Tragedia al parto: ospedale condannato a risarcire i genitori per morte del neonato causata da errori medici – Tribunale di Milano 2025

In una recente pronuncia, il Tribunale di Milano ha affrontato un caso di responsabilità sanitaria particolarmente drammatico, condannando una struttura ospedaliera al risarcimento dei danni subiti da due genitori per la perdita del loro bambino durante il parto. La vicenda processuale mette in luce gravi carenze nell’assistenza ostetrica fornita alla paziente, che presentava diversi fattori di rischio non adeguatamente valutati dal personale sanitario. Il caso evidenzia l’importanza fondamentale di un corretto inquadramento diagnostico in gravidanza, soprattutto in presenza di condizioni che potrebbero predisporre a complicazioni durante il parto. La sentenza stabilisce un importante principio in materia di obblighi della struttura sanitaria nell’ambito dell’assistenza alla gravidanza e al parto, sottolineando come le valutazioni biometriche fetali e la corretta gestione dei fattori di rischio materni rappresentino standard di cura imprescindibili, la cui omissione configura una chiara responsabilità professionale. Il caso offre numerosi spunti di riflessione sulla necessità di protocolli rigorosi e personalizzati per gravidanze a rischio, evidenziando come determinate scelte cliniche, quali l’induzione tardiva del parto o la prosecuzione per via vaginale in presenza di specifici fattori di rischio, possano risultare decisive per l’esito della gravidanza. Il Collegio ha riconosciuto un consistente risarcimento ai genitori, applicando i parametri previsti dalle Tabelle del Tribunale di Milano per la lesione del rapporto parentale. La decisione si inserisce nel consolidato orientamento giurisprudenziale che inquadra la responsabilità della struttura sanitaria nell’alveo della responsabilità contrattuale, derivante dal contratto atipico di spedalità che si instaura al momento dell’accettazione del paziente nella struttura. La sentenza rappresenta un importante precedente in materia di tutela dei diritti dei pazienti nell’ambito dell’assistenza ostetrica e fornisce utili indicazioni sul corretto standard di cura che deve essere garantito alle donne in gravidanza, specialmente in presenza di condizioni di rischio.

Avv. Cosimo Montinaro – email segreteria@studiomontinaro.it ➡️RICHIEDI UNA CONSULENZA ⬅️

Indice

  • ESPOSIZIONE DEI FATTI
  • NORMATIVA E PRECEDENTI
  • DECISIONE DEL CASO E ANALISI
  • ESTRATTO DELLA SENTENZA
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ESPOSIZIONE DEI FATTI

La vicenda giudiziaria trae origine da un tragico evento verificatosi presso un ospedale milanese nel gennaio 2019, quando una coppia ha perso il proprio bambino durante il parto a causa di una distocia di spalla non adeguatamente gestita. I fatti, come ricostruiti nel corso del procedimento, evidenziano una serie di criticità nell’assistenza sanitaria fornita alla gestante, che presentava molteplici fattori di rischio non opportunamente considerati. La paziente, affetta da diabete gestazionale non controllato, si era recata per la prima volta presso la struttura sanitaria alla 36ª settimana di gravidanza, quando il medico di turno aveva riscontrato un volume uterino ai limiti superiori per l’età gestazionale, suggerendo un possibile eccessivo incremento ponderale del feto. In quella circostanza, correttamente, era stata programmata una valutazione ecografica della crescita fetale per il successivo controllo. Tuttavia, nei controlli successivi (il 28 dicembre 2018 e il 9 gennaio 2019), i sanitari non eseguirono la valutazione biometrica fetale indicata, limitandosi ad effettuare un’ecografia office con flussimetria Doppler, procedura diagnostica che non contempla la misurazione biometrica del feto. Questo comportamento omissivo ha rappresentato, secondo quanto accertato in sede di consulenza tecnica d’ufficio, un primo significativo elemento di negligenza professionale.