Diritto civile

Nullità fideiussioni omnibus: la competenza spetta alla Sezione Specializzata per le Imprese

Nullità fideiussioni omnibus: la competenza spetta alla Sezione Specializzata per le Imprese Cassazione, ordinanza, n. 6523 del 10.03.2021 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Il Tribunale di Vibo Valentia, con ordinanza dell’8-7-2019, ha dichiarato la propria incompetenza in favore della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale di Catanzaro in ordine al giudizio promosso da SOCIETA SAS, ai sensi dell’art. 616 c.p.c., nei confronti di diverse banche. Il giudizio era teso a ottenere, tra l’altro, la declaratoria di nullità di una fideiussione per condotta anticoncorrenziale della banca mutuante in violazione della L. n. 287 del 1990, art. 2, comma 2, lett. a). La sezione specializzata del tribunale di Catanzaro ha richiesto d’ufficio il regolamento di competenza, assumendo che la materia oggetto di causa non rientra fra quelle di cui alla L. n. 287 del 1990, art. 33, comma 2, e che comunque non il foro di Catanzaro, ma semmai quello di Napoli,

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Esame avvocato 2021: SOLUZIONE TRACCIA IN MATERIA DI COMODATO

CASO Tizio e Caia si sposavano nel gennaio 2010 in regime di comunione legale dei beni. Subito dopo le nozze, si stabilivano nell’immobile di proprietà di Mevio, padre di Tizio, concesso a quest’ultimo a titolo di comodato gratuito perché vi abitasse con la sua famiglia. Nel 2016 dall’unione tra Tizio e Caia nascevano due bambini, Tizietto e Caietta. Sempre nel 2016, per adeguare l’immobile alle nuove esigenze famigliari i due coniugi effettuavano modifiche al suo interno costate all’incirca 40.000,00 euro. Nel 2019 Tizio e Caia adivano il Tribunale civile per ottenere la separazione personale giudiziale. Al termine del giudizio di separazione, il Tribunale stabiliva l’assegnazione a Caia, quale affidataria dei minori Tizietto e Caietta, del suddetto immobile adibito a casa coniugale. Mevio si rivolge al vostro studio legale chiedendo parere motivato sulla possibilità di recuperare la disponibilità dell’immobile di sua proprietà rappresentandovi, inoltre, che: – egli si trovava in un

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I certificati catastali non provano la proprietà – Tribunale di Oristano 2021

I certificati catastali non provano la proprietà Nel panorama giuridico italiano, la proprietà immobiliare rappresenta uno dei pilastri fondamentali del diritto civile. Tuttavia, la sua prova in sede giudiziaria può rivelarsi un terreno insidioso, come dimostra una recente sentenza del Tribunale di Oristano del 2021 che ha riacceso il dibattito sull’efficacia probatoria dei certificati catastali. Questa pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato, ribadendo un principio cruciale: le visure catastali, da sole, non sono sufficienti a dimostrare la proprietà di un immobile. La decisione offre spunti di riflessione essenziali non solo per i professionisti del settore immobiliare e gli avvocati, ma anche per i proprietari di immobili. Il caso esaminato dal Tribunale di Oristano riguardava una richiesta di scioglimento di una presunta comunione ereditaria su diversi immobili. L’attore, a sostegno della sua domanda, aveva prodotto esclusivamente le visure catastali degli immobili in questione, chiedendo inoltre il risarcimento per i

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Medici (ex) specializzandi: la prescrizione decennale del risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999

Medici (ex) specializzandi: la prescrizione decennale del risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999 Introduzione La sentenza del Tribunale di Roma n. 18022/2021 ha stabilito che il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno per mancato recepimento delle direttive comunitarie sui medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore dell’articolo 11 della legge 19 ottobre 1999, n. 370. La pronuncia Il Tribunale di Roma ha rigettato la domanda di risarcimento danni proposta da alcuni medici specializzandi nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto il diritto al risarcimento era ormai prescritto. La Suprema Corte, infatti, ha già stabilito che il diritto al risarcimento del danno per mancato recepimento delle direttive comunitarie ha natura contrattuale e, pertanto, è soggetto all’ordinario termine di prescrizione decennale. Inoltre, il termine di prescrizione decorre dal momento in cui la condotta di inadempimento dello Stato cessa di poter essere

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Responsabilità professionale dell’avvocato: come tutelarsi

Responsabilità professionale dell’avvocato: come tutelarsi Introduzione La responsabilità professionale dell’avvocato è un tema di grande rilevanza per i cittadini che si rivolgono a un legale per tutelare i propri diritti. In questo articolo, analizzeremo le principali norme che disciplinano la responsabilità professionale dell’avvocato, le ipotesi di responsabilità e i rimedi a disposizione del cliente che ha subito un danno a causa di un errore del proprio legale. La responsabilità professionale dell’avvocato: le norme di riferimento La responsabilità professionale dell’avvocato è disciplinata dagli articoli 1218, 1176 e 2236 del codice civile. L’art. 1218 c.c. prevede che il debitore è tenuto ad adempiere l’obbligazione con diligenza, mentre l’art. 1176 c.c. prevede che la diligenza deve essere valutata con riguardo alla natura dell’attività esercitata. In particolare, l’art. 2236 c.c. prevede che il prestatore d’opera non risponde dei danni se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, a meno che

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L’interruzione della prescrizione per riconoscimento ex art. 2944 c.c. può derivare anche da una proposta transattiva (Corte di Appello di Lecce, 2021)

