Diritto civile

Doppio grado di giudizio e rinvio al primo grado – Cassazione 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto processuale civile – Giurisdizione e rinvio • Oggetto: Obbligo di rinvio al giudice di primo grado dopo declaratoria di giurisdizione – Principio del doppio grado di giudizio • Normativa: art. 353 c.p.c. (abrogato), art. 3, comma 26, D.Lgs. 149/2022, art. 14 L. 218/1995, art. 13 e 6 CEDU, Protocollo n. 7 CEDU art. 2 • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: doppio grado di giudizio, rinvio primo grado, giurisdizione negata, art. 353 c.p.c., ordine pubblico processuale, CEDU diritto ricorso effettivo In tema di giurisdizione civile, qualora il giudice di primo grado abbia dichiarato il difetto di giurisdizione sulla domanda, il giudice di secondo grado che affermi la giurisdizione negata dalla prima sentenza deve applicare l’art. 353 c.p.c. e rimettere la causa al primo giudice, indipendentemente dal fatto che le parti abbiano formulato conclusioni di merito, con

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Clausola compromissoria e tutela del consumatore – Cassazione 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto processuale civile – Arbitrato • Oggetto: Nullità della clausola compromissoria in contratto di consumo – Vessatorietà e trattativa individuale • Normativa: art. 34 Cod. Cons., D.Lgs. 206/2005 (artt. 33, 34), Direttiva CEE 93/13/CEE, artt. 817, 829 c.p.c., art. 1175 c.c. • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: clausola compromissoria vessatoria, trattativa individuale consumatore, arbitrato contratti consumo, disapplicazione normativa interna, principi eurounitari In tema di clausole compromissorie nei contratti del consumatore, la clausola di deroga alla competenza del giudice ordinario, per non essere considerata vessatoria ai sensi dell’art. 34 del Codice del Consumo e della Direttiva 93/13/CEE, deve essere il frutto di una trattativa caratterizzata dai requisiti della serietà, della effettività e della individualità, dovendo riguardare tutte le clausole costituenti il contenuto dell’accordo prese in considerazione sia singolarmente che nel significato desumibile dal complessivo tenore del contratto,

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Responsabilità ASL per danni da cani randagi: onere probatorio del danneggiato ex art. 2043 c.c. — Cass. Sez. III Civ. 2026

📌 LA VICENDA La responsabilità per i danni causati dagli animali randagi è disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 c.c. e non da quelle stabilite dall’art. 2052 c.c., sicché presuppone l’allegazione e la prova, da parte del danneggiato, di una concreta condotta colposa ascrivibile all’ente preposto al controllo del randagismo e della riconducibilità dell’evento dannoso, in base ai principi sulla causalità omissiva, al mancato adempimento di una condotta obbligatoria in concreto esigibile, non essendo sufficiente la mera individuazione dell’ente cui è affidato il compito di cattura e custodia degli animali randagi. La Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, con l’ordinanza in esame, rigetta il ricorso proposto dalla parte ricorrente avverso la sentenza del Tribunale che aveva riformato la condanna al risarcimento danni inizialmente pronunciata dal Giudice di Pace. La responsabilità della ASL per danni da randagismo ex art. 2043 c.c. non è automatica: il criterio della “concretizzazione del

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Inapplicabilità dell’eterointegrazione ex art. 27 L. 392/78 al contratto nullo per mancata registrazione – Tribunale Catania 2026

📌 LA VICENDA Il meccanismo di eterointegrazione ex art. 27 c. 4 L. 392/78, che sostituisce automaticamente la clausola nulla sulla durata con la durata minima legale di anni sei, è inapplicabile al contratto di locazione nullo per mancata registrazione ex art. 1 c. 346 L. 311/2004, essendo tale meccanismo subordinato all’esistenza di un contratto valido e non potendo operare su un negozio privo di efficacia giuridica, con la conseguenza che la registrazione tardiva unilaterale di un presunto contratto verbale non è idonea a sanare la nullità né a far scattare l’integrazione della durata legale. Il Tribunale di Catania, con sentenza del 2026, ha esaminato una controversia relativa a un contratto di locazione di un’area con chiosco-bar. La convenuta aveva registrato unilateralmente un presunto contratto verbale di locazione commerciale di durata sennale, dopo che il contratto scritto annuale del [OMISSIS] era divenuto nullo per omessa registrazione. Il giudice ha evidenziato

