Diritto bancario

Fideiussione con clausole ABI nulle: Sezioni Unite chiariscono quando decade il creditore

Cass. civ., Sez. Un., n. 24825/2026: la nullità delle clausole antitrust nella fideiussione specifica va provata caso per caso, non presunta. Un istituto di credito ottiene un decreto ingiuntivo contro due garanti e si vede opporre l’eccezione più temuta degli ultimi anni in materia bancaria: le clausole della fideiussione riproducono lo schema ABI censurato da Banca d’Italia nel 2005, quindi sono nulle. La risposta delle Sezioni Unite arriva ora e ridimensiona un automatismo che parte della giurisprudenza di merito aveva finito per applicare quasi meccanicamente. Non basta più affiancare il testo della garanzia allo schema sanzionato: il nesso funzionale con l’intesa anticoncorrenziale va dimostrato, tanto più quando la fideiussione è specifica o si colloca fuori dal periodo 2002-2005. La pronuncia nasce da un rinvio pregiudiziale del Tribunale di Siracusa, chiamato a decidere un’opposizione a decreto ingiuntivo in cui la difesa dei garanti puntava proprio su questo automatismo. La vicenda processuale

Fideiussione con clausole ABI nulle: Sezioni Unite chiariscono quando decade il creditore Leggi di più »

Cessione crediti in blocco: l’avviso in Gazzetta Ufficiale non basta a provare la titolarità

Trib. Torre Annunziata, sent. n. 2173/2026: accolta l’opposizione a precetto per carenza di legittimazione attiva della cessionaria del credito. Basta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a dimostrare che un credito è stato davvero ceduto. È la domanda che attraversa una recente sentenza in materia di cessione crediti in blocco, chiamata a decidere un’opposizione a precetto promossa da due debitori esecutati per un mutuo fondiario. Il Tribunale ha accolto integralmente l’opposizione, dichiarando la carenza di legittimazione attiva della società che pretendeva il pagamento. La decisione ripercorre un tema ricorrente nel contenzioso bancario: la prova della titolarità del credito ceduto non può fondarsi sul mero richiamo all’avviso pubblicato ai sensi dell’art. 58 T.U.B.., quando questo non consente di identificare con certezza il credito specifico oggetto della cessione. Un principio che incide direttamente sulla strategia difensiva di chi riceve un atto di precetto da una società cessionaria. La vicenda processuale Due opponenti, marito

Cessione crediti in blocco: l’avviso in Gazzetta Ufficiale non basta a provare la titolarità Leggi di più »

Regresso tra comproprietari: il mutuo non estende la solidarietà a chi non l’ha sottoscritto

Trib. Napoli Nord, n. 2805/2026: riqualificata la domanda di regresso, limitata la quota dovuta al solo prezzo di compravendita, esclusi interessi e oneri del mutuo. Tre fratelli comprano un immobile in comproprietà, ma il mutuo per finanziarlo viene intestato solo a due di loro, mentre il terzo compare unicamente come garante ipotecario. Chi ha pagato tutte le rate può pretendere dal terzo comproprietario anche la sua quota di interessi bancari? Il Tribunale di Napoli Nord, con sentenza n. 2805/2026, offre una risposta netta e tecnicamente rigorosa, distinguendo nettamente il rapporto di mutuo dal rapporto di compravendita sottostante. La pronuncia è un utile vademecum per chi gestisce controversie di regresso tra comproprietari, specie nei casi – tutt’altro che infrequenti – in cui il finanziamento non coinvolge tutti i titolari dell’immobile. La vicenda processuale Due germani, comproprietari di un immobile per due terzi, convenivano in giudizio la terza comproprietaria chiedendone la condanna

Regresso tra comproprietari: il mutuo non estende la solidarietà a chi non l’ha sottoscritto Leggi di più »

