Circolazione stradale

Invasione di corsia e stato di alterazione: la Corte d’Appello conferma la responsabilità esclusiva

Corte d’Appello di Roma, n. 6326/2026: rigettato l’appello, confermata la responsabilità esclusiva della conducente deceduta nel sinistro mortale. Un sinistro stradale mortale, un punto d’urto conteso, una consulenza tecnica di parte contro il rapporto dei Carabinieri intervenuti sul posto: è lo schema ricorrente in molte cause risarcitorie da incidente stradale, e la Corte d’Appello di Roma torna a occuparsene con una pronuncia che ribadisce il valore probatorio degli atti di polizia giudiziaria. Il principio è netto – il rapporto dei verbalizzanti fa piena prova fino a querela di falso per le circostanze cadute sotto la loro diretta percezione. Ne discende che la ricostruzione fondata su dati oggettivi raccolti nell’immediatezza prevale sulla perizia di parte elaborata a veicoli ormai rimossi. La sentenza, pubblicata l’8 settembre 2026, offre l’occasione per ripercorrere i confini tra prova tipica e prova atipica nel processo civile risarcitorio. La vicenda processuale La controversia trae origine da un

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Danno da perdita del rapporto parentale: la separazione di fatto non esclude il risarcimento, ma il convenuto può vincere la presunzione

Tribunale di Reggio Emilia, n. 566/2026: risarcimento negato alla moglie per provata assenza di affectio coniugalis, riconosciuto ai familiari con riduzione per la lontananza geografica Nei giudizi di risarcimento per morte di un congiunto, la prova del vincolo di parentela o coniugio fa presumere, ex art. 2727 c.c., l’esistenza di un danno da perdita del rapporto parentale, ma tale presunzione può essere vinta dal convenuto attraverso la dimostrazione della totale e definitiva dissoluzione del legame affettivo. È quanto ha stabilito il Tribunale di Reggio Emilia con sentenza n. 566/2026, che ha rigettato integralmente la domanda risarcitoria della moglie della vittima di un sinistro stradale mortale, ritenendo provata l’assenza di un’effettiva comunione di vita, mentre ha riconosciuto – seppur ridotto – il danno ai genitori e ai fratelli residenti all’estero. La vicenda processuale Una donna conveniva in giudizio, unitamente ai familiari del marito deceduto rappresentati da un procuratore speciale, i soggetti

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Terzo trasportato: azione ex art. 141 o art. 144 se un solo veicolo è coinvolto?

Tribunale di Potenza, n. 1871/2026: riconosciuto il risarcimento al minore terzo trasportato, qualificata l’azione ex art. 144 Cod. Ass. in assenza di altri veicoli. Il terzo trasportato ferito in un sinistro stradale può sempre agire con l’azione diretta agevolata dell’articolo 141 del Codice delle assicurazioni? La sentenza del Tribunale di Potenza risponde di no, quando nell’incidente sia rimasto coinvolto un solo veicolo. Il caso riguarda un minore che, seduto come passeggero su un’autovettura, ha riportato gravi lesioni oculari dopo che il conducente ha perso il controllo del mezzo urtando un palo dell’illuminazione pubblica. Il giudice qualifica correttamente l’azione, individua il corretto riparto dell’onere probatorio e liquida il danno non patrimoniale sulla base delle Tabelle di Milano. La pronuncia offre inoltre indicazioni operative preziose sull’efficacia della confessione resa da un litisconsorte facoltativo e sui limiti temporali della contestazione dei fatti. Un provvedimento che merita attenzione per chi assiste danneggiati minori in

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Corte di Appello di Catanzaro, n. 1041/2026: onere della prova del terzo trasportato

