Calcolo proporzionale del danno da premorienza con aspettativa di vita concreta del paziente – Tribunale Arezzo 2026
Il calcolo proporzionale del danno da premorienza deve basarsi sull’aspettativa di vita concreta del paziente, non su quella statistica demografica generale. Il Tribunale di Arezzo ha accolto la domanda risarcitoria dei familiari di un paziente deceduto nell’anno 2020 presso l’Ospedale di Cortona (provincia di Arezzo) a seguito di inanizione, disidratazione con ipernatremia progressiva non trattata e polmonite bilaterale. Il de cuius, paziente fragile con disturbo bipolare e deterioramento cognitivo, era stato dimesso dal Pronto Soccorso con diagnosi di sindrome influenzale, per poi essere nuovamente ricoverato con insufficienza respiratoria acuta. Durante la degenza, i sanitari avevano sospeso la nutrizione enterale senza ripristinare quella parenterale, determinando assenza totale di supporto calorico, e non avevano corretto l’ipernatremia progressiva, somministrando inoltre Lasix a dosaggio elevato. Il Tribunale ha affermato che un paziente con demenza ingravescente non è “un paziente perso“, né tantomeno da trattare in maniera superficiale: proprio a causa delle comorbidità, l’assistenza sarebbe