Cessione crediti in blocco: la Gazzetta Ufficiale non prova la titolarità

Trib. Reggio Calabria, n. 1344/2026: rigettata la domanda di pagamento per difetto di legittimazione attiva della cessionaria. Un fornitore emette fatture verso un’azienda sanitaria pubblica. Passano gli anni. Il credito viene ceduto, poi riceduto, fino a finire nel portafoglio di una società veicolo di cartolarizzazione. Quando quest’ultima agisce in giudizio per il pagamento, la domanda finisce respinta – non perché il credito non esista, ma perché nessuno ha dimostrato che sia davvero suo. È il nodo affrontato dal Tribunale di Reggio Calabria in una recente sentenza sulla cessione crediti in blocco, che torna su un tema ricorrente nel contenzioso bancario e paracommerciale: cosa serve, in concreto, per provare la legittimazione attiva del cessionario. La pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale, da sola, non basta più. Il giudice richiede qualcosa di più solido: il contratto di cessione, con l’elenco specifico dei crediti trasferiti. Una lezione pratica per chi difende posizioni creditorie derivate

Cessione crediti in blocco: la Gazzetta Ufficiale non prova la titolarità Leggi di più »

Fideiussione e cessione di ramo d’azienda: il garante non risponde dei debiti sorti dopo il trasferimento

Trib. Ancona, n. 1513/2026: revocato il decreto ingiuntivo per la parte relativa a rapporti bancari sorti dopo la cessione del ramo d’azienda. Un fideiussore che ha garantito i debiti verso una banca si trova, anni dopo, escusso da un istituto diverso, subentrato per effetto di una cessione di ramo d’azienda mai discussa né sottoscritta da lui. È lo scenario ricorrente nel contenzioso bancario post-crisi degli istituti veneti, e il Tribunale di Ancona torna a occuparsene con una pronuncia che delimita in modo netto l’ambito di operatività della fideiussione omnibus dopo un’operazione di cessione d’azienda. La sentenza n. 1513/2026 accoglie parzialmente l’opposizione a decreto ingiuntivo proposta dal garante, escludendo la sua responsabilità per le obbligazioni sorte dopo il trasferimento del ramo bancario. Resta invece dovuto il saldo del conto corrente, non contestato nel merito. La decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato presso lo stesso Tribunale, che richiama un

Fideiussione e cessione di ramo d’azienda: il garante non risponde dei debiti sorti dopo il trasferimento Leggi di più »

Fideiussione specifica e schema ABI: nessuna nullità senza intesa anticoncorrenziale attuale

Trib. Pescara, n. 896/2026: rigettata l’opposizione a decreto ingiuntivo fondata sulla presunta nullità della fideiussione conforme allo schema ABI. Un garante che presta fideiussione per un mutuo fondiario e poi scopre di dover pagare al posto del debitore principale cerca quasi sempre una via di uscita nella nullità antitrust. Il Tribunale di Pescara chiude la porta quando la garanzia è specifica, non omnibus. La sentenza n. 896/2026 conferma un orientamento ormai granitico della Cassazione, distinguendo nettamente i due istituti – anche se, va detto, la confusione tra fideiussione specifica e omnibus continua a produrre contenzioso seriale davanti ai tribunali di merito. Il caso riguarda un’opposizione a decreto ingiuntivo per un debito di mutuo fondiario, con intervento del cessionario del credito ai sensi dell’art. 111 c.p.c. Il giudice pescarese, oltre a risolvere le eccezioni sulla legittimazione attiva del cessionario, ripercorre l’intera evoluzione giurisprudenziale sullo schema ABI 2003 e sul provvedimento Banca

Fideiussione specifica e schema ABI: nessuna nullità senza intesa anticoncorrenziale attuale Leggi di più »

Cessione di crediti in blocco: chi agisce deve provare l’inclusione del credito nel blocco ceduto

Tribunale di Rieti, n. 301/2026: revocato il decreto ingiuntivo per difetto di titolarità del credito, non provata l’appartenenza al perimetro della cessione Nella cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB, la pubblicità legale mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rende la cessione opponibile erga omnes, ma non solleva il cessionario dall’onere di provare che il singolo credito azionato rientri effettivamente nel perimetro della cessione. È quanto ha ribadito il Tribunale di Rieti con sentenza n. 301/2026, revocando un decreto ingiuntivo per difetto di legittimazione attiva del cessionario, che non aveva dimostrato l’inclusione del credito tra quelli oggetto delle plurime cessioni a monte. La pronuncia si segnala anche per l’accoglimento del disconoscimento della sottoscrizione, confermato da CTU grafologica. La vicenda processuale Il Tribunale di Rieti aveva emesso un decreto ingiuntivo nei confronti di due opponenti per il pagamento di circa 28.000 euro, sul presupposto

