Diritto civile

TSO: Presupposti, Consenso Informato e Nuove Garanzie Costituzionali ⚖️

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) rappresenta uno degli istituti più delicati del diritto sanitario italiano, configurandosi come una misura eccezionale che consente di sottoporre una persona a cure mediche per malattia mentale anche contro la sua volontà. Disciplinato dagli articoli 34 e 35 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, il TSO costituisce una deroga al principio fondamentale del consenso informato e può essere disposto solo in presenza di rigorose condizioni previste dalla legge. Il panorama normativo ha subito una trasformazione storica con la sentenza della Corte Costituzionale n. 76 del 30 maggio 2025, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 35 nella parte in cui non prevedeva adeguate garanzie procedurali, introducendo l’obbligo di comunicazione alla persona sottoposta a TSO, l’audizione da parte del giudice tutelare prima della convalida e la notificazione del decreto motivato. Questa pronuncia rappresenta una svolta epocale che ha rafforzato significativamente le garanzie costituzionali, riaffermando che il

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Quando è possibile invocare la decadenza del beneficio del termine ex art. 1186 c.c.?

Quando è possibile invocare la decadenza del beneficio del termine ex art. 1186 c.c.? Nella complessa realtà finanziaria di oggi, è fondamentale per gli avvocati avere una comprensione approfondita delle norme che regolano la decadenza del beneficio del termine. Quando un cliente entra in una situazione di insolvenza o diminuisce le garanzie fornite, le conseguenze possono essere devastanti – dal pignoramento della proprietà alla perdita dell’intero patrimonio. In questo articolo, esploreremo in dettaglio l’articolo 1186 del Codice Civile, concentrandoci sulle circostanze in cui il creditore può invocare la decadenza del beneficio del termine. Scopriremo la sottile distinzione tra insolvenza civile e deterioramento delle condizioni patrimoniali del debitore, e come ciò influenza i diritti e gli obblighi di entrambe le parti. Inoltre, analizzeremo le implicazioni pratiche di questa disciplina, fornendo consigli preziosi per gli avvocati che si trovano ad affrontare tali sfide legali, supportati da ampie citazioni normative e giurisprudenziali. Che

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La tardiva registrazione del contratto di locazione sana con effetto retroattivo

La tardiva registrazione del contratto di locazione sana con effetto retroattivo La disciplina sui contratti di locazione è da sempre un tema caldo nel panorama giuridico italiano, con numerose sentenze della Corte di Cassazione che hanno contribuito a definire l’applicazione delle norme in materia. Ma cosa succede quando un contratto di locazione non viene registrato entro i termini di legge? La Cassazione, con una importante sentenza del 2022, ha fornito chiarimenti su questo delicato aspetto. Esposizione dei fatti di causa La sentenza in esame (Cass. civ., Sez. III, Sent., (data ud. 07/06/2022) 07/09/2022, n. 26398) riguarda una controversia tra una proprietaria di un immobile (A.A.) e due conduttori (M.M. e I.F.) in merito al pagamento dei canoni di locazione. La proprietaria aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti dei conduttori per il pagamento della differenza tra i canoni dovuti per la locazione di un immobile ad uso abitativo e quelli

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Differenza tra negozio simulato e negozio soggetto ad azione revocatoria

Differenza tra negozio simulato e negozio soggetto ad azione revocatoria Tribunale di Lecce, sentenza n. 2782/2022 pubblicata il 10/10/2022 IN FATTO Nel caso sottoposto all’attenzione del Tribunale di Lecce e deciso con la sentenza sopra citata, una società Cooperativa conveniva in giudizio un proprio debitore per ivi sentire dichiarare la simulazione assoluta dell’atto di risoluzione convenzionale per mutuo consenso a titolo gratuito, e in subordine, revocarsi il medesimo ex art. 2901 ss. c.c., con il quale si era disposto il trasferimento della piena proprietà, in favore dei genitori, di un bene immobile adibito a casa per abitazione. Tanto perché, dopo la notifica dell’atto di precetto, non avendo il debitore provveduto al pagamento delle cambiali scadute, la società creditrice si era attivata per promuovere l’espropriazione immobiliare, venendo così a conoscenza che l’immobile, con atto risolutorio convenzionale per mutuo consenso a titolo gratuito, era stato trasferito a titolo gratuito ai suoi genitori;

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Reato di calunnia e risarcimento civile (Tribunale di Lecce, sentenza n. 2722/2022)

Reato di calunnia e risarcimento civile (Tribunale di Lecce, sentenza n. 2722/2022) Il reato di calunnia è un reato che consiste nell’infierire sulla reputazione di un’altra persona, accusandola falsamente di un reato. La persona che subisce una denuncia calunniosa può richiedere il risarcimento del danno in sede civile. calunnia – art. 368 c.p. Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorita’ giudiziaria o ad un’altra Autorita’ che a quella abbia obbligo di riferirne o alla Corte penale internazionale, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, e’ punito con la reclusione da due a sei anni. La pena e’ aumentata se s’incolpa taluno di un reato pel quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un’altra pena piu’ grave. La reclusione e’ da

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Nuove tariffe forensi D.M. 147/2022, in vigore dal 23 ottobre 2022

