Diritto civile

Mancata consegna certificato agibilità per irregolarità edilizie sottaciute: inadempimento grave e risoluzione del contratto – Tribunale di La Spezia 2026

📌 LA VICENDA In tema di compravendita immobiliare, l’inadempimento del venditore all’obbligo contrattualmente assunto di procurare il certificato di agibilità entro un termine certo dalla liberazione dell’immobile integra un inadempimento di non scarsa importanza ex art. 1455 c.c. che giustifica la risoluzione del contratto quando le irregolarità edilizie sottaciute dall’alienante – pur in astratto sanabili – rendano il conseguimento del certificato condizionato al consenso di un terzo proprietario di diversa unità immobiliare del medesimo fabbricato, introducendo un elemento aleatorio incompatibile con l’equilibrio sinallagmatico del contratto e tale da giustificare il rifiuto dell’acquirente all’offerta di adempimento tardivo. Il Tribunale di La Spezia, Sezione Civile, con sentenza del 2026, ha accolto la domanda di risoluzione per inadempimento del contratto di compravendita di un appartamento sito in una provincia ligure, stipulato nel 2018, nel quale il venditore aveva contrattualmente garantito la regolarità edilizia dell’immobile e si era obbligato a procurare il certificato di

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Fattura pro-forma e prova del contratto di compravendita per fatti concludenti – Corte di Appello di Milano 2026

📌 LA VICENDA In tema di prova dell’esistenza di un contratto di compravendita di beni mobili, la fattura pro-forma – pur costituendo documento di formazione unilaterale privo di autonomo valore probatorio legale – può concorrere, ove riscontrata da ulteriori elementi, alla ricostruzione del rapporto intercorso tra le parti, con la conseguenza che il pagamento del corrispettivo effettuato dall’acquirente con espresso riferimento a tale fattura, intestata a un soggetto terzo, integra una condotta concludente idonea a dimostrare l’accettazione che il rapporto di fornitura riguardasse quel terzo quale destinatario della prestazione, precludendo ogni successiva contestazione in ordine alla mancata consegna del bene al pagante anziché al destinatario così individuato. La Corte d’Appello di Milano, Sezione Terza Civile, con sentenza del 2026, ha rigettato l’appello proposto da un cittadino statunitense operante nel settore del ciclismo internazionale, confermando la sentenza del Tribunale di Milano che aveva respinto la domanda di risoluzione del contratto di

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Fondo di garanzia perdite occulte servizio idrico e termine non perentorio – Tribunale di Macerata 2026

📌 LA VICENDA In tema di accesso al fondo di garanzia per perdite occulte nel servizio idrico integrato, il termine contrattuale di trenta giorni dalla scadenza di pagamento della fattura contestata per l’attivazione del fondo da parte dell’utente che abbia aderito allo strumento di tutela non riveste natura perentoria quando il ritardo di pochi giorni (nel caso di specie tre giorni) non abbia concretamente compromesso la possibilità per il gestore di partecipare alla distribuzione degli importi del fondo, non essendo stata fornita alcuna prova che il ritardo abbia determinato l’impossibilità di accedere al riparto, con conseguente privazione dell’utente di uno specifico strumento di protezione rispetto al pagamento di importi eccedentari addebitati per cause estranee alla sua sfera di riferibilità. Il Tribunale di Macerata, in sede di appello, con sentenza del 2026, ha accolto integralmente l’appello proposto da un utente contro la sentenza del Giudice di Pace che aveva parzialmente accolto

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Conto corrente pensionistico bloccato dal terzo pignorato: inammissibile il ricorso ex art. 700 c.p.c. per difetto di residualità – Tribunale Vibo Valentia 2026

📌 LA VICENDA Il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dal debitore esecutato per ottenere lo svincolo delle somme pensionistiche bloccate dall’istituto di credito terzo pignorato è inammissibile per difetto del requisito di residualità, atteso che l’ordinamento predispone, in astratto e indipendentemente dalle concrete ragioni che possano ostarne l’esercizio, un rimedio tipico idoneo a neutralizzare il medesimo periculum in mora, consistente nell’opposizione all’esecuzione ex art. 615 comma 2 c.p.c. – fondata sull’impignorabilità del credito ai sensi dell’art. 545 c.p.c. – con contestuale istanza di sospensione cautelare dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c., rimedio che garantisce l’effettività della tutela reclamata senza necessità di ricorrere alla clausola generale di urgenza. Il Tribunale di Vibo Valentia, pronunciandosi in sede di reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c., conferma l’ordinanza di primo grado e ribadisce il criterio di valutazione della residualità in astratto: la verifica deve essere condotta non sulla concreta percorribilità del rimedio tipico, ma sulla

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Incarico professionale e comunione legale: il coniuge non firmatario risponde se il contratto è funzionale alla vendita del bene comune – Tribunale Asti 2026

📌 LA VICENDA L’incarico professionale conferito da un solo coniuge per lo svolgimento di attività tecnica – ricerca, progettazione e attestazione di conformità catastale – funzionale alla vendita di un immobile facente parte della comunione legale vincola entrambi i coniugi al pagamento del relativo corrispettivo, atteso che tale contratto rientra nell’amministrazione ordinaria del bene comune e il consenso del coniuge non firmatario può essere desunto in via indiziaria dall’intestazione del preventivo ad entrambi i comproprietari e dall’invio sistematico della corrispondenza anche al coniuge non sottoscrittore, con la conseguenza che entrambi possono essere destinatari del sequestro conservativo autorizzato a garanzia del credito professionale insoluto. Il Tribunale di Asti, con l’ordinanza in commento, affronta una questione di frequente ricorrenza nella prassi professionale: la responsabilità del coniuge rimasto estraneo alla firma del contratto di incarico quando le prestazioni erano destinate alla gestione e alla vendita di un bene in comunione legale. Il giudice,

