Successione del coniuge (o parenti) nel contratto di locazione in caso di morte del conduttore (Trib. Palermo, sent. 31.10.2019)

sentenza Tribunale di Palermo del 31 ottobre 2019

“A norma dell’art. 6, L. n. 392/1978, in caso di morte del conduttore succedono nel contratto di locazione il coniuge, gli eredi, i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi; a tal fine, l’abituale convivenza con il conduttore defunto va accertata alla data del decesso di costui”

L’art. 6 L. n. 392/1978 prevede in favore di determinate categorie di soggetti (coniuge, eredi, parenti, affini) una fattispecie di successione iure proprio ed ex lege nella posizione contrattuale del conduttore deceduto, che si verifica automaticamente, e, dunque, non è condizionata né ad una accettazione da parte del subentrante, né alla previa comunicazione dell’avvicendamento al locatore, in favore di chi sia con lui stabilmente convivente.

Il requisito oggettivo della abituale convivenza con il conduttore defunto implica che sia dimostrata una effettiva convivenza fra le parti, preesistente alla morte del conduttore, intesa come coabitazione accompagnata dall’intenzione reciproca di abitare stabilmente nel medesimo immobile; tale convivenza va accertata alla data del decesso dell’originario conduttore, a nulla rilevando che gli aventi diritto alla successione nel contratto siano o meno rimasti nell’alloggio locato dopo la morte del dante causa, giacché la successione mortis causa nel contratto di locazione è fatto giuridico istantaneo che si realizza (o non si realizza) all’atto stesso della morte del conduttore, restando insensibile agli accadimenti successivi (cfr. Cass. 1° agosto 2000, n. 10034, in Vita not., 2000, I, 1446, in Arch. loc., 2000, 891, in Giur. it., 2001, 902, con nota di Di Martino, in Riv. giur. ed., 2001, I, 2, 336, con nota di De Tilla).

Pertanto, è onere del locatore che agisca per l’adempimento o la risoluzione del contratto nei confronti del terzo, sul presupposto che lo stesso sia subentrato nella posizione contrattuale dell’originario conduttore, dimostrare in giudizio la ricorrenza di entrambi i requisiti suddetti.

Avv. Cosimo Montinaro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Call Now ButtonChiama ora Torna su