Opposizione a decreto ingiuntivo ed invalidità della delibera condominiale

Opposizione a decreto ingiuntivo ed invalidità della delibera condominiale

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, è possibile per il Giudice sindacare l’invalidità della deliberazione posta a base dell’ingiunzione?

Al riguardo si è espressa di recente la Corte di Appelo di Milano, con sentenza n. 1952/2022 pubblicata il 06/06/2022:

[…] Ciò premesso, si rileva che per consolidato orientamento della Suprema Corte nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al giudice davanti al quale dette delibere sono state impugnate.

In altri termini, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale di approvazione dello stato di ripartizione, ma solo questioni riguardanti l’efficacia di quest’ultima. La delibera costituisce, infatti, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non soltanto la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel processo oppositorio a cognizione piena, il cui ambito è dunque ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (cfr. Cass. S.S. U.U. secondo cui 26629/2009; Cass. Sez. II n. 11482/19).

Ad ogni modo, è pur vero che di recente la Suprema Corte a S.S.U.U. n. 9839/2021, ai fini del giusto processo e di evitare il proliferarsi di cause, nel dirimere un contrasto di diritto riguardante la mancata impugnazione della delibera condominiale nelle forme di cui all’art. 1137 c.c., ma la cui invalidità era stata tuttavia sollevata in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, ha previsto la possibilità per il giudice dell’opposizione, a determinate condizioni, di sindacare la invalidità della deliberazione posta a base dell’ingiunzione, previa distinzione tra cause di nullità ed annullabilità della stessa delibera, chiarendo che “in tema di deliberazioni dell’assemblea condominiale, sono nulle le deliberazioni con le quali, a maggioranza, siano stabiliti o modificati i generali criteri di ripartizione delle spese previsti dalle legge o dalla convenzione, da valere per il futuro, trattandosi di materia che esula dalle attribuzioni dell’assemblea previste dall’art. 1135 c.c., n.n. 2) e 3), e che è sottratta al metodo maggioritario; sono, invece, meramente annullabili le deliberazioni aventi ad oggetto la ripartizione in concreto tra i condomini delle spese relative alla gestione delle parti e dei servizi comuni adottate senza modificare i criteri generali previsti dalla legge o dalla convenzione, ma in violazione degli stessi, trattandosi di deliberazioni assunte nell’esercizio delle dette attribuzioni assembleari, che non sono contrarie a norme imperative, cosicché la relativa impugnazione va proposta nel termine di decadenza previsto dall’art. 1137 c.c., comma 2. …” – Ed inoltre “Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice può sindacare sia la nullità, dedotta dalla parte o rilevata d’ufficio, della deliberazione assembleare posta a fondamento dell’ingiunzione, sia l’annullabilità di tale deliberazione, a condizione che quest’ultima sia dedotta in via di azione, mediante apposita domanda riconvenzionale di annullamento contenuta nell’atto di citazione in opposizione, ai sensi dell’art. 1137, comma 2, c.c., nel termine perentorio ivi previsto, e non in via di eccezione. In mancanza di domanda di annullamento della deliberazione posta a fondamento dell’ingiunzione, l’eccezione è inammissibile e tale inammissibilità va rilevata e dichiarata d’ufficio dal giudice.”., (cfr. Cass. a S.S.U.U. sentenza n. 9839/2021).

Alla luce dell’insegnamento della Suprema Corte come sopra richiamato, si osserva che [gli appellanti], non solo non hanno formulato alcuna domanda riconvenzionale in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, onde far valere ritualmente la asserita invalidità della delibera condominiale (a pena di inammissibilità della domanda) ma risulta addirittura che, per loro stessa ammissione, hanno impugnato la delibera condominiale dell’11.05.2017 in altra sede, mediante atto di citazione ex art. 1137 c.c., notificato al Condominio il 13.11.2017 (cfr. doc. n. 26 di fascicolo di primo grado).

Ciò premesso, si evidenzia che in tutto il corso del presente giudizio, gli appellanti non solo non hanno indicato l’esito di questa impugnazione già al primo Giudice, ma neppure in appello hanno riferito sull’esito della stessa, con la conseguenza che, in tal modo, non hanno consentito al Giudice della opposizione al decreto ingiuntivo la verifica della perdurante esistenza della efficacia o meno della deliberazione assembleare, con ogni conseguenza in ordine alla legittima conferma del decreto ingiuntivo opposto […]

Avv. Cosimo Montinaro

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