Il presente schema ricorsuale costituisce uno strumento tecnico-giuridico di elevata precisione processuale, elaborato mediante rigorosa disamina della piΓΉ autorevole giurisprudenza di legittimitΓ e di merito in materia di illegittima segnalazione presso i Sistemi di Informazioni Creditizie.
Profili tecnico-giuridici del ricorso:
- Struttura ricorsuale tecnicamente ineccepibile, articolata secondo i canoni della cautela d’urgenza, con puntuale esposizione fattuale, articolata trattazione giuridica e formulazione rigorosamente tecnica delle conclusioni β
- Impostazione metodologica della narrativa in fatto con cronologica ricostruzione documentale del rapporto creditizio, dell’inadempimento, della segnalazione pregiudizievole e delle comunicazioni intercorse tra le parti β
- Apparato probatorio analiticamente strutturato con meticolosa individuazione di n. 19 allegati documentali, ciascuno funzionalmente correlato alle allegazioni fattuali e alle argomentazioni giuridiche β
Articolazione analitica dell’impianto argomentativo:
Il ricorso sviluppa un’articolata contestazione dell’illegittimitΓ della segnalazione secondo plurimi profili di censura:
Profilo preliminare di ammissibilitΓ dello strumento cautelare
- Rigorosa disamina dell’evoluzione giurisprudenziale in tema di applicabilitΓ dell’art. 700 c.p.c.
- Analisi delle pronunce dei Tribunali di Brescia (01.04.2021) e Cagliari (06.04.2021)
- Illustrazione del carattere atipico della tutela cautelare
Contestazione dell’illegittimitΓ formale della segnalazione
- Inquadramento sistematico della normativa ex art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e art. 125, comma 3, T.U.B.
- Approfondita analisi della natura recettizia della comunicazione ex artt. 1334-1335 c.c.
- Ricostruzione dell’orientamento giurisprudenziale di legittimitΓ (Cass. n. 14685/2017; Cass. n. 19397/2012)
- Dettagliata contestazione dell’onere probatorio gravante sull’intermediario circa l’effettiva ricezione della comunicazione
Censura dell’illegittimitΓ sostanziale della segnalazione
- Analitica disamina dei presupposti sostanziali per la legittima segnalazione
- Meticolosa ricostruzione dell’orientamento giurisprudenziale (Trib. Cagliari, 06.04.2021; Trib. Ravenna, 18.03.2025)
- Circostanziata contestazione dell’assenza di una valutazione complessiva della situazione finanziaria del ricorrente
Deduzione dell’illegittimitΓ per violazione dei principi di buona fede e correttezza
- Rigoroso inquadramento nei principi generali ex artt. 1175 e 1375 c.c.
- Correlazione con il dovere costituzionale di solidarietΓ sociale ex art. 2 Cost.
- Puntuale richiamo alla giurisprudenza di merito (Trib. Brindisi, 19.04.2021)
Articolata dimostrazione del periculum in mora
- Sistematica illustrazione delle conseguenze pregiudizievoli concrete e documentate
- Rigorosa argomentazione circa l’irreparabilitΓ del danno all’immagine creditizia e reputazionale
- Puntuale richiamo alla giurisprudenza in materia (Trib. Cagliari, 06.04.2021; Trib. Brindisi, 19.04.2021)
ποΈ Fondamento normativo e giurisprudenziale:
Il ricorso presenta un solido impianto normativo, ancorato al combinato disposto di:
- Art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati
- Art. 125, comma 3, del Testo Unico Bancario (d.lgs. n. 385/1993)
- Artt. 1334-1335 c.c. in materia di atti recettizi
- Artt. 1175-1375 c.c. sui principi di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto
La trattazione Γ¨ arricchita da copiosi e puntuali riferimenti giurisprudenziali, con particolare riguardo alle piΓΉ recenti pronunce dei Tribunali di Lecce (22.11.2023), Brindisi (19.04.2021), Cagliari (06.04.2021), Ravenna (18.03.2025) e Grosseto (16.04.2025), oltre alle fondamentali pronunce della Suprema Corte in materia (Cass. n. 14685/2017; Cass. n. 19397/2012; Cass. n. 6524/2018).
