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Perizia di parte ammissibile in appello: si può contestare la CTU anche dopo il primo grado – Cassazione 2025

Cassazione accoglie ricorso contro Corte d’Appello che aveva escluso perizia di parte prodotta in appello per contestare CTU su invalidità permanente da incidente stradale. La Suprema Corte stabilisce che tale produzione non viola art. 345 c.p.c., essendo rilievi critici difensivi legittimi anche oltre i termini dell’art. 195 c.p.c. Violazione del contraddittorio per pretermissione esame perizia di parte. Cassazione con rinvio: giudice deve tenere conto della perizia ai fini decisione. Rilevante per procedimenti con consulenze tecniche, incidenti stradali, risarcimento danni biologici, diritto di difesa in appello.

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Garanzia vizi immobiliari: nessuna decadenza se l’acquirente denuncia entro 8 giorni dalla scoperta certa tramite CTU – Cassazione 2025

La Cassazione stabilisce che in tema di garanzia per vizi della cosa venduta il termine di otto giorni per la denuncia decorre dalla scoperta effettiva e certa dei difetti, non dalla consegna dell’immobile. Nel caso esaminato, l’acquirente di un appartamento con infiltrazioni, umidità, pavimenti non livellati e difetti costruttivi ha validamente denunciato i vizi dopo aver ricevuto la relazione del tecnico incaricato. La Corte conferma che la denuncia può essere anche generica purché metta il venditore sull’avviso, e che spetta al venditore provare la conoscibilità anteriore dei difetti. Rigettata l’eccezione di decadenza dalla garanzia per vizi immobiliari. Rilevanza per compravendite immobiliari, consulenza tecnica di parte, termini di decadenza, risarcimento danni.

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Stress e ambiente logorante sul lavoro: risarcimento garantito anche senza mobbing con onere della prova sul datore – Cassazione 2025

La Cassazione con ordinanza del 2025 ha stabilito che il lavoratore può ottenere risarcimento del danno anche in assenza di mobbing configurato in senso tecnico. È sufficiente che il datore di lavoro abbia consentito, anche solo colposamente, il mantenersi di un ambiente di lavoro stressogeno fonte di danno alla salute. La violazione dell’articolo 2087 del codice civile sussiste quando i comportamenti datoriali, pur non inseriti in un disegno persecutorio, creino condizioni oggettivamente lesive dell’integrità psicofisica del dipendente. L’onere della prova grava sul datore di lavoro che deve dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei lavoratori, inclusa la prevenzione dello stress lavoro-correlato prevista dal decreto legislativo 81 del 2008.

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Azione surrogatoria e successione: quando il creditore può sostituirsi al legittimario nell’azione di riduzione – Cassazione 2025

La Cassazione con ordinanza interlocutoria ha rinviato a pubblica udienza la decisione sulla possibilità per il creditore di esercitare in via surrogatoria l’azione di riduzione spettante al debitore legittimario pretermesso. La vicenda riguarda un creditore che ha tentato di sostituirsi al proprio debitore nell’azione di riduzione contro un testamento olografo che aveva escluso dalla successione il figlio del defunto, istituendo eredi i nipoti. La Corte d’Appello aveva rigettato la domanda ritenendo insussistente il presupposto dell’inerzia del debitore, che aveva invece attivamente partecipato ai giudizi ed esercitato l’azione di riduzione. La Suprema Corte ha individuato due questioni di particolare complessità: l’evoluzione del concetto di inerzia in quello di trascuratezza nell’azione surrogatoria e l’individuazione dello strumento di tutela più appropriato per il creditore, se l’azione surrogatoria o l’applicazione analogica dell’articolo 524 del codice civile sulla rinuncia all’eredità. Decisione attesa in pubblica udienza.

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Offerta di lavoro congrua rifiutata: revocato l’assegno divorzile all’ex coniuge che non si attiva – Cassazione 2025

La Cassazione conferma la revoca dell’assegno divorzile quando l’ex coniuge beneficiario rifiuta un’offerta di lavoro seria e congrua. Nel caso esaminato, l’offerta proveniva da società collegata all’ex marito, prevedeva contratto a tempo indeterminato, retribuzione equiparabile all’assegno e polizza pensionistica integrativa. La Corte ribadisce il principio di autoresponsabilità: l’assegno divorzile non è una rendita perpetua e il beneficiario deve attivarsi per conseguire l’indipendenza economica. L’offerta va valutata per serietà, stabilità e adeguatezza economica, non essendo necessaria la perfetta corrispondenza con la formazione professionale. I principi di lealtà e buona fede impongono l’accettazione di proposte lavorative congrue, anche se inferiori all’assegno percepito.

