Diritto civile

Revoca del decreto ingiuntivo per nullità della procura monitoria generica non sanata: la sanatoria ex art. 182, comma 2, c.p.c. nel giudizio di opposizione vale solo per il giudizio di merito e non retroagisce alla fase monitoria – Tribunale di L’Aquila 2026

📌 LA VICENDA La sanatoria della procura alle liti disposta dal giudice ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – a seguito di eccezione di nullità sollevata dall’opponente – sana esclusivamente la procura rilasciata per il giudizio di merito e non retroagisce alla procura generica e priva del nome del sottoscrittore già conferita per il procedimento monitorio, con la conseguenza che il decreto ingiuntivo, fondato su un ricorso affetto da invalidità della rappresentanza processuale non sanata, deve essere revocato; e ciò tanto più quando l’opposta si sia costituita in giudizio depositando la medesima procura invalida della fase monitoria, senza provvedere a sanarne i vizi nella prima difesa utile successiva all’eccezione, nonostante tale onere sorga immediatamente dalla proposizione dell’eccezione stessa, senza necessità di alcuna previa assegnazione di termine da parte del giudice. Il Tribunale di L’Aquila ha accolto l’opposizione e revocato il decreto ingiuntivo,

Revoca del decreto ingiuntivo per nullità della procura monitoria generica non sanata: la sanatoria ex art. 182, comma 2, c.p.c. nel giudizio di opposizione vale solo per il giudizio di merito e non retroagisce alla fase monitoria – Tribunale di L’Aquila 2026 Leggi di più »

Spoglio del compossesso ereditario: la chiusura unilaterale del bene comune e la divisione di fatto non sottoscritta da tutti i coeredi non escludono la tutela possessoria degli altri condividenti – Tribunale di Lagonegro 2026

📌 LA VICENDA In tema di tutela possessoria tra coeredi su beni ereditari indivisi in pendenza del giudizio di divisione, il coerede che chiude unilateralmente l’accesso a una parte del bene comune – senza il consenso e in pregiudizio degli altri compossessori – compie un atto integrante spoglio del compossesso altrui, non essendo sufficiente a escludere la tutela possessoria né la divisione di fatto dell’immobile, ove non risulti concordata e sottoscritta da tutti i condividenti, né l’amministrazione esclusiva del bene o il pagamento di oneri fiscali da parte del coerede resistente, atteso che tali comportamenti operano in favore della presunzione relativa che egli abbia agito nell’interesse comune della massa ereditaria e non con animo di escludere gli altri dal compossesso. Il Tribunale di Lagonegro ha accolto la domanda possessoria degli eredi ricorrenti, ordinando al coerede resistente la reintegra nel compossesso del lastrico solare mediante consegna delle chiavi di accesso, con

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Autore morale dello spoglio ex post: chi utilizza consapevolmente l’atto della polizia locale per consolidare il possesso esclusivo del cane conteso risponde dell’azione di reintegra – Corte d’Appello di Milano 2026

📌 LA VICENDA In tema di azione di reintegrazione nel possesso ex art. 1168 c.c., deve qualificarsi autore morale dello spoglio -con conseguente legittimazione passiva alla domanda possessoria – non solo il mandante dell’atto spoliativo, ma anche il soggetto che, pur non avendo autorizzato né direttamente compiuto lo spoglio, abbia successivamente e consapevolmente utilizzato a proprio vantaggio il risultato della lesione possessoria posta in essere da terzi (nella specie, dalla polizia locale), sostituendo il proprio possesso esclusivo al precedente compossesso dell’animale da affezione condiviso con il convivente spogliato, a nulla rilevando la legittimità in sé dell’atto amministrativo di assegnazione adottato dagli agenti. La Corte d’Appello di Milano, Seconda Sezione Civile, ha accolto l’appello della parte ricorrente, condannando l’ex convivente a reintegrare la ricorrente nel compossesso del cane di affezione e al risarcimento del danno non patrimoniale. Il principio affermato chiarisce che la legittimità dell’atto della polizia locale – che aveva