Corte d’Appello di Catanzaro, Sez. II civ., n. 1041/2026: rigetta l’appello e conferma l’esclusione del risarcimento ex art. 141 Codice delle assicurazioni. Chi agisce come terzo trasportato deve dimostrare la propria estraneità alla guida del veicolo, non potendo limitarsi ad allegarla. La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la decisione di primo grado, respingendo la domanda risarcitoria di un uomo che sosteneva di essere stato semplice passeggero al momento di un grave sinistro stradale. La vicenda, decisa con sentenza n. 1041/2026, offre uno spunto interessante sull’applicazione pratica dell’art. 141 del d.lgs. 209/2005 e sulla ripartizione dell’onere probatorio quando la ricostruzione dei fatti diventa terreno di scontro tra parti. Il caso mostra come la coerenza tra quanto dichiarato in citazione e le allegazioni successive resti decisiva. Ecco come la Corte ha ricostruito la vicenda. La vicenda processuale Il sinistro risale al 2018, quando due autovetture si sono scontrate lungo la statale

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Presunzione di pari colpa ex art. 2054 c.c.: quando la CTU modale supera il concorso di responsabilità nel sinistro stradale

Trib. Lamezia Terme, n. 787/2026: esclusa la corresponsabilità dei conducenti a fronte di colpa esclusiva accertata dalla consulenza tecnica d’ufficio. La presunzione di pari colpa nei sinistri stradali tra più veicoli è una delle questioni più ricorrenti nel contenzioso da responsabilità civile automobilistica. Quante volte il giudice di prime cure, di fronte a un’istruttoria ritenuta lacunosa, ha finito per applicare la presunzione ex art. 2054, comma 2, c.c. come scorciatoia, senza spingersi ad accertare in concreto le rispettive responsabilità? La risposta del Tribunale di Lamezia Terme con la sentenza n. 787/2026 è netta: la presunzione di corresponsabilità ha carattere meramente sussidiario e cede ogniqualvolta l’istruttoria – ivi inclusa la CTU tecnico-modale – consenta di individuare la colpa esclusiva di uno dei conducenti coinvolti. Liquidare il concorso di colpa quando le prove dicono altro non è prudenza giudiziale: è errore di diritto. L’articolo ripercorre la vicenda processuale, il quadro normativo applicato

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Danno da perdita del rapporto parentale: senza prova dell’intensità affettiva il risarcimento è escluso

Trib. Bologna, Sez. III, n. 4962/2026: la sola qualità di familiare non basta a fondare il risarcimento del danno parentale; occorre la dimostrazione concreta del legame affettivo. Il contenzioso RCA da morte del congiunto è disseminato di insidie che si rivelano spesso solo al momento della decisione. Una di queste – tra le più sottovalutate nella pratica forense – riguarda l’onere della prova gravante sui congiunti della vittima: non basta essere figli, genitori o conviventi del defunto; occorre dimostrare la qualità e l’intensità della relazione affettiva che caratterizzava quel rapporto. Il Tribunale di Bologna, con la sentenza n. 4962/2026, ribadisce questo principio con esiti concreti e severi: tre dei quattro attori vedono rigettata in radice ogni pretesa risarcitoria a titolo di danno parentale. La pronuncia offre inoltre un’applicazione rigorosa dei criteri di riparto del concorso colposo ex artt. 2054 e 2056 c.c. e una puntuale ricognizione dei presupposti per la

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Polizza infortuni conducente e patente scaduta Covid: la garanzia opera ugualmente

Trib. Treviso, n. 797/2026: condannata la compagnia al pagamento dell’indennizzo per morte del conducente, patente prorogata dal Regolamento UE 2020/698 e dal D.L. 18/2020 valida al momento del sinistro. La polizza infortuni conducente nega l’indennizzo sostenendo che il conducente deceduto aveva la patente scaduta al momento del sinistro. È una situazione che molti avvocati hanno già incontrato nelle controversie assicurative del periodo post-pandemico. Il Tribunale di Treviso, con sentenza n. 797/2026 del 4 giugno 2026, ha dato torto alla compagnia: la normativa emergenziale Covid – tanto il Regolamento UE 2020/698 quanto l’art. 103, co. 2, del D.L. 18/2020 – aveva prorogato la validità delle patenti in scadenza nel periodo pandemico fino al 29 giugno 2022. Il conducente era pertanto in regola. La decisione affronta anche il tema del nesso causale tra sinistro stradale e decesso sopravvenuto per infezione ospedaliera, confermando la piena indennizzabilità del rischio. Vale la pena leggerla con

