Pubblica Amministrazione: la decadenza dell’ordinanza di assegnazione somme è di 1 anno

Tribunale di Lecce, sentenza n. 2813/2021 pubblicata il 20/10/2021:

“[…] In primis, occorre soffermarsi sull’applicabilità al caso concreto dell’art. 14 comma 1 bis d.l. 31.12.1996 n. 669 (l. 28.02.1997 n.30) come modificato dall’art. 44 comma 3, d.l. 269/2003, convertito con modificazioni, in legge 24.11.2003 n. 326.

La norma richiamata dall’opponente dispone che “[…] Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento è trascorso un anno senza che sia stata disposta l’assegnazione. L’ordinanza che dispone ai sensi dell’articolo 553 del Codice di procedura civile l’assegnazione dei crediti in pagamento perde efficacia se il creditore procedente, entro il termine di un anno dalla data in cui è stata emessa, non provvede all’esazione delle somme assegnate”.

[…] La norma, invero, secondo l’orientamento della Suprema Corte [Sez. 3, sent. 6.6.2019 n.15315], introduce un termine annuale di decadenza per mettere in esecuzione l’ordinanza di assegnazione e richiede l’avvio della procedura esecutiva o, perlomeno, la formalizzazione di un’intimazione di pagamento a mezzo della notifica di un atto di precetto. La sentenza citata, dunque, pur trattando dell’applicazione della norma anche alle ordinanze emesse in data precedente al 2003, afferma un inequivocabile principio di diritto che risulta applicabile al caso concreto. In particolare, la Corte ha affermato che: “La norma senz’altro introduce un nuovo termine annuale di decadenza, in luogo dell’ordinario termine decennale di prescrizione, per procedere all’esazione di una ordinanza di assegnazione nei confronti di una pubblica amministrazione ed enti ad essa a questo fine equiparati”, e ulteriormente che: “il termine di decadenza introdotto, per provvedere alla esazione delle somme dovute, di un anno, può poi ritenersi congruo nella sua durata ad evitare una indebita e sproporzionata compressione del diritto del privato alla soddisfazione dei propri interessi patrimoniali”, e così concludendo: “si può pertanto enunciare il seguente principio di diritto nell’interesse della legge, facendo uso delle facoltà di cui all’art. 363 c.p.c., comma 3: “Il D.L. n. 669 del 1996, art. 14, comma 1 bis, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 44, comma 3, lett. a), conv. con L. n. 326 del 2003, in vigore dal 25.11.2003, introduce un termine di decadenza annuale per mettere in esecuzione l’ordinanza di assegnazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed enti equiparati, applicabile dall’entrata in vigore della norma (25 novembre 2003). Ne consegue che esso si applichi anche in relazione alle ordinanze di assegnazione emesse prima di tale data, in relazione alle quali la procedura esecutiva deve essere iniziata, o quanto meno deve essere effettuata l’intimazione di pagamento, a mezzo della notifica del precetto, a pena di decadenza [ndr: la sottolineatura è del Tribunale], entro un anno dal 25 novembre 2003, cioè da quando il privato, conseguita la possibilità di avere contezza della introduzione di una nuova decadenza, avrebbe potuto e dovuto attivarsi per non perdere il proprio diritto”.

Si ha “esazione”, dunque, secondo l’orientamento della Suprema Corte, o quando si intraprenda una procedura esecutiva o venga formalizzata un’intimazione di pagamento a mezzo della notifica di atto di precetto … Nello stesso senso si è espressa la Cassazione [Sez. 6-3, ord. 17.01.2020 n. 1002] che, nel richiamare il principio di diritto enunciato con la precedente sentenza del giugno 2019, ha dichiarato manifestamente infondato il motivo di ricorso di parte ricorrente in relazione a quanto affermato dal giudice di secondo grado, che, su specifico motivo di gravame incidentale della banca intimata, rilevava “l’inefficacia dell’ordinanza di assegnazione posta a base del precetto opposto, ai sensi del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, art. 14, comma 1 bis, convertito in L. 28 febbraio 1997, n. 30, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003, art. 44, comma 3, lett. b, convertito in L. 24 novembre 2003, n. 326, per essere trascorso ben più di un anno tra l’entrata in vigore della nuova disposizione (la quale ha introdotto un termine di efficacia di un anno per l’esazione dei crediti di cui alle ordinanze di assegnazione di crediti nei confronti di enti previdenziali) e la notificazione dell’atto di precetto […]

Avv. Cosimo Montinaro

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