TRIBUNALE DI [SEDE TRIBUNALE]
RICORSO EX ART. 700 C.P.C.
PER: il/la Sig./Sig.ra [NOME COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] il [DATA DI NASCITA] (C.F. [CODICE FISCALE]), residente in [INDIRIZZO], elettivamente domiciliato/a in [INDIRIZZO DELLO STUDIO LEGALE] presso lo Studio dell’Avv. [NOME COGNOME AVVOCATO] (C.F. [CODICE FISCALE AVVOCATO] lo rappresenta e difende in virtΓΉ di procura alle liti rilasciata su foglio separato da intendersi, ai sensi dellβart. 83, 3Β° comma, c.p.c., apposta in calce al presente atto; con dichiarazione di voler ricevere avvisi, comunicazioni e notificazioni al seguente indirizzo Pec [INDIRIZZO PEC]) presso il quale elegge domicilio digitale
– ricorrente –
CONTRO
[DENOMINAZIONE ISTITUTO BANCARIO/FINANZIARIO], in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in [INDIRIZZO SEDE LEGALE], P.IVA [PARTITA IVA]
– resistente –
NONCHΓ
CRIF S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in Bologna alla Via M. Fantin, n. 1-3, C.F. 02083271201
– resistente –
IN FATTO
1. In data [DATA STIPULA], il/la Sig./Sig.ra [NOME RICORRENTE] sottoscriveva con [DENOMINAZIONE ISTITUTO], contratto di finanziamento n. [NUMERO CONTRATTO], regolarmente perfezionato e registrato ai sensi dell’art. 117 del d.lgs. n. 385/1993 (T.U.B.), per l’importo complessivo di β¬ [IMPORTO], da rimborsarsi mediante n. [NUMERO] rate mensili consecutive di β¬ [IMPORTO] ciascuna, con scadenza il [GIORNO] di ogni mese a decorrere dal [DATA PRIMA RATA], come compiutamente documentato dall’estratto autentico del contratto che si produce (doc. 1). Il suddetto finanziamento veniva concesso per la finalitΓ di [SPECIFICARE FINALITΓ] ed era disciplinato dalle condizioni generali di contratto allegate, le quali, al punto [NUMERO], regolavano le conseguenze dell’eventuale ritardo nel pagamento delle rate, nonchΓ© le procedure di comunicazione relative.
2. Dall’instaurazione del rapporto contrattuale e fino alla data del [DATA ULTIMO PAGAMENTO REGOLARE], parte ricorrente adempiva puntualmente alle obbligazioni assunte, provvedendo al regolare versamento di n. [NUMERO] rate consecutive, come analiticamente documentato dagli estratti conto bancari/ricevute di pagamento/contabili di bonifico versati in atti (doc. 1-bis), per un importo complessivo corrisposto pari ad β¬ [IMPORTO TOTALE VERSATO].
3. Successivamente alla predetta data, a causa di [DESCRIVERE OGGETTIVAMENTE CAUSA DELL’INADEMPIMENTO], circostanza debitamente certificata dalla documentazione prodotta sub doc. 1-ter, parte ricorrente ometteva il pagamento delle rate con scadenza [SPECIFICARE DATE PRECISE DI TUTTE LE RATE NON PAGATE], per un importo complessivo non corrisposto di β¬ [IMPORTO PRECISO], comprensivo di quota capitale ed interessi secondo il piano di ammortamento contrattuale.
