Il Tribunale di Salerno affronta un caso di particolare interesse in tema di risarcimento danni al terzo trasportato, stabilendo che la consapevolezza dello stato di alterazione psicofisica del conducente comporta una riduzione del 20% del risarcimento. La vicenda riguarda un tragico incidente stradale in cui un giovane di 23 anni, trasportato su un motociclo condotto da persona sotto l’effetto di cannabinoidi, perdeva la vita dopo nove giorni di coma. Il Tribunale, pur riconoscendo l’applicabilità dell’art. 141 Codice delle Assicurazioni Private che garantisce al terzo trasportato una tutela rafforzata, ha ritenuto che l’accettazione del rischio di farsi trasportare da un conducente in stato di alterazione psicofisica costituisca un comportamento colposo rilevante ex art. 1227 c.c., tale da giustificare una riduzione proporzionale del risarcimento. La sentenza fornisce anche importanti precisazioni sulla liquidazione del danno biologico terminale e del danno da perdita del rapporto parentale secondo le nuove tabelle milanesi 2024.
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Indice
- ESPOSIZIONE DEI FATTI
- NORMATIVA E PRECEDENTI
- DECISIONE DEL CASO E ANALISI
- ESTRATTO DELLA SENTENZA
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ESPOSIZIONE DEI FATTI
La vicenda trae origine da un grave incidente stradale verificatosi a Cava dei Tirreni nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2019. Un motociclo Honda 125, provenendo dalla località Surdolo, si immetteva sulla Strada Statale “Tirrena Inferiore” senza rispettare il segnale di stop e senza dare precedenza ai veicoli che già circolavano sulla predetta strada. In tale frangente, sopraggiungeva un’autovettura Mercedes Classe A che, procedendo a velocità superiore al limite consentito di 40 km/h, impattava con il motoveicolo causando la rovinosa caduta a terra sia del conducente che del trasportato.
Quest’ultimo, un giovane di 23 anni, riportava gravissime lesioni e veniva immediatamente trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Leonardo di Salerno, dove giungeva con un grave trauma facciale. Veniva intubato e ricoverato nel reparto di rianimazione in stato di coma, dove permaneva per nove giorni fino al sopraggiungere del decesso il 20 ottobre 2019.
Gli accertamenti svolti nell’immediatezza del sinistro rivelavano che sia il conducente del motociclo che il trasportato erano positivi al test per i cannabinoidi, mentre il trasportato risultava positivo anche al test alcolemico. I genitori della vittima, quali eredi, agivano in giudizio nei confronti della compagnia assicuratrice del motoveicolo e del suo conducente per ottenere il risarcimento dei danni, sia iure proprio per la perdita del rapporto parentale che iure hereditatis per i danni subiti dal figlio durante i nove giorni di sopravvivenza in stato di coma.
NORMATIVA E PRECEDENTI
Il caso in esame si inserisce nel solco della più recente giurisprudenza in materia di risarcimento danni al terzo trasportato. Il riferimento normativo principale è l’art. 141 del Codice delle Assicurazioni Private, che prevede una tutela rafforzata per il terzo trasportato consentendogli di agire direttamente nei confronti dell’assicuratore del vettore, prescindendo dall’accertamento delle responsabilità dei conducenti coinvolti nel sinistro.
Sul punto, la sentenza richiama l’importante pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione n. 35318 del 30/11/2022, che ha chiarito come l’azione ex art. 141 sia aggiuntiva rispetto alle altre azioni previste dall’ordinamento e miri ad assicurare al danneggiato una tutela rafforzata. Tale tutela presuppone il coinvolgimento di almeno due veicoli nel sinistro, pur non essendo necessario uno scontro materiale tra gli stessi.
