Condominio

Comproprietario di unità immobiliare condominiale: diritto autonomo di partecipazione all’assemblea senza delega scritta dell’altro comproprietario ex art. 67 disp. att. c.c. – Tribunale di Napoli 2026

📌 LA VICENDA In tema di partecipazione all’assemblea condominiale, il comproprietario di un’unità immobiliare ha diritto di intervenire in assemblea senza necessità di delega scritta dell’altro comproprietario, in quanto l’art. 67 co. 2 disp. att. c.c. non impone alcuna forma scritta per la designazione del rappresentante unitario, operando tra i comproprietari un reciproco rapporto di rappresentanza per gli atti di ordinaria amministrazione, con la conseguenza che l’illegittimo impedimento della partecipazione dell’avente diritto integra un vizio relativo alla regolare costituzione dell’assemblea che determina l’annullabilità della delibera, da far valere nel termine di 30 giorni ex art. 1137 c.c.. Il Tribunale di Napoli, IV Sezione Civile, con sentenza del 2026, ha annullato la delibera assembleare adottata in una riunione condominiale alla quale era stata impedita la partecipazione di una comproprietaria al 50%, assegnataria dell’immobile a seguito di separazione personale, sul presupposto che la stessa fosse sprovvista di delega scritta dell’altro comproprietario. La

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Inadempimento dell’amministratore uscente per omessa consegna della documentazione condominiale al subentrante: responsabilità contrattuale ex artt. 1129 e 1710 c.c. – Tribunale di Milano 2026

📌 LA VICENDA L’amministratore condominiale uscente, alla cessazione dell’incarico, è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini, compresa quella nella disponibilità dei singoli condomini: tale obbligo discende dal dovere di diligenza posto a carico del mandatario ex artt. 1129, 1710 e 1176 c.c., era configurabile anche prima della riforma di cui alla L. n. 220/2012 e la sua violazione integra inadempimento contrattuale che legittima la condanna al risarcimento del danno, con valore confessorio attribuito alla dichiarazione resa in udienza dal resistente circa la disponibilità al pagamento di una determinata somma. Il Tribunale di Milano, Tredicesima Sezione Civile, con sentenza del 2026, ha accolto parzialmente il ricorso di un condominio della provincia di Milano nei confronti del proprio ex amministratore, il quale, nei periodi di esercizio 2019-2020 e 2020-2021, aveva effettuato prelievi ingiustificati dal conto corrente condominiale, omesso la corretta tenuta

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Obbligo dell’amministratore di comunicare l’elenco dei condomini morosi: responsabilità personale e natura aquiliana – Tribunale di Pescara 2026

📌 LA VICENDA L’amministratore condominiale è tenuto in proprio a comunicare ai creditori del condominio i dati anagrafici dei condomini morosi ai sensi dell’art. 63 comma 2 disp. att. c.c., trattandosi di un dovere legale di cooperazione estraneo al rapporto di mandato intercorrente con i condomini, la cui violazione dà luogo a una responsabilità di tipo aquiliano e non contrattuale, con conseguente legittimazione passiva dell’amministratore in proprio e non del condominio in persona dell’amministratore. Il Tribunale di Pescara, con sentenza del 2026, ha accolto il ricorso di una società creditrice del condominio che aveva richiesto invano all’amministratore l’elenco dei condomini morosi. La decisione si inserisce nel solco tracciato dalla Cassazione 2025, confermando che l’obbligo di comunicare i dati non rientra tra le attribuzioni dispositive e i poteri rappresentativi dell’amministratore riferibili al condominio ex artt. 1130 e 1131 c.c., ma costituisce un obbligo personale gravante sull’amministratore in proprio. ⚖️ LA SENTENZA

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Acquirente di unità condominiale: nessuna solidarietà per il compenso dell’amministratore maturato prima del biennio – Tribunale Napoli 2026