4. Nel periodo intercorrente tra il primo mancato pagamento ([DATA]) e la successiva segnalazione nei sistemi di informazione creditizia, l’istituto finanziatore non inoltrava al ricorrente alcuna comunicazione di sollecito, nΓ© formulava richieste di pagamento delle rate scadute, nΓ© tantomeno provvedeva a trasmettere la comunicazione preventiva espressamente prevista dall’art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilitΓ e puntualitΓ nei pagamenti, nonchΓ© dall’art. 125, comma 3, del Testo Unico Bancario (d.lgs. n. 385/1993).
5. In data [DATA PRECISA], parte ricorrente, presentando presso [SPECIFICARE ISTITUTO] formale richiesta di [TIPO DI FINANZIAMENTO] per l’importo di β¬ [IMPORTO], finalizzato a [SPECIFICARE SCOPO], apprendeva dell’esistenza di una segnalazione a proprio carico presso il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF S.p.A. Con comunicazione del [DATA PRECISA] (doc. 3), l’istituto di credito comunicava il rigetto dell’istanza di finanziamento, individuando quale causa esclusiva del diniego “la presenza di informazioni negative presso i sistemi di informazione creditizia”, con specifico riferimento al rapporto di finanziamento n. [NUMERO CONTRATTO] intrattenuto con [DENOMINAZIONE ISTITUTO RESISTENTE].
6. Mediante accesso diretto ai dati presso CRIF S.p.A., effettuato in data [DATA], parte ricorrente verificava l’effettiva iscrizione del proprio nominativo con la qualifica di “cattivo pagatore“, in relazione al finanziamento n. [NUMERO CONTRATTO], con data di segnalazione [DATA SEGNALAZIONE], come risulta dal documento di visura allegato (doc. 3-bis).
7. Dall’esame della documentazione in proprio possesso, nonchΓ© dall’interrogazione della casella di posta elettronica ordinaria e certificata, parte ricorrente riscontrava che, in nessun momento antecedente alla segnalazione, l’istituto finanziatore aveva provveduto a trasmettere la comunicazione preventiva di cui ai citati art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e buona condotta e art. 125, comma 3, del T.U.B.
8. A seguito della scoperta dell’avvenuta segnalazione, parte ricorrente provvedeva immediatamente a regolarizzare integralmente la propria esposizione debitoria, corrispondendo in data [DATA PRECISA], a mezzo [MODALITΓ DI PAGAMENTO], l’importo complessivo di β¬ [IMPORTO ESATTO], comprensivo di capitale (β¬ [IMPORTO]), interessi corrispettivi (β¬ [IMPORTO]) e interessi moratori computati secondo il tasso contrattualmente previsto (β¬ [IMPORTO]), come attestato dall’ordine di bonifico e dalla relativa contabile bancaria di esecuzione depositati sub doc. 4.
9. Contestualmente alla regolarizzazione della posizione debitoria, in data [DATA PRECISA], parte ricorrente trasmetteva all’istituto resistente formale contestazione a mezzo [SPECIFICARE: PEC indirizzata a (indirizzo PEC) /raccomandata A.R. n. (NUMERO RACCOMANDATA) ricevuta in data (DATA RICEZIONE)], con la quale:
- Comunicava l’avvenuta regolarizzazione integrale della posizione debitoria, con indicazione degli estremi del pagamento effettuato;
- Evidenziava la mancata ricezione di qualsiasi comunicazione di preavviso in ordine all’imminente segnalazione ai sistemi di informazione creditizia;
- Richiedeva l’immediata cancellazione del proprio nominativo dagli archivi CRIF e da ogni altro sistema di informazione creditizia;
- Segnalava i pregiudizi giΓ subiti in conseguenza della segnalazione (doc. 5).
10. Con nota del [DATA PRECISA], protocollata al n. [NUMERO PROTOCOLLO] e pervenuta in data [DATA RICEZIONE], l’istituto resistente riscontrava la contestazione di parte ricorrente, asserendo:
- Di aver provveduto all’invio del preavviso di segnalazione in data [DATA ASSERITA], mediante [MODALITΓ DI INVIO INDICATA];
- Di ritenere legittima la segnalazione effettuata, in quanto conseguente al mancato pagamento di [NUMERO] rate consecutive;
- Di non poter procedere alla cancellazione richiesta, stante la presunta regolaritΓ dell’iscrizione (doc. 6).
