Danno estetico e formula di Balthazard: come ottenere giustizia e risarcimento
Il risarcimento del danno non patrimoniale rappresenta una delle questioni più complesse nel panorama della responsabilità civile. Tra i vari aspetti critici, la valutazione del danno estetico e la sua corretta quantificazione in presenza di lesioni plurime coesistenti hanno da sempre sollevato accesi dibattiti e profonde divergenze interpretative. Una recente sentenza della Cassazione (n. 26584/2022) getta nuova luce su questi temi, fornendo preziose indicazioni sulle modalità di calcolo del danno biologico in caso di menomazioni multiple.
Ecco la massima non ufficiale della sentenza:
“In tema di liquidazione del danno biologico, nel caso di lesioni plurime coesistenti è applicata la formula di Balthazard, per la quale alla determinazione della complessiva percentuale di invalidità permanente non può procedersi mediante una mera sommatoria dei relativi gradi relativi a ciascuna singola lesione, ma si rende necessaria una correzione della sommatoria mediante applicazione di un coefficiente proporzionalmente riduttivo idoneo ad esprimere una percentualizzazione della invalidità coerente con la complessiva residua capacità biologica del danneggiato.”
Ma come distinguere il danno estetico da altre componenti del pregiudizio? E come applicare la cosiddetta “formula di Balthazard” per evitare una liquidazione eccessiva? Questa analisi approfondita esamina la sentenza, svelando i criteri guida per una corretta valutazione del danno alla persona.
Il danno estetico: componente del danno biologico o voce autonoma?
Area riservata
Contenuto accessibile esclusivamente agli abbonati
- ✓Accesso illimitato a tutto il sito
- ✓Scarica tutti i modelli di atti civili e contratti
- ✓Vasto archivio giurisprudenziale costantemente aggiornato
- ✓Assistente legale AI per ricerca e pareri Prossimamente
Accesso sicuro • Disdici quando vuoi