Circolazione stradale

Sinistro stradale: il risarcimento spetta anche al convivente more uxorio del defunto

Sinistro stradale: il risarcimento spetta anche al convivente more uxorio del defunto introduzione La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8801 del 27.01.2023, ha confermato il diritto del convivente more uxorio del defunto a ottenere il risarcimento dei danni, sia patrimoniali che morali, conseguenti al sinistro stradale in cui è deceduto il partner. Nel caso di specie, la ricorrente, convivente more uxorio del defunto, aveva agito in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali, consistenti nella perdita delle sovvenzioni economiche che il convivente deceduto le avrebbe fornito per tutta la vita, e dei danni morali, derivanti dalla perdita del rapporto affettivo. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, ritenendo che la ricorrente non avesse fornito la prova di un apporto economico stabile e continuativo del convivente deceduto. La Corte d’appello aveva confermato la decisione del Tribunale, ritenendo che la convivenza more uxorio, in quanto tale, non fosse sufficiente a dimostrare

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Randagismo: l’Ente risponde dei danni ex art. 2043 c.c.

Randagismo: l’Ente risponde dei danni ex art. 2043 c.c.2 La Corte d’Appello di Lecce, con sentenza n. 873/2022 del 02.08.2022, ha confermato la responsabilità dell’Ente per i danni causati da un animale randagio, applicando le regole generali di cui all’art. 2043 c.c. La vicenda Un automobilista ha subito un incidente a causa dell’attraversamento improvviso di un cane randagio. Il danneggiato ha quindi citato in giudizio l’Ente territoriale competente per territorio, chiedendone il risarcimento dei danni subiti. La sentenza La Corte d’Appello, accogliendo l’appello del danneggiato, ha confermato la responsabilità dell’Ente. La Corte ha ritenuto che, in materia di responsabilità per danni causati da animali randagi, debbano trovare applicazione le regole generali di cui all’art. 2043 c.c., e non di cui all’art. 2052 c.c., non potendosi ravvisare un rapporto di proprietà o di uso in relazione agli animali randagi, da parte degli enti pubblici preposti alla gestione e contenimento del fenomeno

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Sinistro stradale mortale: come si calcola il risarcimento del danno?

Sinistro stradale mortale: come si calcola il risarcimento del danno? In caso di sinistro stradale mortale, i parenti della vittima hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale. In questo articolo, si analizzano i criteri di individuazione e quantificazione di tale danno. Introduzione Un sinistro stradale mortale è un evento traumatico che può avere un impatto devastante sulla vita dei parenti della vittima. Oltre al dolore per la perdita, questi ultimi devono affrontare anche le difficoltà economiche derivanti dalla scomparsa del congiunto. Per fortuna, la legge italiana riconosce ai parenti il diritto di ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale subito. Tale danno comprende le sofferenze morali, le perdite affettive e le ripercussioni economiche subite dai parenti a causa della morte del congiunto. L’importo del risarcimento è determinato in base a una serie di fattori, tra cui: Il Tribunale di Milano ha pubblicato le tabelle 2021 che forniscono delle linee

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Come calcolare il danno da perdita della capacità lavorativa subito dal minore

Come calcolare il danno da perdita della capacità lavorativa subito dal minore Introduzione Il calcolo del danno da perdita della capacità lavorativa subito dal minore è una delle questioni più complesse e controverse in materia di responsabilità civile. Tale difficoltà è dovuta al fatto che, in assenza di un reddito certo e attuale, il danno da perdita della capacità lavorativa specifica deve essere liquidato sulla base di criteri che tengano conto della presumibile capacità lavorativa futura del minore. A riguardo, la sentenza del Tribunale di Lecce in esame (testo in calce) offre una spiegazione dettagliata di come calcolare tale voce di danno.   La formula per calcolare il danno è: S = C x R x T / 100 Vediamo nel dettaglio come si calcolano le singole voci Per calcolare il danno da incapacità permanente di guadagno subito dal minore, è necessario utilizzare il criterio del triplo dell’assegno sociale come

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Buca stradale: responsabilità del Comune ex artt. 2051 e 2043 codice civile