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Impugnazione del lodo arbitrale ex art. 829 c.p.c.: giudizio a critica vincolata, specificità dei motivi e inapplicabilità del riesame di merito – Corte d’Appello di Milano 2026

📌 LA VICENDA L’impugnazione per nullità del lodo arbitrale rituale non costituisce un ordinario giudizio di appello, bensì un giudizio a critica vincolata e a cognizione tipizzata, nel quale la Corte d’appello è chiamata esclusivamente a verificare se il lodo sia affetto da uno dei vizi tassativamente previsti dall’art. 829 c.p.c. – errores in procedendo o in iudicando – con la conseguenza che: (i) il riesame nel merito della controversia arbitrale (iudicium rescissorium) è possibile solo previa declaratoria di nullità del lodo (iudicium rescindens) e nei soli casi consentiti dall’art. 830 c.p.c.; (ii) a seguito della riforma di cui all’art. 24 D.Lgs. n. 40/2006, l’impugnazione per violazione delle regole di diritto sostanziale è ammissibile esclusivamente se espressamente prevista dalla convenzione di arbitrato o dalla legge, essendo in caso contrario inammissibile, salvo il contrasto con l’ordine pubblico; (iii) i motivi di impugnazione del lodo devono essere formulati con specificità analoga a

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Recesso in tronco dal contratto di agenzia: pressoché totale inattività dell’agente integra giusta causa – Tribunale di Milano 2026

📌 LA VICENDA In tema di contratto di agenzia, il recesso senza preavviso del preponente è giustificato quando l’inadempimento dell’agente rivesta carattere di gravità tale da impedire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto ai sensi dell’art. 1751 co. 2 c.c., gravità che deve essere valutata tenendo conto delle complessive dimensioni economiche del contratto, dell’incidenza dell’inadempimento sull’equilibrio contrattuale e dell’intensità della relazione fiduciaria, con la conseguenza che la pressoché totale assenza di attività commercialmente utile da parte dell’agente nel corso di un intero anno – attestata dal raggiungimento di meno dell’1% del target di vendite pattuito contrattualmente, senza che siano state mai formulate tempestive contestazioni circa l’adeguatezza delle liste clienti o delle procedure imposte dal preponente nel corso del pluriennale rapporto – integra giusta causa di recesso in tronco, mentre l’allegazione di abuso di posizione dominante da parte del preponente è infondata in assenza della prova di uno squilibrio eccessivo ex

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Provvigione del mediatore immobiliare: il diritto sorge con l’accettazione della proposta e non viene meno per risoluzione consensuale – Tribunale di Milano 2026

📌 LA VICENDA In tema di mediazione immobiliare, il diritto del mediatore alla provvigione ex art. 1755 c.c. matura nel momento in cui tra le parti si costituisce un vincolo giuridico che abiliti ciascuna di esse ad agire per l’esecuzione del contratto, coincidente con la conoscenza da parte del proponente dell’accettazione della proposta irrevocabile di acquisto ai sensi dell’art. 1326 c.c., con la conseguenza che tale diritto non viene meno per effetto della successiva risoluzione consensuale del contratto preliminare di vendita – non causalmente ricollegabile all’inadempimento del mediatore – attesa l’autonomia dei titoli e delle cause negoziali dei due distinti rapporti giuridici, ai quali, in assenza di collegamento negoziale, non è applicabile il principio simul stabunt simul cadent, mentre la eventuale violazione degli obblighi informativi del mediatore ex art. 1759 c.c., attenendo a regole di condotta e non di validità, non determina la caducazione del contratto di mediazione bensì una

