Il contratto di apprendistato nullo si trasforma in indeterminato

Nel caso sottoposto al vaglio del Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, deciso con sentenza n. 2472/2021 pubblicata il 15/10/2021, il lavoratore chiedeva, in via principale, accertarsi e dichiararsi la nullità del contratto di apprendistato con conseguente trasformazione del rapporto di lavoro in ordinario indeterminato e, per l’effetto, condannarsi il datore di lavoro al pagamento di differenze retributive, indennità, ricalcolo del TFR e straordinari. A tal fine, deduceva che il contratto di apprendistato non era valido in quanto privo di un piano formativo; inoltre, il rapporto di lavoro si era svolto senza alcun percorso formativo.

Il Tribunale del Lavoro di Milano accoglieva la domanda condannando il resistente al pagamento delle differenze retributive.

Si legge in sentenza:

“… le parti hanno sottoscritto un contratto di apprendistato. Il documento condiviso è assai sintetico … Null’altro vi è riportato in ordine, né al piano formativo, né alla formazione …

Ratione temporis, la disciplina del contratto di apprendistato va rinvenuta nel D. Lgs 81/15, il quale, per quanto di interesse, stabilisce:

art. 41

1. L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. 2. Il contratto di apprendistato si articola nelle seguenti tipologie: 3. a) apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore; 4. b) apprendistato professionalizzante; 5. c) apprendistato di alta formazione e ricerca. 6. L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e quello di alta formazione e ricerca integrano organicamente, in un sistema duale, formazione e lavoro, con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali contenuti nel Repertorio nazionale di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, nell’ambito del Quadro europeo delle qualificazioni.

Art 42

1. Il contratto di apprendistato è stipulato in forma scritta ai fini della prova. Il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica, il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legislativo n. 276 del 2003. Nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nell’apprendistato di alta formazione e ricerca, il piano formativo individuale è predisposto dalla istituzione formativa con il coinvolgimento dell’impresa. Al piano formativo individuale, per la quota a carico dell’istituzione formativa, si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 2. Il contratto di apprendistato ha una durata minima non inferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 43, comma 8, e 44, comma 5…”

Quanto alla sua natura e finalità, il contratto di apprendistato si connota per una scopo formativo ed è qualificabile come contratto a causa mista, risultante dallo scambio tra lavoro retribuito e addestramento finalizzato alla acquisizione di una più definita professionalità, per l’inserimento (o reinserimento) nel mondo del lavoro. Lo scopo del contratto di apprendistato/ formazione e lavoro è, infatti, quello di favorire un ingresso guidato dei giovani nel mondo del lavoro, attraverso un supporto che dia loro anche gli strumenti per apprendere una determinata professionalità. Nella formazione da impartire, è consentito al datore di lavoro l’uso di una circoscritta discrezionalità nel realizzare il programma di formazione, discrezionalità che si traduce nella possibilità di alternare la fase teorica con la fase pratica tenendo conto delle esigenze dell’impresa. Pur, tuttavia, tale discrezionalità non può mai spingersi fino ad espungere una delle due fasi dalla esecuzione del contratto, atteso che entrambe sono coessenziali (Cass.08/01/2003 n. 82; Cass. N. 22687/18; Cass. N. 16595/20).

… Il piano formativo consiste in un programma nel quale, pur sinteticamente, debbono essere indicati i contenuti della formazione secondo moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione o dagli enti bilaterali … La carenza del progetto individuale, preordinato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore integrano un vizio genetico della causa contrattuale. Di fronte alle contestazioni svolte dal ricorrente in merito, non solo all’inesistenza di un piano formativo, ma pure di una successiva formazione, la società ha offerto deduzioni assolutamente generiche e, come tali, non suscettibili di costituire oggetto di prova per testi …

In assenza di un valido piano formativo e di un’offerta probatoria valida per la formazione, il contratto di apprendistato deve considerarsi nullo. È stato da tempo chiarito, invero, come il vizio genetico e l’inadempimento degli obblighi di formazione determinano l’invalidità del contratto e la sua trasformazione, fin dall’inizio, in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato … La trasformazione del contratto in un rapporto di lavoro ordinario a tempo indeterminato è la prima delle conseguenze derivanti dall’accertata invalidità … La trasformazione del rapporto comporta il sorgere del diritto del lavoratore alla corresponsione di differenze retributive dovute alla minor retribuzione spettante al dipendente apprendista.

Avv. Cosimo Montinaro

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