Il reddito di cittadinanza è pignorabile! (Trib. di Trani, sent. 30.01.2020)

Tribunale di Trani, sentenza 30 gennaio 2020:

Deve ritenersi pignorabile, senza l’osservanza dei limiti di cui all’ art. 545 c.p.c., il reddito di cittadinanza, stante l’assenza nel testo del decreto istitutivo di qualunque riferimento alla natura alimentare di detto reddito ed il carattere predominante di misura di politica attiva dell’occupazione”.

Sebbene il decreto istitutivo nulla dica a riguardo, la dottrina e la giurisprudenza di merito hanno ammesso la pignorabilità del reddito di cittadinanza sulla base dei seguenti presupposti::

  1.  la definizione, contenuta nel comma 1 dell’art. 1 del reddito di cittadinanza quale misura “contro la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale”, che vale “a garanzia del diritto al lavoro” e “della libera scelta del lavoro”, anche attraverso la salvaguardia del “diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura”;
  2. l’assenza nel testo del decreto di qualunque riferimento alla natura alimentare del reddito di cittadinanza, anzi da escludersi alla luce della platea di soggetti esclusi dal novero dei beneficiari, tra i quali, ad esempio, gli inabili al lavoro;
  3. il carattere predominante di misura di politica attiva dell’occupazione;
  4. la natura eccezionale e di stretta interpretazione delle disposizioni che prevedono divieti di pignorabilità rispetto ad un principio generale – quello di cui all’art. 2740 c.c. – che innerva il sistema.

Va, inoltre, richiamato l’orientamento giurisprudenziale in base al quale il limite della impignorabilità della retribuzione oltre il quinto non opera con riferimento all’esecuzione promossa dal creditore per contributo al mantenimento della prole, avendo questo funzione alimentare.

 

Avv. Cosimo Montinaro

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