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Riforma violenza sessuale 2025: il nuovo “consenso libero e attuale” cambia tutto – Analisi completa

La riforma dell’articolo 609-bis del codice penale approvata nel novembre 2025 introduce il concetto di consenso libero e attuale come elemento centrale del reato di violenza sessuale. Si passa dal modello basato su violenza e minaccia al modello del consenso affermativo, seguendo lo standard della Convenzione di Istanbul e il modello spagnolo. Analisi completa delle novità normative, del significato di libertà e attualità del consenso, del dibattito sull’onere della prova e presunzione di innocenza. Confronto con sistemi internazionali e implicazioni processuali per accusa e difesa. Questioni controverse sulla compatibilità costituzionale. Guida essenziale per avvocati penalisti con giurisprudenza Cassazione e prospettive applicative.

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Bonifici fraudolenti: quando e come la banca è obbligata a rimborsare – Guida completa 2025

Guida completa sulla responsabilità della banca in caso di bonifici fraudolenti. La giurisprudenza italiana impone agli istituti di credito un elevato standard di diligenza e un onere probatorio gravoso per escludere la responsabilità. La banca deve rimborsare il cliente salvo prova di dolo o colpa grave. Analisi delle casistiche: phishing, smishing, vishing, IBAN errato, falsificazione assegni. Il rischio professionale ricade sulla banca che dispone di strumenti tecnici per prevenire le frodi. Onere della prova a carico dell’istituto che deve dimostrare l’autorizzazione o la colpa grave del cliente. Concorso di colpa solo in caso di comportamenti abnormi. Consigli pratici su cosa fare in caso di truffa e come ottenere il rimborso con sentenze Cassazione e Tribunali 2024-2025.

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Borse di studio medici specializzandi: prescritto il diritto al risarcimento dopo il 1999 – Cassazione 2025

La Cassazione conferma la prescrizione del diritto al risarcimento per medici specializzandi che tra il 1983 e il 1991 non hanno percepito borse di studio. Il termine decennale di prescrizione decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge 370/1999 che riconobbe le borse solo ad alcuni beneficiari di sentenze amministrative. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo consolidato l’orientamento secondo cui a quella data maturò la ragionevole certezza dell’inadempimento definitivo dello Stato. Respinte le eccezioni fondate su presunti contrasti giurisprudenziali e violazione dei principi comunitari. Confermata la qualificazione come illecito istantaneo e non permanente.

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Cessione bancaria in blocco ex art. 58 TUB: il correntista agisce contro la banca cessionaria per restituzione anatocismo – Cassazione 2025

Cassazione stabilisce che in cessione crediti bancari in blocco ex art. 58 TUB, senza cartolarizzazione, correntista debitore agisce esclusivamente contro cessionaria per restituzione anatocismo dopo tre mesi da pubblicazione Gazzetta Ufficiale. Trasferimento include rapporti contrattuali e obbligazioni. Distinzione da legge 130/1999 esclude responsabilità limitata società veicolo. Curatela fallimentare recupera € 462.465,63 da banca cessionaria per capitalizzazione trimestrale e tassi uso piazza su conto corrente.

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Opposizione all’esecuzione nulla senza il terzo pignorato: il litisconsorzio necessario blocca il processo – Cassazione 2024

La Corte di Cassazione ha ribadito che nelle opposizioni all’esecuzione relative a espropriazioni presso terzi, il terzo pignorato è sempre litisconsorte necessario. La sua mancata chiamata in giudizio determina la nullità dell’intero procedimento, rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimità. Il principio trova fondamento in ragioni sistematiche, di chiarezza e coerenza: il terzo ha sempre un interesse giuridicamente rilevante poiché l’esito dell’opposizione incide sulla persistenza degli obblighi previsti dagli articoli 545 e 546 del codice di procedura civile. Senza distinzioni di sorta, la regolarizzazione del contraddittorio nei confronti del terzo pignorato costituisce un requisito indefettibile di validità del processo esecutivo.

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