effetti giuridici analoghi a quelli della nomina o revoca.
In conclusione, nonostante la mancanza di una normativa chiara in merito alla conferma dell’amministratore di condominio, la giurisprudenza tende a sostenere la necessità di una maggioranza qualificata per garantire una decisione ponderata e rappresentativa degli interessi condominiali in questa delicata fase decisionale.