Cessione di crediti in blocco: chi agisce deve provare l’inclusione del credito nel blocco ceduto Leggi di più »

Mutuo con deposito cauzionale: quando vale come titolo esecutivo

Corte d’Appello di L’Aquila, n. 786/2026: confermata la validità del mutuo fondiario con deposito cauzionale quale titolo esecutivo. Il mutuo con deposito cauzionale continua a generare contenzioso in sede di opposizione a precetto, soprattutto quando la banca mutuante trattiene la somma erogata a garanzia di adempimenti futuri. La Corte d’Appello di L’Aquila torna sul tema e conferma che il mutuo con deposito cauzionale conserva piena efficacia di titolo esecutivo, anche in assenza di un separato atto che attesti lo svincolo. La pronuncia si inserisce nel solco tracciato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 5968/2025, che ha ricomposto un contrasto interno alla stessa Cassazione. Non bastava, secondo la parte mutuataria, la clausola di quietanza contenuta nell’atto notarile. Il collegio abruzzese respinge questa impostazione e chiarisce, con un percorso motivazionale articolato, i confini tra perfezionamento del mutuo e nascita dell’obbligazione restitutoria. Un chiarimento che interessa da vicino chi assiste mutuatari e

Mutuo con deposito cauzionale: quando vale come titolo esecutivo Leggi di più »

Cessione di crediti in blocco e onere della prova: quando la Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare la titolarità

Trib. Lamezia Terme, n. 854/2026: la mera pubblicazione dell’avviso ex art. 58 TUB non prova l’inclusione dello specifico credito nella cessione in blocco. Quante opposizioni a decreto ingiuntivo si risolvono, in concreto, non sul merito del rapporto bancario ma su un problema a monte: chi è davvero titolare del credito azionato? Il Tribunale di Lamezia Terme, con la sentenza n. 854/2026, offre una risposta netta a questa domanda, distinguendo con rigore tra legittimazione ad agire e titolarità sostanziale del credito nelle cessioni in blocco disciplinate dall’art. 58 del Testo Unico Bancario. Il principio guida della decisione riguarda proprio l’onere probatorio che grava sul cessionario, specie quando le cessioni si susseguono in una catena di più passaggi. Una materia di enorme rilevanza pratica, considerato il numero crescente di controversie che vedono protagoniste società veicolo e cessionarie di crediti deteriorati, spesso sfornite di documentazione adeguata a sostenere la propria pretesa. La vicenda

Cessione di crediti in blocco e onere della prova: quando la Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare la titolarità Leggi di più »

Onere della prova conto affidato: la Cassazione fissa i confini

Cass. civ., Sez. I, n. 22606/2026: il correntista deve provare anche il limite del fido per qualificare le rimesse come solutorie o ripristinatorie. Chi agisce per la ripetizione dell’indebito bancario sa quanto pesi, in concreto, la distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie. La Cassazione, con l’ordinanza in commento, ribadisce che l’onere della prova del conto affidato non si esaurisce nella dimostrazione della sua esistenza: occorre indicarne anche il limite. Senza questo dato, la prescrizione decennale non decorre dalla chiusura del rapporto ma resta ancorata alle singole annotazioni. Il tema torna centrale in ogni causa bancaria di lunga durata, specie quando il conto affidato è stato aperto prima della l. n. 154 del 1992. Chi allega genericamente un fido, senza indicarne l’ammontare, rischia di vedere respinta la propria pretesa restitutoria. La pronuncia, inoltre, affronta un secondo profilo tutt’altro che marginale: gli effetti della cartolarizzazione sulla legittimazione passiva della società cessionaria. Due

Onere della prova conto affidato: la Cassazione fissa i confini Leggi di più »