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Sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c. e somme di denaro: inammissibilità per fungibilità del bene – Tribunale Bologna 2026

📌 LA VICENDA Il sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c. non può avere ad oggetto somme di denaro depositate su conti correnti, trattandosi di beni fungibili per definizione incompatibili con la struttura e la funzione di tale misura cautelare reale, la quale riguarda esclusivamente beni per loro natura infungibili, da preservare nella loro individuabilità e integrità fisica in vista del futuro provvedimento di merito a carattere restitutorio, con la conseguenza che la domanda di sequestro giudiziario avente ad oggetto un importo monetario è inammissibile per difetto strutturale dei presupposti di legge, indipendentemente dalla sussistenza del fumus e del periculum. Il Tribunale di Bologna, pronunciando in sede di reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c., consolida il perimetro applicativo del sequestro giudiziario, ribadendo con nitidezza che la fungibilità del denaro è un limite oggettivo e insuperabile alla misura de qua: a differenza del sequestro conservativo — destinato a garantire la futura esecuzione forzata

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Art. 700 c.p.c. e credito professionale: inammissibile la tutela urgente contro il pericolo da infruttuosità – Tribunale Bari 2026

📌 LA VICENDA Il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dal professionista creditore per sospendere la liquidazione volontaria della società debitrice è inammissibile sotto un duplice profilo: per violazione del requisito di residualità, stante l’esistenza del rimedio tipico dell’impugnazione della deliberazione ex art. 2479-ter c.c. con relativa sospensione cautelare ex art. 2378 c.c.; e per ontologica incompatibilità della tutela richiesta con la struttura dell’art. 700 c.p.c., che presidia il solo “pericolo da ritardo” – pregiudizio imminente e irreparabile al diritto – e non il “pericolo da infruttuosità“, ossia il rischio di insoddisfazione di un credito pecuniario, per il quale l’ordinamento predispone altri e specifici strumenti cautelari. Il Tribunale di Bari, con la pronuncia in esame, offre un’articolata ricostruzione dei limiti applicativi della tutela d’urgenza atipica, ribadendo che il pericolo da infruttuosità — pur idoneo a fondare misure conservative tipiche — rimane strutturalmente estraneo all’ambito di operatività dell’art. 700 c.p.c., il

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Ricorso ex art. 700 c.p.c. del conduttore per infiltrazioni: ammissibilità e residualità – Tribunale Spoleto 2026

📌 LA VICENDA In materia di locazione, il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dal conduttore per ottenere la rimozione di infiltrazioni riconducibili a vizi strutturali dell’immobile locato è ammissibile per difetto di residualità dell’eccezione, non essendo ravvisabile alcuno strumento cautelare tipico idoneo a fornire la medesima tutela anticipatoria: né l’accertamento tecnico preventivo, che non offre tutela anticipatoria ma solo la conservazione della prova, né l’azione di danno temuto ex art. 688 c.p.c., applicabile alle sole ipotesi di danno potenziale e non ancora verificatosi, né il procedimento di convalida ex artt. 657 ss. c.p.c., riservato in via esclusiva al locatore. Il Tribunale di Spoleto, con la pronuncia in commento, fornisce un contributo di sicuro interesse pratico sulla residualità del ricorso ex art. 700 c.p.c. in ambito locatizio, chiarendo che al conduttore — privo di rimedi sommari tipici azionabili — la cautela atipica anticipatoria rimane l’unico strumento di tutela urgente esperibile,

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Autoriduzione del canone nella locazione commerciale: illegittimità della sospensione unilaterale e risoluzione per inadempimento — Tribunale Benevento 2026

📌 LA VICENDA In tema di locazione ad uso commerciale, la sospensione totale o parziale del pagamento del canone da parte del conduttore che vanti presunti controcrediti nei confronti del locatore per spese di riparazione o danni subiti all’immobile costituisce in ogni caso un’alterazione illegittima del sinallagma contrattuale, integrando un inadempimento colpevole idoneo a giustificare la risoluzione del contratto, atteso che la sospensione del corrispettivo è legittima esclusivamente a fronte di una totale compromissione del godimento del bene locato, previamente accertata in sede giudiziale, non potendo il conduttore procedere unilateralmente all’autoriduzione del canone nemmeno invocando l’eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c.. Il Tribunale di Benevento, Prima Sezione Civile, con sentenza del 2026, ha rigettato la domanda principale di risoluzione per finita locazione – ritenendo applicabile il rinnovo tacito ex L. 392/1978 anche al contratto stipulato con il Comune in qualità di locatore – e ha accolto la domanda subordinata

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Oneri condominiali nella locazione commerciale: carenza di legittimazione attiva del locatore che non ha anticipato le spese — Tribunale Roma 2026

📌 LA VICENDA In tema di locazione ad uso non abitativo, il locatore che agisca in giudizio per il recupero degli oneri condominiali rimasti insoluti dal conduttore è privo di legittimazione attiva qualora non abbia previamente anticipato tali spese al condominio, non potendo il condomino-locatore esercitare in nome proprio un’azione diretta a far valere un credito del condominio nei confronti del proprio conduttore, con la conseguenza che la domanda di condanna al pagamento degli oneri condominiali deve essere dichiarata inammissibile per difetto di legittimazione ex art. 81 c.p.c. Il Tribunale di Roma, Sesta Sezione Civile, con sentenza del 2026, ha accolto la domanda di risoluzione del contratto di locazione commerciale per inadempimento del conduttore, dichiarando al contempo la carenza di legittimazione attiva del locatore per la parte della domanda relativa al recupero degli oneri condominiali non anticipati. La pronuncia — maturata in un contenzioso locatizio avente ad oggetto un locale

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