La Corte d’Appello di Lecce, con una significativa pronuncia del 2021, ha affrontato il delicato tema dell’efficacia interruttiva della prescrizione nelle proposte transattive, nell’ambito di una controversia relativa a un contratto di franchising. La Corte ha stabilito che una proposta transattiva non ha efficacia interruttiva della prescrizione ex art. 2944 c.c. quando è finalizzata solo a evitare un contenzioso, senza alcun riconoscimento esplicito del diritto della controparte. La decisione offre importanti spunti interpretativi sul rapporto tra transazione e prescrizione, chiarendo quando un accordo transattivo possa effettivamente interrompere il decorso prescrizionale. Per approfondimenti e consulenza specialistica contatta l’Avv. Cosimo Montinaro – Tel. 0832/1827251 – segreteria@studiomontinaro.it Per una comprensione completa della vicenda giudiziaria, ti invitiamo a proseguire con la lettura del testo completo. INDICE ESPOSIZIONE DEI FATTI La controversia trae origine da un contratto di franchising stipulato nel 2004 tra una società affiliante e una società affiliata per la gestione di un

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Responsabilità professionale dell’avvocato: quando insorge il diritto al risarcimento del danno?

Responsabilità professionale dell’avvocato: quando insorge il diritto al risarcimento del danno? Introduzione L’avvocato, nell’adempimento del suo ruolo professionale, è vincolato da una serie di norme giuridiche e sentenze che regolamentano la sua responsabilità verso il cliente. In questo articolo, esamineremo da vicino quando insorge il diritto al risarcimento del danno in relazione alla responsabilità professionale dell’avvocato, con particolare riferimento alla recente sentenza del Tribunale di Lecce n. 2426/2021. La Fonte della Responsabilità Professionale La responsabilità dell’avvocato trova la sua radice nel contratto che lo lega al cliente, impegnandosi a prestare la propria opera professionale, sia giudiziale che stragiudiziale. Norme fondamentali in questo contesto sono l’art. 2230 c.c. e ss., ma la disciplina specifica della responsabilità professionale è regolata dagli artt. 1218 c.c., 1176 c.c. e 2236 c.c.. La Diligenza del Buon Padre di Famiglia Secondo l’art. 1176 c.c., il debitore, nel compiere l’obbligazione, deve utilizzare la diligenza del buon padre

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Nullità notifica del decreto ingiuntivo: opposizione ex art. 650 c.p.c.

Nullità notifica del decreto ingiuntivo: opposizione ex art. 650 c.p.c. Introduzione La notifica del decreto ingiuntivo è un atto fondamentale nel procedimento ingiuntivo, in quanto consente al creditore di ottenere un titolo esecutivo provvisoriamente esecutivo. La nullità della notifica del decreto ingiuntivo può comportare gravi conseguenze per il creditore, in quanto può rendere il decreto ingiuntivo inefficace o, in alternativa, può consentire all’ingiunto di proporre opposizione tardiva. In questo articolo, analizzeremo il caso di nullità della notifica del decreto ingiuntivo ex art. 143 c.p.c., e vedremo come l’ingiunto può far valere tale nullità con l’opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c. Notifica ex art. 143 c.p.c. a persona irreperibile: quando è consentita? L’art. 143 c.p.c. disciplina la notifica a persona irreperibile. Tale norma prevede che, nel caso in cui il destinatario non sia rintracciabile nel luogo di residenza indicato nell’atto da notificare, la notifica può essere effettuata: La nullità della notifica

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Cancellazione Centrale Rischi e crif: ricorso ex art. 700 c.p.c.

Scarica il ricorso del modello ex art. 700 c.p.c. per segnalazione illegittima al CRIF ➡️ La segnalazione di un nominativo presso le Centrali Rischi o al CRIF può rivelarsi un incubo per chiunque necessiti di accedere al credito bancario. Quando tali segnalazioni avvengono in modo illegittimo e senza il rispetto delle dovute procedure, il danno può essere enorme, non solo sotto il profilo economico ma anche in termini di reputazione e immagine. Come avvocati, siamo spesso chiamati ad affrontare casi simili, in cui i nostri clienti si trovano improvvisamente e ingiustamente “segnalati” presso le principali agenzie di informazione creditizia. Ma cosa fare quando ci troviamo di fronte a una segnalazione illegittima al CRIF? Quali sono gli strumenti giuridici a nostra disposizione per tutelare i diritti del cliente e ottenere la cancellazione immediata della posizione? In questo articolo approfondiremo le principali questioni giuridiche legate alla tutela cautelare d’urgenza ex art. 700

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Multe stradali: la maggiorazione semestrale del 10% è dovuta (Trib. Lecce, n. 755/2021)

Multe stradali: la maggiorazione semestrale del 10% è dovuta (Trib. Lecce, n. 755/2021) In caso di mancato pagamento di una multa stradale, l’automobilista deve pagare anche una maggiorazione semestrale del 10%. È quanto ha stabilito il Tribunale di Lecce con la sentenza n. 755/2021. Multe stradali: la maggiorazione semestrale del 10% è dovuta (Trib. Lecce, n. 755/2021) Il caso riguardava un’automobilista che aveva ricevuto una multa per eccesso di velocità. L’automobilista aveva impugnato il verbale, ma la sua opposizione era stata respinta. A seguito di ciò, l’amministrazione aveva emesso una cartella esattoriale, comprensiva della maggiorazione semestrale del 10%. L’automobilista ha impugnato la cartella esattoriale, contestando la legittimità della maggiorazione. Il Tribunale di Lecce ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della maggiorazione semestrale. Il Tribunale ha ricordato che, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 689/1981, “la somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa è maggiorata di un decimo per

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