Circolazione stradale

Danno biologico e morale: la Cassazione conferma l’autonomia delle voci risarcitorie nel sinistro stradale – Corte di Cassazione 2025

L’ordinanza del 2025 della Cassazione ribadisce l’autonomia risarcitoria del danno morale rispetto al danno biologico. Nel caso di un motociclista gravemente ferito in un incidente con pirata della strada, la Suprema Corte ha cassato la sentenza che aveva liquidato unitariamente le due voci di danno. Il principio, confermato dalla recente giurisprudenza, è oggi cristallizzato nell’art. 138 del Codice delle Assicurazioni: la sofferenza interiore, insuscettibile di accertamento medico-legale, richiede separata valutazione e autonoma liquidazione rispetto al pregiudizio biologico.

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Rotatoria e precedenza: corresponsabilità del motociclista in stato di ebbrezza nel risarcimento danni – Tribunale di Pesaro 2025

La sentenza del Tribunale di Pesaro del 2025 stabilisce la corresponsabilità di un motociclista in stato di ebbrezza (tasso alcolemico 3,0 g/l) coinvolto in un incidente in rotatoria. Nonostante la mancata precedenza dell’automobilista, principale responsabile (75%), lo stato di alterazione psicofisica del motociclista ha contribuito al sinistro (25%), riducendo proporzionalmente il risarcimento. Riconosciuti: danno biologico, invalidità temporanea, spese mediche e danno alla cenestesi lavorativa, con personalizzazione del 10%.

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Prescrizione nei sinistri stradali mortali: il Tribunale applica il termine di 14 anni previsto per l’omicidio stradale – Tribunale di Palermo 2025

Il Tribunale di Palermo respinge l’eccezione di prescrizione in un’azione risarcitoria per sinistro stradale mortale, applicando il termine lungo di 14 anni previsto per il reato di omicidio stradale ex art. 2947, comma 3, c.c., anziché quello biennale ordinario. Per l’applicazione di tale termine non è necessario un accertamento penale, essendo sufficiente che il fatto sia astrattamente configurabile come reato. La sentenza offre un’importante tutela alle vittime di incidenti stradali mortali.

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Sinistro stradale: non solo chi viola lo stop è responsabile. Il 30% di colpa al motociclista che procede contromano – Tribunale di Pavia, 2025

La sentenza del Tribunale di Pavia del 2025 affronta un caso di sinistro stradale all’intersezione tra due vie urbane, stabilendo un concorso di responsabilità tra i conducenti coinvolti. Nonostante la violazione del segnale di stop da parte dell’automobilista, il Tribunale ha attribuito il 30% di responsabilità al motociclista che procedeva sul lato sinistro della carreggiata. La decisione ribadisce il principio secondo cui la presunzione di pari responsabilità di cui all’art. 2054 c.c. opera solo in via sussidiaria, quando non sia possibile accertare le concrete responsabilità dei conducenti.

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Tamponamento stradale e responsabilità: chi segue deve provare l’imprevedibilità della manovra del veicolo che precede – Corte di Cassazione 2025

La Corte di Cassazione con ordinanza del 2025 ha respinto il ricorso dei familiari di un giovane deceduto dopo un tamponamento, ribadendo il principio secondo cui chi tampona un veicolo deve dimostrare l’imprevedibilità della manovra del mezzo che precede per superare la presunzione di responsabilità. Nel caso esaminato, i ricorrenti non hanno fornito prova sufficiente che l’autocarro non avesse azionato l’indicatore di direzione prima della svolta a sinistra, confermando così che l’onere probatorio spetta a chi segue e non a chi precede, in applicazione dell’art. 149 CdS sulla distanza di sicurezza.

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Incidente mortale in bici di notte: risarcimento milionario per la famiglia della vittima con ripartizione del 70-30% della responsabilità – Corte d’Appello di Venezia, 2025

La Corte d’Appello di Venezia ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado confermando il concorso di colpa 70-30 in un incidente stradale mortale che ha coinvolto un ciclista 18enne e un’automobilista. Il giovane procedeva di notte su strada buia senza dispositivi di illuminazione quando veniva investito. La Corte ha ricalcolato i danni riconosciuti ai familiari, confermando l’importo di 300.000 euro per ciascun genitore e rimodulando i risarcimenti per fratelli e nonne. Rigettate la personalizzazione del danno biologico e la richiesta di risarcimento per perdita di chance economica, mentre sono state accolte alcune spese stragiudiziali sostenute dalla famiglia.

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Pedone investito su strada senza marciapiede: motivazione apparente del Tribunale sulla corresponsabilità del 50% – Cassazione 2025

La Cassazione annulla la sentenza che attribuiva il 50% di colpa a un pedone investito mentre camminava dando le spalle al traffico su una strada senza marciapiede. Per i giudici è illogica e apparente la motivazione secondo cui il pedone non avrebbe dovuto utilizzare quella strada. L’applicazione dell’art. 1227 c.c. richiede una comparazione delle condotte colpose e un giudizio controfattuale che valuti l’effettivo contributo causale delle parti nella produzione del danno.

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Infortunio in itinere: velocità eccessiva a 128 km/h e mancato STOP escludono il risarcimento oltre l’indennizzo INAIL – Tribunale di Lecce 2025

Il Tribunale di Lecce nel 2025 ha stabilito il concorso di colpa al 50% in un grave incidente stradale causato da mancato STOP e velocità eccessiva (128 km/h), escludendo il risarcimento ulteriore rispetto all’indennizzo INAIL già percepito (€168.597,12) per infortunio in itinere. La sentenza chiarisce il rapporto tra tutela assicurativa e risarcimento del danno da parte del terzo responsabile.

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Morte in autostrada dopo doppio tamponamento: come il Tribunale ha ripartito le responsabilità – Tribunale di Milano 2025

La sentenza esamina un caso di tamponamento a catena con esito mortale e gravi lesioni permanenti. Il Tribunale di Milano ha stabilito una responsabilità concorrente del 70% per il conducente sopraggiunto a velocità eccessiva e del 30% per la conducente del primo tamponamento. La decisione definisce importanti principi sulla quantificazione dei danni patrimoniali e non patrimoniali, includendo il danno da perdita del rapporto parentale per i familiari della vittima e il danno da lesione del rapporto parentale per il coniuge della persona gravemente ferita. La sentenza innova la giurisprudenza sui criteri di liquidazione del danno parentale.

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Risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale: la Cassazione chiarisce i criteri di liquidazione – Tribunale di Bari, Sentenza del 2025

Sentenza del Tribunale di Bari sul risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale. Accolto parzialmente il ricorso degli eredi per il ristoro del danno terminale patito dal congiunto prima del decesso, ritenuto causalmente riconducibile alle lesioni subite. Negato invece il risarcimento iure proprio dei familiari per difetto di allegazioni circa l’intensità del legame affettivo e lo sconvolgimento esistenziale, non potendosi presumere il pregiudizio dal mero vincolo parentale. Il giudice ha applicato i principi espressi dalla Cassazione sul tema, ribadendo la necessità di una prova, anche presuntiva, della sofferenza patita nel caso concreto. Esclusi automatismi risarcitori basati sul solo rapporto familiare.

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