Condominio

Responsabilità Amministratore Condominio per omessa gestione bonus fiscali: onere prova danno grava sul Condominio – Tribunale di Torino 2025

Tribunale Torino accerta responsabilità professionale amministratore condominio per inadempimento obblighi gestione bonus fiscali lavori efficientamento energetico ma limita condanna risarcimento solo compenso gestione straordinaria 3360 euro effettivamente provato. Compiti amministratore mandatario includono adempimenti prodromici agevolazioni fiscali anche senza specifico mandato assembleare quando abbia curato intero iter esecuzione lavori straordinari. Inadempimento accertato per omessa presentazione comunicazione opzione sconto fattura Agenzia Entrate e mancata richiesta correzione fattura errata ditta fornitrice. Rigettata domanda risarcimento perdita detrazioni fiscali individuali anni 2021-2022 per carenza legittimazione attiva amministratore condominio rappresentanza limitata interessi comuni esclude diritti esclusivi singoli. Onere prova danno e nesso causale grava condominio creditore art 1223 cc richiede dimostrazione conseguenza immediata diretta inadempimento verificabile giudizio controfattuale. Omessa comunicazione Anagrafe Tributaria non determina perdita diritto detrazione condòmini possono integrare dichiarazione redditi autonomamente. Respinte voci danno costo denaro maggiorazione prezzo per difetto prova nesso causale violazione obbligo mitigazione danno art 1227 cc. Compensate spese lite reciproca soccombenza parziale.

Responsabilità Amministratore Condominio per omessa gestione bonus fiscali: onere prova danno grava sul Condominio – Tribunale di Torino 2025 Leggi di più »

Condominio complesso pluriedificio: esclusione supercondominio se titolo costitutivo prevede gestione unitaria volontà parti – Corte Appello L’Aquila 2025

La Corte d’Appello di L’Aquila conferma che complessi immobiliari composti da più edifici fisicamente distinti possono costituire un unico condominio complesso anziché supercondominio quando il titolo costitutivo esprima tale volontà. L’autonomia privata delle parti nella costituzione del condominio prevale sulla mera configurazione fattuale della pluralità di edifici. Il regolamento condominiale predisposto dal costruttore e allegato agli atti di compravendita costituisce titolo rilevante per qualificare giuridicamente il complesso. Ripetute delibere assembleari che respingono proposte di scioglimento confermano volontà di mantenere condominio unico. Articolo 67 comma 3 disposizioni attuazione si applica solo a supercondominio con più condomini autonomi non a condominio complesso unico. Riforma legge 220/2012 non ha imposto trasformazione automatica condomini complessi in supercondominii al superamento sessanta partecipanti. Mancato assolvimento obbligo formazione periodica amministratore ex art 71-bis disposizioni attuazione irrilevante su validità delibere nomina. Applicazione sanzioni art 96 cpc per abuso processo e lite temeraria a carico appellanti che reiterano domande già respinte da numerose pronunce precedenti.

Condominio complesso pluriedificio: esclusione supercondominio se titolo costitutivo prevede gestione unitaria volontà parti – Corte Appello L’Aquila 2025 Leggi di più »

Spese ascensore condominiale: anche i proprietari di negozi al piano terra devono pagare per la sostituzione dell’impianto – Cassazione 2025

La Corte di Cassazione ha confermato che i proprietari di locali commerciali al piano terra devono partecipare alle spese di sostituzione dell’ascensore condominiale anche se hanno accesso autonomo dalla strada. L’obbligo deriva dall’applicazione dell’articolo 1124 del codice civile che prevede la ripartizione per metà in base al valore e per metà in base all’altezza. L’esenzione è possibile solo con deroga espressa nel regolamento condominiale contrattuale o delibera unanime. Nel caso specifico il regolamento prevedeva esenzione solo per spese di consumo e manutenzione ordinaria straordinaria ma non per la sostituzione integrale degli impianti. I proprietari dei negozi possono utilizzare l’ascensore per accedere al terrazzo condominiale e quindi traggono utilità dall’impianto.

Spese ascensore condominiale: anche i proprietari di negozi al piano terra devono pagare per la sostituzione dell’impianto – Cassazione 2025 Leggi di più »

Studio professionale in casa? Il condominio non può vietarlo a maggioranza semplice – Tribunale di Latina 2025

Il Tribunale di Latina 2025 ha dichiarato nulla la delibera condominiale che vietava studi professionali negli appartamenti senza unanimità di tutti i condomini. La clausola modificava il regolamento imponendo autorizzazione assembleare maggioritaria, cambio destinazione d’uso e tabelle millesimali. Violata la natura contrattuale delle limitazioni alla proprietà privata (Cass. 943/99). I condomini impugnavano per nullità ed abuso diritto: accolto solo il primo capo. Sentenza rafforza diritti professionisti home-based contro maggioranze condominiali oppressive.

Studio professionale in casa? Il condominio non può vietarlo a maggioranza semplice – Tribunale di Latina 2025 Leggi di più »

Tende parasole e distanze dalle vedute: non si applica l’articolo 907 del codice civile – Tribunale di Lecce 2025

Il Tribunale di Lecce chiarisce che le tende parasole avvolgibili non sono soggette al rispetto delle distanze di 3 metri dalle vedute previste dall’articolo 907 del codice civile. Le tende mobili, che possono aprirsi e chiudersi a seconda delle esigenze, non costituiscono costruzioni stabili e immobili e quindi non rientrano nell’ambito di applicazione della norma sulle distanze. La proprietaria di appartamenti ai piani superiori contestava l’installazione di tende da parte del ristorante sottostante, sostenendo la violazione delle distanze legali. La consulenza tecnica ha accertato che le tende non impediscono la veduta se utilizzate correttamente. Respinta anche la domanda risarcitoria per assenza di danno. Sentenza fondamentale per controversie condominiali su tende e vedute.