Buca stradale: responsabilità del Comune ex artt. 2051 e 2043 codice civile Introduzione Le buche stradali sono una delle principali fonti di preoccupazione per gli utenti della strada, spesso causando danni materiali e lesioni personali. Ma chi è responsabile di questi danni? In questo articolo, esamineremo in dettaglio la responsabilità del Comune per i danni causati dalle buche stradali, analizzando gli articoli 2051 e 2043 del Codice Civile italiano. Responsabilità del Comune ex art. 2051 c.c. Preliminarmente, è da dirsi che deve ormai ritenersi superato l’originario orientamento che riteneva non applicabile l’art. 2051 c.c. ai beni demaniali sul presupposto che la loro estensione ed il loro generalizzato utilizzo da parte collettività rendessero impossibile l’esercizio di un effettivo controllo ed un’adeguata vigilanza sugli stessi. La giurisprudenza, infatti, è ormai pacifica nell’affermare che “l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., dei

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Sinistro stradale: risarcimento danni parenti di persona rimasta invalida

Sinistro stradale: risarcimento danni parenti di persona rimasta invalida Nel complicato scenario giuridico dei sinistri stradali e dei danni ad essi correlati, emerge un interessante caso sottoposto all’attenzione del Tribunale di Lecce, con la sentenza n. 1022/2021 del 12.04.2021. In questa vicenda, i familiari (padre, madre, e fratello) di una persona rimasta invalida a seguito di un sinistro stradale hanno cercato giustizia attraverso il ricorso legale. Il Contesto La vittima, viaggiando come terza trasportata, è stata coinvolta in un incidente che l’ha portata in coma. Al risveglio, ha dovuto affrontare lesioni gravi, con la perdita dell’uso degli arti superiori, della deambulazione e della minzione. La drammaticità della situazione ha richiesto un cambiamento radicale nella vita dei genitori, costretti ad abbandonare le proprie occupazioni per dedicarsi all’assistenza della figlia. Anche il fratello ha dovuto modificare le proprie abitudini di vita per aiutare i genitori nella cura della sorella invalida. La Sentenza

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Sinistro stradale: il responsabile è litisconsorte necessario

Sinistro stradale: il responsabile è litisconsorte necessario Quando si è vittime di un incidente stradale, il percorso per ottenere un giusto e completo risarcimento può rivelarsi spesso tortuoso e complesso. Tra le sfide da affrontare, una in particolare sembra essere cruciale e troppo spesso sottovalutata: la necessità di chiamare in causa, in qualità di litisconsorte necessario, il responsabile civile del danno. Una recente sentenza del Tribunale di Lecce ha infatti ribadito, in maniera inequivocabile, questo principio consolidato nella giurisprudenza, ma che nella pratica non sempre viene applicato come dovrebbe. Questa decisione rappresenta un importante precedente che merita di essere approfondito, poiché le sue implicazioni concrete possono fare la differenza per tutti coloro che si trovano a dover affrontare una simile situazione. Quali sono quindi le ragioni alla base di questo orientamento? E quali sono le conseguenze processuali per i danneggiati che intendono ottenere un risarcimento efficace e completo? Scopriamolo insieme

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Muore due giorni dopo il sinistro stradale: il danno biologico terminale va risarcito?

Muore due giorni dopo il sinistro stradale: il danno biologico terminale va risarcito? La morte di una persona in un incidente stradale è sempre una tragedia devastante per i suoi cari. Ma cosa succederebbe se la vittima non morisse immediatamente, bensì sopravvivesse per qualche giorno prima di spirare? In questi casi, oltre al dolore per la perdita, i familiari potrebbero avere diritto a un ulteriore risarcimento, noto come “danno biologico terminale“. Di cosa si tratta esattamente? E quali sono i presupposti per ottenerne il riconoscimento? La giurisprudenza, in particolare una pronuncia della Corte di Cassazione del 2020, ha offerto importanti indicazioni su questa delicata questione. In base a tali orientamenti, gli eredi della vittima potrebbero vedersi riconosciuto un ristoro non solo per il dolore della perdita, ma anche per la sofferenza fisica e psicologica provata dalla persona cara negli ultimi istanti di vita. Tuttavia, perché questo sia possibile, devono essere

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