11. Con la predetta comunicazione, l’istituto resistente produceva a supporto delle proprie affermazioni unicamente [DESCRIVERE OGGETTIVAMENTE: stampe del sistema informativo interno/elenchi/screenshot/altro], privi di valore probatorio ex art. 2702 c.c., senza fornire elementi documentali idonei a comprovare l’effettiva ricezione della comunicazione preventiva da parte del ricorrente, quali ricevute di consegna della raccomandata, attestazioni di consegna della PEC o altra documentazione avente analoga valenza probatoria ai sensi di legge.
12. In data [DATA PRECISARE], parte ricorrente, tramite il proprio legale, formulava ulteriore diffida formale (doc. 8), con la quale:
- Contestava l’asserito invio della comunicazione preventiva, ribadendo la mancata ricezione di qualsiasi avviso in tal senso;
- Evidenziava l’insufficienza probatoria della documentazione prodotta dall’istituto a sostegno delle proprie affermazioni;
- Sottolineava l’avvenuta integrale regolarizzazione della posizione debitoria;
- Richiamava la normativa e la giurisprudenza in materia di obbligatoria preventiva comunicazione delle segnalazioni pregiudizievoli;
- Reiterava la richiesta di immediata cancellazione della segnalazione.
13. L’istituto resistente riscontrava detta comunicazione con nota del [DATA PRECISARE] (doc. 9), nella quale ribadiva le proprie precedenti affermazioni, senza tuttavia produrre ulteriore documentazione a supporto, rigettando nuovamente la richiesta di cancellazione della segnalazione.
14. Nonostante l’avvenuta regolarizzazione della posizione debitoria e le formali contestazioni formulate, l’istituto resistente ha mantenuto la segnalazione presso il sistema CRIF, come attestato dalla visura aggiornata al [DATA VISURA RECENTE], estratta dal portale CRIF mediante le credenziali personali del ricorrente (doc. 7).
15. La permanenza della segnalazione nei sistemi di informazione creditizia ha determinato per parte ricorrente le seguenti specifiche conseguenze pregiudizievoli:
- Rigetto, comunicato in data [DATA PRECISARE], della richiesta di finanziamento di β¬ [IMPORTO] per [SPECIFICARE FINALITΓ] avanzata presso [NOME ISTITUTO], con espressa motivazione relativa alla presenza di pregiudizievoli nei sistemi di informazione creditizia (doc. 10);
- Diniego, comunicato in data [DATA PRECISARE], della carta di credito con massimale di β¬ [IMPORTO] richiesta presso [NOME ISTITUTO], parimenti motivato con il riferimento alle segnalazioni pregiudizievoli a carico del richiedente (doc. 11);
- ImpossibilitΓ di accedere al [SPECIFICARE MISURA DI SOSTEGNO/AGEVOLAZIONE], per il quale Γ¨ espressamente richiesta, ai sensi dell’art. [NUMERO] del [RIFERIMENTO NORMATIVO], l’assenza di segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia (doc. 12);
- [ULTERIORI CONSEGUENZE DOCUMENTATE].
16. Parte ricorrente ha depositato documentazione attestante la propria situazione reddituale e patrimoniale (doc. 13), dalla quale risulta che la stessa percepisce un reddito mensile netto di β¬ [IMPORTO], derivante da [FONTE DI REDDITO: lavoro dipendente presso/attivitΓ professionale/pensione/altro], ed Γ¨ titolare di un patrimonio complessivo stimabile in β¬ [IMPORTO], costituito da [DESCRIVERE COMPOSIZIONE: immobili/investimenti/altro].
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