Prefettura: non è obbligatoria la notifica all’Avvocatura dello Stato

Il Tribunale di Lecce, con sentenza n. 1212/2021, ha ribadito che nei giudizi contro le Amministrazioni Erariali, quali la Prefettura, non è obbligatoria la notifica all’Avvocatura dello Stato nè degli atti introduttivi, né tantomeno degli atti giudiziari e delle sentenze.

Avv. Cosimo Montinaro

Estratto della sentenza
In fatto

L’appellante aveva impugnato la sentenza del Giudice di Pace di Lecce con la quale era stata rigettata l’opposizione avverso n. 2 verbali elevati dalla Polizia Stradale di Lecce per violazione degli artt. 116, co. 15 e 17, d.lgs. 285/1992 (C.d.S.) e 80, co. 14, d.lgs. 285/1992 (C.d.S.). In particolare, la decisione veniva impugnata sulla base di cinque motivi: il primo, il secondo, il terzo ed il quarto relativi alla decisione del giudice di prime cure di riaffermare la responsabilità solidale dell’appellante ex art. 196 C.d.S. ritenendo insussistente il presupposto necessario per la sua esclusione; il quinto relativo alla decisione del giudice di prime cure di non ritenere sussistente lo stato di necessità del trasgressore.
Costituitasi in giudizio, la Prefettura di Lecce ha contestato in fatto ed in diritto le pretese attoree, eccependo, in via pregiudiziale, l’inammissibilità dell’appello per essere stato notificato, l’atto introduttivo, alla Prefettura di Lecce e non presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Lecce; nonché, sempre in via pregiudiziale, l’inammissibilità dell’appello proposto da una sola delle parti in violazione e falsa applicazione della normativa regolante l’appello dei litisconsorti in causa inscindibile.

In diritto

In via pregiudiziale, va richiamato l’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui “Se è vero, infatti, che di regola tutte le notifiche all’amministrazione dello Stato vanno effettuate – a pena di nullità – presso l’Avvocatura dello Stato (art. 11 R.D. 30 ottobre 1933 n. 1611), è parimenti vero che a tale regola fa eccezione il caso in cui la legge preveda la possibilità per le amministrazioni di difendersi a mezzo di propri funzionari, come avviene nella materia delle sanzioni amministrative, relativamente alla quale l’art. 23 comma 4 della legge n. 689 del 1981 – applicabile ratione temporis – prevede la facoltà dell’amministrazione di farsi rappresentare da un proprio funzionario appositamente delegato (facoltà ora prevista dall’art. 6, comma 9, del Digs. n. 150 del 2011, che ha sostituito il richiamato art. 23 della legge n. 698 del 1981). (…) La giurisprudenza di questa Corte ha esteso questo principio anche alla materia della notifica del ricorso per cassazione, statuendo che, in tema di sanzioni amministrative irrogate con provvedimento del Prefetto, il ricorso per cassazione avverso la sentenza resa all’esito del giudizio previsto dall’art. 23 della legge n. 689 del 1981 deve essere proposto nei confronti dello stesso Prefetto e notificato presso la sua sede legale, salvo che nella precedente fase di merito il patrocinio non sia stato assunto dall’Avvocatura dello Stato” (cfr. Cass. 12.5.2016, n. 9770; Cass. (ord.) 7.11.2013, n. 25080). Ciò detto, alla luce dei riferiti insegnamenti n. 9770/2016 e n. 25080/2013 a tenor del quale nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, così come nel relativo giudizio di impugnazione, le disposizioni di cui alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 23, commi 2 e 4, in forza delle quali il decreto di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti deve essere notificato dalla cancelleria, unitamente al ricorso introduttivo, all’opponente ed all’autorità che ha emesso l’ordinanza impugnata ed è consentito alle amministrazioni dello Stato di stare in giudizio personalmente, anche avvalendosi di funzionari appositamente delegati, derogano al R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 11, commi 1 e 2; ne consegue che, nei giudizi contro le amministrazioni erariali, non è obbligatoria la notifica all’Avvocatura dello Stato degli atti introduttivi, né – ove l’autorità opposta sia rimasta contumace ovvero si sia costituita personalmente (o tramite funzionario delegato) – la notificazione degli atti giudiziari e delle sentenze.

(testo integrale su richiesta)

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