📌 LA VICENDA
- Materia: Diritto successorio – Invalidità del testamento
- Oggetto: Annullamento di testamento olografo per incapacità naturale del testatore ex art. 591, comma 2, n. 3 c.c. in presenza di declino cognitivo progressivo
- Normativa: Artt. 591 comma 2 n. 3, 533, 535, 1147, 1148 c.c.
- Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati
- Parole chiave: incapacità naturale testatore, annullamento testamento olografo, lucido intervallo, presunzione incapacità, declino cognitivo
In tema di annullamento del testamento per incapacità naturale ex art. 591, comma 2, n. 3 c.c., quando dalle risultanze istruttorie emerga una condizione di permanente e stabile infermità mentale del testatore nel periodo immediatamente prossimo alla redazione dell’atto di ultime volontà, la normalità presunta diviene l’incapacità, con conseguente inversione dell’onere della prova a carico del convenuto, il quale è tenuto a dimostrare che il testamento fu compilato in un momento di lucido intervallo, non potendo l’attore essere gravato della prova dell’assenza assoluta della coscienza nell’esatto momento della disposizione testamentaria.
La parte attrice impugna un testamento olografo della de cuius, datato alcuni mesi dopo un primo testamento valido, con cui la testatrice aveva nominato erede universale il proprio pronipote e disposto un legato in favore del convivente. Il secondo testamento, brevissimo e non motivato, nomina erede universale il convivente. Dal procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno, avviato dai Servizi Sociali del comune di residenza già nella primavera dello stesso anno, emergono plurimi elementi di compromissione cognitiva. Due mesi dopo la redazione del testamento impugnato, il Giudice Tutelare revoca alla de cuius la capacità di donare e testare. La CTU medico-legale evidenzia un declino cognitivo progressivo esordito anni prima e sfociato in disturbo neurocognitivo maggiore.
⚖️ LA SENTENZA COMPLETA AFFRONTA ANCHE:
- Standard probatorio richiesto per l’annullamento del testamento per incapacità naturale: necessità della prova dell’assenza assoluta della coscienza dei propri atti e non di una mera alterazione delle facoltà psichiche, ex art. 591 c.c.
- Rilevanza del confronto formale e contenutistico tra schede testamentarie successive ai fini della valutazione presuntiva dell’involuzione cognitiva del testatore
- Valore probatorio del decreto del Giudice Tutelare di revoca della capacità di donare e testare nel giudizio civile di annullamento del testamento
- Rigetto della domanda di indegnità ex art. 463 c.c. in assenza di prova specifica della falsità del testamento o dell’induzione dolosa: la compromissione cognitiva non implica automaticamente la falsificazione
- Petizione ereditaria ex art. 533 c.c.: presunzione di buona fede del convenuto-erede testamentario; frutti dovuti solo dalla domanda ex artt. 535 e 1148 c.c.
- Polizze vita intestate alla de cuius: inclusione nell’oggetto degli effetti restitutori in capo all’erede testamentario decaduto, pur in assenza di devoluzione ereditaria in senso tecnico