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Servitù di elettrodotto e art. 122 R.D. 1775/1933: rigetto per mancata indicazione di sito alternativo idoneo – Tribunale di Lecce 2026

📌 LA VICENDA In tema di servitù coattiva di elettrodotto, l’applicabilità dell’art. 122 commi 4 e 5 R.D. n. 1775/1933 – che riconosce al proprietario del fondo servente il diritto di ottenere la rimozione o il diverso collocamento delle condutture elettriche a spese dell’esercente qualora debba eseguire innovazioni, costruzioni o impianti – è subordinata all’onere, gravante sul proprietario medesimo, di offrire all’esercente altro luogo adatto all’esercizio della servitù, in quanto possibile, sicché il mancato assolvimento di tale onere, con omessa indicazione di un sito alternativo idoneo ove ubicare l’impianto elettrico, determina il rigetto della domanda di rimozione o spostamento, restando tale presupposto insuscettibile di accertamento mediante consulenza tecnica d’ufficio a carattere esplorativo che si sostituisca all’onere probatorio della parte. Il Tribunale di Lecce, con sentenza del febbraio 2026, rigetta la domanda del proprietario di terreni in agro del comune di Alezio che aveva richiesto la rimozione e lo spostamento di

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Mediazione obbligatoria e incompetenza territoriale dell’organismo: improcedibilità anche con accordo ex art. 6 D.M. 150/2023 indeterminato – Tribunale di Lecce 2026

📌 LA VICENDA In tema di mediazione obbligatoria ex art. 5 d.lgs. n. 28/2010, la domanda presentata presso un organismo privo di sede nel circondario del giudice territorialmente competente per la controversia è invalida e determina l’improcedibilità della domanda giudiziale, non potendo tale vizio essere sanato né dalla modalità telematica dell’incontro di mediazione – che costituisce mera modalità di svolgimento dell’incontro inidonea a derogare alla regola di competenza territoriale – né dall’accordo di convenzione ex art. 6 D.M. n. 150/2023 stipulato tra organismi, qualora il relativo protocollo d’intesa, pur riferito a singola mediazione, non indichi espressamente le parti, il numero di protocollo della domanda e l’oggetto specifico della controversia, risultando pertanto indeterminato e non riferibile alla causa per cui è processo. Il Tribunale di Lecce, con sentenza del febbraio 2026, dichiara improcedibile la domanda di accertamento del diritto reale vitalizio di abitazione, accogliendo l’eccezione preliminare sollevata dalla convenuta. La controversia

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Dolo incidente e dichiarazione mendace su capacità tecniche: risarcimento per differenza tra prezzo pagato e valore effettivo – Tribunale di Lecce 2026

📌 LA VICENDA In tema di dolo incidente ex art. 1440 c.c., integra raggiro idoneo a determinare la contrattazione a condizioni deteriori la dichiarazione mendace contenuta nel contratto di appalto, con cui l’impresa edile attesta di possedere tutte le capacità tecniche ed economiche per eseguire i lavori di completamento di un immobile venduto allo stato rustico, allorché risulti accertata l’irregolarità contributiva dell’appaltatore e la sua impossibilità di ottenere il DURC, circostanze che rendono l’impresa inidonea ad adempiere alle obbligazioni assunte e che configurano una macchinazione volta a indurre l’acquirente ad accettare un prezzo di vendita sovrastimato rispetto al valore effettivo del bene, con conseguente diritto della parte ingannata al risarcimento del danno commisurato alla differenza tra il prezzo corrisposto e il valore di mercato dell’immobile al momento dell’acquisto. Il Tribunale di Lecce, con sentenza del febbraio 2026, accoglie la domanda risarcitoria della parte acquirente, riqualificando la richiesta di annullamento parziale

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