Cosa si rischia se non si pagano gli alimenti?

Prima di vedere assieme cosa ha statuito la Suprema Corte con la recente pronuncia n. 48910 del 2 dicembre 2019, è d’uopo rammentare che il coniuge separato o divorziato che non versa il mantenimento o gli alimenti rischia l’incriminazione ex artt. 570  e 570bis del codice penale, per i quali è prevista la reclusione fino a un anno o una  multa che va da € 103,00 sino a € 1.032,00.

MASSIMA Cassazione Penale, n. 48910 del 2 dicembre 2019:

“la condotta sanzionata dall’art. 570 c.p. presuppone uno stato di bisogno: infatti, l’omessa assistenza deve avere l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza; secondo consolidata giurisprudenza – che dai “mezzi per la sopravvivenza” (ossia vitto e alloggio) ha esteso la tutela a ciò che è necessario per le “esigenze della vita quotidiana” (vestiario, canone per le utenze indispensabili, spese per l’istruzione dei figli minori, medicinali) – la nozione di “mezzi di sussistenza” va identificata in ciò che è indispensabile alla vita, a prescindere dalle condizioni sociali o di vita pregressa degli aventi diritto (Sez. 6, n. 12400 del 12/01/2017, Rv. 269728; Sez. 6 n. 49755 del 21/11/2012, Rv. 253908; Sez. 6, n. 49755 del 21/11/2012, Rv. 253908; Sez. 6, n. 2736 del 13/11/2008, dep. 2009, Rv. 242855). In materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare si è affermato il principio che la minore etĂ  dei discendenti, destinatari dei mezzi di sussistenza, rappresenta in re ipsa una condizione soggettiva dello stato di bisogno, che obbliga i genitori a contribuire al loro mantenimento, assicurando i predetti mezzi di sussistenza; ne deriva che il reato di cui all’art. 570 c.p., comma 2, sussiste anche quando uno dei genitori ometta la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei figli minori o inabili, ed al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria come nel caso di specie – l’altro genitore (Sez. 6, n. 53607 del 20/11/2014, Rv. 261871-01)”

 

Il caso e la soluzione della Corte di Cassazione

Nel caso in esame all’imputato era stato contestato il reato ex art. 570 c.p., avendo lo stesso fatto mancare i mezzi di sussistenza ai due figli minori.

La Suprema Corte, con la sentenza  in epigrafe indicata, ha osservato che, in tema di reati contro la famiglia, la condotta sanzionata dall’art. 570 c.p., non solo, presuppone uno stato di bisogno (infatti, l’omessa assistenza deve aver l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza, che vanno identificati in ciò che è indispensabile alla vita, a prescindere dalle condizioni sociali o di vita pregressa degli aventi diritto), ma che, in caso di minori d’età (destinatari dei mezzi di sussistenza) lo stesso deve ritenersi sussistere in re ipsa. Di talchè, il reato di cui all’art. 570, comma 2, c.p., sussiste anche quando uno dei genitori ometta la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei figli minori o inabili, e al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria l’altro genitore.

Inoltre, la Corte di Cassazione ha precisato che il delitto in questione ha natura permanente, essendo unico e identico il bene leso nel corso della durata dell’omissione; ne deriva, dunque, che le cause di estinzione del reato operano non in relazione alle singole violazioni, ma solo al cessare della permanenza, che si verifica o con l’adempimento dell’obbligo eluso o, in difetto, con la pronuncia della sentenza di primo grado.

 

Collegamenti giurisprudenziali

Quanto al principio per il quale l’omessa assistenza deve aver l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza da intendersi in ciò che è indispensabile alla vita a prescindere dalle condizioni sociali o di vita pregressa degli aventi diritto, si rinvia a Cass. Pen., Sez. VI, 12 gennaio 2017, n. 12400, in CED; Cass. Pen., Sez. VI, 21 novembre 2012, n. 49755, in CED; Cass. Pen., Sez. VI, 13 novembre 2008, n. 2736, in CED.

In relazione al principio secondo il quale il reato di cui all’art. 570, comma 2, c.p., sussiste anche quando uno dei genitori ometta la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei figli minori o inabili e al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria l’altro genitore, cfr. Cass. Pen., Sez. VI, 20 novembre 2014, n. 53607.

Consolidata la tesi della natura permanente del reato de quo, come ad esempio ribadito in Cass. Pen., Sez. VI, 15 settembre 2016, n. 42543 e Cass. Pen., Sez. VI, 20 ottobre 2015, n. 45462.

Avv. Cosimo Montinaro

 

 

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