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Risarcimento del danno nel giudizio possessorio: la riserva di agire nel ricorso introduttivo non equivale a domanda proposta e la tardiva formulazione nella fase di merito è mutatio libelli inammissibile – Tribunale di Ragusa 2026

📌 LA VICENDA Nel giudizio possessorio strutturato in due fasi – sommaria e a cognizione piena – entrambe rette dal medesimo ricorso introduttivo, la formula con cui il ricorrente si riserva di chiedere “nella sede competente” o “nella successiva ed eventuale fase di merito” il risarcimento del danno da spoglio non integra la proposizione di una domanda giudiziale attuale, con la conseguenza che il successivo scioglimento della riserva mediante domanda risarcitoria formulata solo nell’istanza di prosecuzione al merito costituisce mutatio libelli inammissibile ex art. 171-ter, comma 1, n. 1, c.p.c., non dipendendo da eccezioni o domande riconvenzionali del convenuto e non precludendo tuttavia la riproposizione della pretesa in autonomo giudizio. Il Tribunale di Ragusa ha accolto l’azione possessoria, accertando lo spoglio clandestino operato dal locatore che aveva cambiato le serrature dell’immobile durante l’assenza della conduttrice, ma ha dichiarato inammissibile la domanda risarcitoria formulata tardivamente. Il principio affermato chiarisce che la

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Compenso del commissario di gara nominato dal Comune: nullità del rapporto senza contratto scritto ad substantiam, non surrogabile dalla determina di nomina – Tribunale di Cassino 2026

📌 LA VICENDA In tema di contratto d’opera professionale concluso con un ente locale, la forma scritta ad substantiam imposta dall’art. 17 R.D. 2440/1923 richiede inderogabilmente la redazione di un unico documento sottoscritto dal professionista e dall’organo dell’ente legittimato ad esprimerne la volontà all’esterno, contenente l’oggetto della prestazione e l’entità del compenso, con la conseguenza che la determina di nomina adottata unilateralmente dal responsabile del settore, ancorché richiami il compenso previsto nel quadro economico dell’intervento, non integra né una proposta contrattuale né un contratto valido, e l’accettazione dell’incarico mediante svolgimento effettivo dell’attività non sana la nullità del rapporto né configura un affidamento incolpevole tutelabile. Il Tribunale di Cassino, Prima Sezione Civile, ha rigettato la domanda del professionista – componente della commissione giudicatrice nominato con determina comunale – volta ad ottenere il pagamento del compenso stabilito nell’atto di nomina. Il principio affermato chiarisce che la determina di nomina è atto unilaterale

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Contratto con ASL per prestazioni SSN: nullità senza forma scritta ad substantiam e inefficacia dei comportamenti concludenti – Corte d’Appello di Salerno 2026

📌 LA VICENDA In tema di remunerazione di prestazioni sanitarie erogate in favore del Servizio Sanitario Nazionale, la mancata stipula di un contratto scritto ad substantiam con la struttura pubblica competente determina la nullità insanabile del rapporto, con conseguente impossibilità per la struttura privata — o per il cessionario del credito — di ottenere il pagamento delle prestazioni eseguite, non potendo surrogarsi alla forma richiesta né il comportamento concludente dell’ente, né l’avvenuta esecuzione della prestazione, né il pagamento parziale delle somme dovute, né la mera deliberazione autorizzativa dell’organo interno, ai sensi degli artt. 8 d.lgs. 502/1992 e 2 d.P.R. 37/1997. La Corte d’Appello di Salerno ha confermato il rigetto della domanda di pagamento proposta dalla parte appellante — cessionaria di crediti da forniture — nei confronti di un’azienda sanitaria, ribadendo che il contratto con la P.A. deve essere consacrato in forma scritta a pena di nullità rilevabile d’ufficio. Il principio