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’8.10.2022 n. 236 del decreto ministeriale 13 agosto 2022 n.147 si è conclusa la procedura del rinnovo della disciplina parametrica relativa alla professione forense. Il nuovo D.M. n. 147/2022 entrerà in vigore il 23.10.2022, pertanto avrà applicazione alle prestazioni professionali esaurite successivamente al 23 ottobre 2022. 1. GIUDICE DI PACE Valoreda € 0,01 a € 1.100,00da € 1.100,01 a € 5.200,00da € 5.200,01 a € 26.000,001. Fase di studio della controversia68,00236,00425,002. Fase introduttiva del giudizio68,00252,00352,003. Fase istruttoria e/o di trattazione68,00352,00567,004. Fase decisionale142,00425,00746,00 2. GIUDIZI ORDINARI E SOMMARI DI COGNIZIONE INNANZI AL TRIBUNALE Valoreda € 0,01 a € 1.100,00da € 1.100,01 a € 5.200,00da € 5.200,01 a € 26.000,00da € 26.000,01 a € 52.000,00da € 52.000,01 a € 260.000,00da € 260.000,01 a € 520.000,001. Fase di studio della controversia131,00425,00919,001.701,002.552,003.544,002. Fase introduttiva del giudizio131,00425,00777,001.204,001.628,002.338,003. Fase istruttoria e/o di trattazione200,00851,001.680,001.806,005.670,0010.411,004. Fase decisionale200,00851,001.701,002.905,004.253,006.164,00 3. CAUSE DI LAVORO Valoreda

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Opposizione fermo amministrativo: quale giudice adire?

Opposizione al fermo amministrativo: quale giudice è competente? ⚖️ 🔍 🎯 IN BREVE ⚖️ Principio chiave: La giurisdizione in materia di opposizione al fermo amministrativo dipende dalla natura del credito sottostante (tributaria o extratributaria), non dall’atto impugnato. ◈Giurisdizione tributaria per crediti da imposte (IRPEF, IVA, IMU, TARI); giurisdizione ordinaria per sanzioni Codice della Strada e contributi previdenziali ◈Il preavviso di fermo è autonomamente impugnabile secondo interpretazione estensiva dell’art. 19 D.Lgs. 546/1992 ◈Per crediti misti il giudice opera scissione della causa: trattiene competenza propria e dichiara difetto di giurisdizione per le altre ◈Contrasto giurisprudenziale su fatti estintivi post-cartella: tesi tradizionale assegna al giudice ordinario; tesi assorbente mantiene giurisdizione tributaria fino al pignoramento Esito: Principio di diritto consolidato L’opposizione al fermo amministrativo pone un problema preliminare di fondamentale importanza: individuare il giudice munito di giurisdizione. Quando si deve proporre opposizione al fermo amministrativo o al relativo preavviso, è necessario stabilire se rivolgersi

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Differenze tra rinuncia agli atti del giudizio e rinuncia all’azione

In una recente sentenza del 2022, il Tribunale di Pavia si è trovato di fronte a un caso che solleva un’intrigante questione in materia processuale: qual è la differenza tra la rinuncia agli atti e la rinuncia all’azione? La decisione del giudice getta luce su questo cruciale aspetto, chiarendo le diverse implicazioni delle due tipologie di rinuncia. Ma cosa accade quando l’attore decide di rinunciare sia agli atti che all’azione? E quali sono le conseguenze in termini di spese processuali? La sentenza in esame offre spunti di riflessione su questi interrogativi, aprendo la strada a un’analisi approfondita della normativa e dei precedenti giurisprudenziali in materia. Dietro ogni rinuncia si celano complesse strategie processuali e la necessità di bilanciare gli interessi delle parti coinvolte. Questa pronuncia si candida a diventare un punto di riferimento per avvocati e giuristi, offrendo una bussola orientativa nel labirintico mondo del diritto processuale. Siete pronti a

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Cosa fare se il debitore vende tutti i suoi beni?

Come può tutelarsi il creditore se il debitore vende tutti i suoi beni, rendendosi impossidente? Naturalmente, nessuno può impedire al debitore di compiere atti che modifichino la consistenza del suo patrimonio (come, ad esempio, vendere un’automobile o un’abitazione), soprattutto se tali atti rientrano nella sua normale attività (v. Cass. 31 ottobre 2014, n. 23158). Tuttavia, in questi casi, a tutela del creditore interviene il codice civile attraverso il rimedio della c.d. azione revocatoria ex art. 2901 c.c. (detta anche “pauliana”, dal diritto romano). Cos’è l’azione revocatoria? Nello specifico, l’azione revocatoria è un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale finalizzato a far dichiarare l’inefficacia degli atti di disposizione patrimoniale con cui il debitore ha arrecato pregiudizio alle ragioni dei creditori. In altri termini, se il debitore aliena l’unico immobile di cui è proprietario, l’atto di compravendita è valido a tutti gli effetti ma, dopo aver esperito positivamente l’azione revocatoria, diventa inefficace

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Riempimento di foglio firmato in bianco e querela di falso: inammissibile senza l’indicazione di prove specifiche” – Tribunale di Lecce, 2022

Il Tribunale di Lecce dichiara inammissibile la querela di falso proposta contro un documento firmato in bianco e compilato abusivamente, pur essendo il rimedio astrattamente corretto in caso di riempimento absque pactis. La decisione si basa sulla mancata indicazione degli elementi e delle prove della falsità, requisito previsto dall’art. 221 c.p.c. a pena di nullità, in linea con la necessità di evitare dilatazioni ingiustificate dei tempi processuali.

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