Tende parasole e distanze dalle vedute: non si applica l’articolo 907 del codice civile – Tribunale di Lecce 2025 Leggi di più »

Domanda riconvenzionale obbligatoria: opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali senza impugnativa della delibera è inammissibile – Cassazione 2025

La Cassazione stabilisce che nell’opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali il condomino non può limitarsi a contestare i vizi di annullabilità della delibera assembleare mediante semplice eccezione, ma deve proporre apposita domanda riconvenzionale di annullamento entro trenta giorni ai sensi dell’articolo 1137 del codice civile. Gli errori nella ripartizione delle spese, l’assenza di firma dell’amministratore, i vizi nella nomina dell’amministratore e la mancanza di tabelle millesimali approvate costituiscono vizi di annullabilità e non di nullità, richiedendo quindi impugnazione formale tempestiva. Senza domanda riconvenzionale il giudice dell’opposizione non può sindacare la validità della delibera presupposta. La delibera assembleare costituisce titolo sufficiente del credito condominiale nel giudizio oppositorio a cognizione piena.

Domanda riconvenzionale obbligatoria: opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali senza impugnativa della delibera è inammissibile – Cassazione 2025 Leggi di più »

Complesso edilizio con parti comuni: quando sorge automaticamente il supercondominio – Tribunale Imperia 2025

supercondominio quando più edifici condividono parti comuni. Il supercondominio sorge ipso facto se più fabbricati hanno in comune beni, impianti o servizi legati da un vincolo di accessorietà necessaria, salvo che il regolamento disponga diversamente. Nel caso esaminato, il regolamento contrattuale confermava la struttura supercondominiale prevedendo tre distinte tabelle millesimali e distinguendo tra beni comuni all’intero complesso e beni propri dei singoli palazzi. Le assemblee separate dei singoli condomini sono pertanto legittime. L’autonomia privata decide se costituire un unico condominio o distinti condomini affiancati da un supercondominio.

Complesso edilizio con parti comuni: quando sorge automaticamente il supercondominio – Tribunale Imperia 2025 Leggi di più »

Revoca amministratore respinta: chi esegue delibere assembleari non risponde della loro illegittimità – Tribunale Torino 2025

Il Tribunale di Torino respinge la domanda di revoca dell’amministratore condominiale presentata da un condomino che contestava l’adozione di un sistema misto di ripartizione delle spese idriche in deroga al regolamento. Il Collegio chiarisce che l’amministratore che si limita a dare esecuzione a delibere assembleari non può essere revocato per l’eventuale illegittimità di tali delibere. Il rimedio corretto è l’impugnazione della delibera ex articolo 1137 del codice civile, non la revoca dell’amministratore ex articolo 1129. Le delibere sono espressione della volontà assembleare e la maggioranza dei condomini se ne assume la responsabilità. L’amministratore non può opporsi alla volontà del condominio purché legittimamente espressa. Importante distinzione tra responsabilità dell’organo gestorio e dell’organo deliberativo.

Revoca amministratore respinta: chi esegue delibere assembleari non risponde della loro illegittimità – Tribunale Torino 2025 Leggi di più »

Condominio: illegittima la nomina giudiziaria dell’amministratore senza previo passaggio assembleare, la decisione appartiene ai condòmini – Corte Appello Napoli 2025

La Corte d’Appello di Napoli stabilisce che il giudice non può nominare un amministratore di condominio senza previamente interpellare l’assemblea condominiale. Il potere sostitutivo dell’autorità giudiziaria può intervenire solo in caso di comprovata inerzia assembleare, poiché la designazione dell’amministratore appartiene alla sovranità decisionale dei condòmini in virtù del rapporto fiduciario. Nel caso esaminato, relativo a un condominio convenzionale post-sisma, la Corte ha confermato la revoca del delegato alla ricostruzione per gravi irregolarità ma ha censurato la nomina giudiziaria dell’amministratore sostitutivo, rilevando cessata materia del contendere per sopravvenuta delibera assembleare autonoma.

Condominio: illegittima la nomina giudiziaria dell’amministratore senza previo passaggio assembleare, la decisione appartiene ai condòmini – Corte Appello Napoli 2025 Leggi di più »

Supercondominio: non basta usare i servizi comuni, serve la proprietà condivisa – Cassazione 2025

La Cassazione ha stabilito che per configurare un rapporto di supercondominialità tra edifici distinti non è sufficiente la mera fruizione condivisa di servizi comuni, ma è indispensabile l’esistenza di una vera proprietà comune ai sensi dell’articolo 1117 del codice civile. Nel caso esaminato, uno stradello condominiale dotato di cancello e illuminazione era utilizzato sia dai condomini che dai proprietari di una villa unifamiliare limitrofa, ma risultava di proprietà esclusiva del condominio. La Corte ha cassato la sentenza che aveva ritenuto sussistente il supercondominio per il solo fatto dell’utilizzo promiscuo, chiarendo che senza comproprietà del bene non può applicarsi la disciplina condominiale ma trovano applicazione le norme sulla comunione o altri istituti. La decisione traccia un confine netto tra proprietà comune e semplice uso condiviso, con rilevanti conseguenze sugli obblighi contributivi.

Supercondominio: non basta usare i servizi comuni, serve la proprietà condivisa – Cassazione 2025 Leggi di più »