📌 LA VICENDA Il condomino acquirente non è obbligato solidalmente con il dante causa per i debiti condominiali sorti e stabilizzatisi prima del biennio precedente l’acquisto ai sensi dell’art. 63, comma 4, disp. att. c.c.; il compenso dell’amministratore rientra tra le spese ordinarie e periodiche della gestione, con insorgenza del relativo debito al momento della nomina assembleare, sicché la successiva delibera di approvazione del bilancio recante il credito dell’amministratore non determina alcuno spostamento temporale in avanti del debito ai fini del computo del biennio; la partecipazione del nuovo condomino alla delibera assembleare di dilazione del debito pregresso non integra né riconoscimento del debito né accollo, non potendo egli disporre di un’obbligazione di cui non è titolare. Il Tribunale di Napoli, con la sentenza in esame, fa applicazione del principio di diritto enunciato dalla Cassazione 2025, affermando l’ammissibilità dell’opposizione all’esecuzione del condomino che intenda far valere la propria estraneità al debito

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Bonus facciate e sconto in fattura: gli oneri di cessione del credito possono essere addebitati al condominio se approvati in assemblea – Tribunale Torino 2026

📌 LA VICENDA In tema di lavori di restauro della facciata condominiale eseguiti con l’opzione dello sconto in fattura ai sensi dell’art. 121, comma 1, lett. a), D.L. 34/2020, gli oneri e gli accessori derivanti dalla successiva cessione del credito fiscale dall’imprenditore all’intermediario finanziario — determinati dalla differenza tra il valore nominale del credito ceduto e il corrispettivo attualizzato ricevuto — possono essere contrattualmente traslati sul condominio committente, con piena efficacia vincolante ove l’assemblea abbia approvato il preventivo dell’impresa che tali oneri indicava espressamente, a nulla rilevando che il verbale assembleare non ne faccia menzione perspicua. Il Tribunale di Torino, con la sentenza in esame, affronta uno dei nodi interpretativi più controversi del contenzioso post-bonus facciate: la legittimità dell’addebito al condominio committente degli oneri di attualizzazione del credito ceduto dall’impresa all’intermediario finanziario. La Corte chiarisce che l’opzione per lo sconto in fattura, rimessa per legge alla scelta del committente, non

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Delibera del singolo lotto su beni del supercondominio: nullità radicale per difetto assoluto di attribuzioni – Corte d’Appello di Cagliari 2026

📌 LA VICENDA In tema di supercondominio, la delibera assembleare del singolo lotto che approvi rendiconto consuntivo e bilancio di previsione comprendenti voci di spesa relative a beni e servizi comuni all’intero complesso — quali impianti idrici ed elettrici condivisi tra i lotti — è affetta da nullità radicale per difetto assoluto di attribuzioni, deducibile in ogni tempo da chiunque vi abbia interesse, e non da mera annullabilità soggetta al termine di trenta giorni ex art. 1137 c.c.; la mancata convocazione dei proprietari degli altri lotti non integra pertanto un vizio procedimentale sanabile bensì la decisione su un oggetto radicalmente estraneo alle competenze dell’assemblea deliberante. La Corte d’Appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, con la sentenza in esame, applica al contenzioso supercondominiale i principi enunciati dalle Sezioni Unite 2021 in materia di nullità delle delibere assembleari, con una precisazione di rilievo sistematico: quando l’assemblea di un singolo lotto deliberi

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Occupazione abusiva di parti comuni e danno in re ipsa: limiti all’uso ex art. 1102 c.c. – Tribunale Brindisi 2026

📌 LA VICENDA In tema di uso delle parti comuni dell’edificio condominiale, l’occupazione stabile del sottoscala e dell’androne condominiale mediante beni di proprietà esclusiva di un condomino costituisce condotta illegittima ai sensi dell’art. 1102 c.c. quando altera la destinazione della cosa comune, ne pregiudica il decoro e impedisce agli altri condomini la libera fruizione dello spazio, con la conseguenza che il danno deve ritenersi in re ipsa e il relativo risarcimento decorre dalla data di commissione dell’illecito, indipendentemente dalla prova di un pregiudizio concreto. Il Tribunale di Brindisi, con sentenza del 2026, ha rigettato l’impugnazione della delibera condominiale che aveva disposto lo sgombero delle parti comuni e, accogliendo la domanda riconvenzionale del condominio, ha condannato i comproprietari sia alla rimozione degli oggetti sia al risarcimento del danno in via equitativa. L’art. 1102 c.c. non pone alcun limite minimo di tempo e di spazio per l’operatività dei divieti di uso delle