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Operazioni di carico e scarico: la garanzia RCA non copre chi vi partecipa

Trib. Bari, Sez. III, n. 2706/2026: responsabilità del proprietario ex art. 2054 c.c. accertata ma polizza inoperante per clausola di esclusione. Quando un lavoratore si infortuna sul cassone di un furgone aziendale durante le operazioni di carico e scarico, la garanzia RCA non copre necessariamente il danno. Il Tribunale di Bari, con la sentenza in commento, ha affrontato una fattispecie che gli avvocati che trattano sinistri stradali e infortuni sul lavoro incontrano con frequenza crescente: il lavoratore trasportato – o meglio, il lavoratore presente sul veicolo durante le operazioni di carico/scarico – che riporti lesioni a causa di una manovra improvvisa del conducente. La risposta del giudice barese è netta. La responsabilità della società datrice di lavoro, proprietaria del mezzo, è pienamente affermata ai sensi degli artt. 144 cod. ass. e 2054 c.c.. Ma la polizza RCA, contenente una clausola che esclude espressamente la copertura per i danni a chi

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Tabella Unica Nazionale e danno differenziale INAIL: come si calcola correttamente il risarcimento

Corte d’Appello di Milano, III Sez. civ., n. 1632/2026: parzialmente riformata la sentenza di primo grado – T.U.N. applicabile indirettamente anche a sinistri pregressi; rendita INAIL detraibile solo dal danno biologico permanente e solo dopo aver calcolato la quota di responsabilità. Chi si occupa di liquidazione del danno differenziale in presenza di infortuni coperti dall’INAIL sa quanto sia insidioso il calcolo: sbagliare il momento della detrazione della rendita, o detrarne l’importo da voci non omogenee, può produrre risultati falsati che penalizzano il danneggiato o arricchiscono ingiustificatamente i convenuti. La Corte d’Appello di Milano, con la pronuncia in commento, corregge un duplice errore metodologico del primo giudice e offre un modello di calcolo preciso: la rendita INAIL va confrontata solo con il danno differenziale nella componente biologica permanente dinamico-relazionale, e va sottratta soltanto dopo aver calcolato la quota percentuale di danno imputabile al responsabile civile. In parallelo, la Corte recepisce la

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Sinistro stradale monovetturale: azione del passeggero trasportato ammissibile ex art. 144 CdA anche contro il proprietario

Trib. Avellino, n. 1007/2026 (sentenza parziale): rigettate eccezioni preliminari dell’assicurazione; domanda riqualificata da art. 141 a art. 144 CdA e rinviata per merito. Nel sinistro stradale che coinvolge un solo veicolo, il passeggero trasportato danneggiato non può agire ex art. 141 CdA (che presuppone il coinvolgimento di almeno due veicoli), ma la domanda rimane ammissibile se riqualificata come azione ex art. 144 CdA contro l’assicuratore del vettore e il proprietario del medesimo veicolo in solido. Questo il principio affermato dal Tribunale di Avellino con la sentenza parziale n. 1007/2026, che ha dichiarato inammissibile l’azione intentata ex art. 141 ma ha rigettato le eccezioni preliminari dell’assicurazione sulla improponibilità e improcedibilità della domanda, consentendo alla ricorrente di proseguire il giudizio con la riqualificazione della domanda. La sentenza offre anche un chiarimento di rilievo: il proprietario del veicolo danneggiato, quando sia contemporaneamente passeggero trasportato e vittima del sinistro, non è escluso dalla tutela

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