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Termine essenziale, interesse alla stipula e compensazione spese – Cassazione 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto civile – Contratti preliminari e diritto processuale civile • Oggetto: Termine per la stipula del contratto definitivo – Permanenza dell’interesse alla conclusione del contratto – Compensazione spese di lite • Normativa: artt. 1457, 2932 c.c., art. 2645-bis c.c., artt. 92, 342 c.p.c. • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: termine essenziale contratto preliminare, interesse permanenza stipula, trasferimento coattivo art. 2932 c.c., compensazione spese appello, inammissibilità genericità motivi In tema di contratto preliminare di compravendita, il termine per la conclusione del contratto definitivo, quando non sia essenziale, non determina la sopravvenuta carenza d’interesse alla stipula per il solo decorso del tempo, essendo necessario valutare la condotta delle parti e il perdurante interesse alla conclusione del contratto, anche alla luce delle ammissioni del promittente venditore in sede di interrogatorio formale e della sua richiesta di rinvio della stipula

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Onere probatorio qualità di consumatore e giudicato interno – Cassazione 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto civile – Contratti del consumatore e diritto processuale civile • Oggetto: Onere della prova della qualità di consumatore – Giudicato interno su questioni preliminari di merito – Appello incidentale del convenuto vittorioso • Normativa: artt. 2697, 1956, 1957 c.c., artt. 33 e ss. Cod. Cons., artt. 324, 329, 333, 345 c.p.c., art. 267 TFUE • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: onere prova consumatore, giudicato interno appello incidentale, fideiussore consumatore, clausola vessatoria nullità, professionista di riflesso In tema di contratti del consumatore, nel riparto dell’onere della prova nelle controversie in materia di clausole vessatorie ex artt. 33 e seguenti del Codice del Consumo, il consumatore ha l’onere di provare la propria qualità soggettiva, fornita la quale occorre operare ulteriori distinguo in ordine alla sussistenza dei requisiti soggettivi per l’applicazione della disciplina consumeristica, mentre non sussiste alcun

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Clausola di recesso e vessatorietà nel contratto di fornitura di servizi matrimoniali – Tribunale Benevento 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto civile – Contratti del consumatore • Oggetto: Qualificazione giuridica della clausola di recesso – Vessatorietà e specifica approvazione ex art. 1341 c.c. • Normativa: artt. 1341, 1372, 1373, 1382, 1384 c.c., art. 33 Cod. Cons., art. 342 c.p.c., art. 644 c.p.c. • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: clausola recesso contrattuale, vessatorietà professionista-consumatore, corrispettivo recesso vs clausola penale, specifica approvazione scritta, squilibrio diritti obblighi In tema di contratti tra professionisti e consumatori, la clausola che subordina l’esercizio del diritto di recesso unilaterale al rispetto di un termine oggettivamente impossibile da osservare, pur qualificata formalmente come clausola penale ex art. 1382 c.c., deve essere ricondotta alla figura del corrispettivo per il recesso ex art. 1373 c.c., risultando vessatoria ai sensi dell’art. 33 del Codice del Consumo in quanto determina un eccessivo squilibrio dei diritti e degli obblighi

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Strumentalità del procedimento cautelare e indicazione domanda di merito – Tribunale Milano 2026

📌 LA VICENDA • Materia: Diritto processuale civile – Procedimenti cautelari • Oggetto: Requisito della strumentalità nel ricorso ex art. 700 c.p.c. – Indicazione delle conclusioni di merito • Normativa: art. 700 c.p.c., D.M. 55/2014, D.M. 147/2022 • Giurisprudenza conforme: Elenco completo consultabile in calce all’articolo integrale per abbonati • Parole chiave: strumentalità cautelare, domanda merito ricorso 700, inerenza domande cautela, rimozione contenuti online, periculum in mora In tema di procedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c., la mancata indicazione nel ricorso delle conclusioni di merito comporta l’inammissibilità dello stesso, sempre che dal tenore dello stesso non sia possibile dedurre chiaramente il contenuto del futuro giudizio di merito, in quanto solo tale indicazione consente di accertare il carattere strumentale, rispetto al diritto cautelando, della misura richiesta, essendo il rapporto di inerenza tra domanda cautelare e domanda di merito presupposto indispensabile per verificare che la prima sia “ricompresa” nella seconda e che

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