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Responsabilità per danni da lastrico solare di uso esclusivo ex art. 2051 c.c. e criterio di riparto ex art. 1126 c.c. – Tribunale Napoli 2026

📌 LA VICENDA In tema di danni da infiltrazioni provenienti da lastrico solare, la responsabilità per danni da lastrico solare di uso o proprietà esclusiva ha natura di ordinaria responsabilità aquiliana ex art. 2051 c.c., sicché l’art. 1126 c.c. — norma che regola il criterio di ripartizione delle spese di ricostruzione e riparazione — costituisce altresì parametro legale rappresentativo di una situazione di fatto valevole ai fini della ripartizione del danno tra condominio e proprietario esclusivo, in assenza di prova della responsabilità esclusiva del titolare del diritto d’uso, entrambi gravati da concorrente obbligo di custodia. Il Tribunale di Napoli, Sezione Seconda Civile, con sentenza del 2026, ha applicato i principi espressi da Cass. SU2016 e dalle successive pronunce conformi, riconoscendo la responsabilità solidale del condominio e dei proprietari dei terrazzi a livello per i danni da infiltrazioni accertati in sede di ATP. Il criterio di riparto dei danni da lastrico

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Onere probatorio dell’amministratore di condominio per rimborso anticipazioni e insufficienza della contabilità irregolare – Corte d’Appello Firenze 2026

📌 LA VICENDA In tema di rapporto tra amministratore e condominio, l’onere probatorio dell’amministratore di condominio per il rimborso delle anticipazioni sostenute in favore del mandante, desumibile dall’art. 1720 c.c. e dalla disciplina del mandato applicabile ratione temporis ai sensi dell’art. 1129 c.c., impone la produzione di una contabilità idonea a rendere intellegibili le voci di entrata e di uscita con le relative quote di ripartizione, con la conseguenza che, in difetto di tale documentazione, il credito restitutorio non può ritenersi provato neppure ove una consulenza tecnica contabile abbia tentato di ricostruire i movimenti su base documentale parziale e con metodo indiretto. La Corte d’Appello di Firenze, Sezione Terza Civile, con sentenza del 2026, ha confermato il rigetto della domanda riconvenzionale dell’ex amministratore, ribadendo che l’onere probatorio dell’amministratore di condominio per il rimborso delle anticipazioni non può essere assolto mediante ricevute rilasciate a sé stesso in qualità di condomino, deposizioni

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Scioglimento condominio con costituzione supercondominio: compatibilità con clausole regolamentari di inseparabilità dei beni comuni – Corte d’Appello di Milano 2026

📌 LA VICENDA In tema di scioglimento del condominio ex artt. 61 e 62 disp. att. c.c., le clausole del regolamento condominiale di natura contrattuale, richiamate nei singoli atti di compravendita, che prevedono l’inseparabilità dei beni comuni condominiali dalle singole unità immobiliari quali pertinenze poste in perpetuo al loro servizio, non ostano allo scioglimento del condominio con contestuale costituzione di un supercondominio per i beni rimasti in comune, in quanto il rapporto pertinenziale con i beni comuni sussiste rispetto alle singole unità abitative e tale rimane anche dopo lo scioglimento, e parimenti i rapporti di servitù stabiliti hanno dal lato attivo il supercondominio che si costituisce quale conseguenza della creazione di due condomini separati che utilizzano congiuntamente alcuni beni comuni, non potendo la clausola di inseparabilità essere interpretata nel senso di impedire lo scioglimento ma esclusivamente nel senso di vietare la cessione del diritto di proprietà sulla singola unità immobiliare

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