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Militare ferito in addestramento: quando spettano i benefici ex art. 1, commi 563 e 564, Legge n. 266/2005?

Vittime del dovere militare: Cassazione riconosce straordinarietà del rischio – Sentenza 2022 Quando il servizio militare si trasforma in una missione pericolosa, dove si collocano i confini della tutela giuridica? Una recente sentenza della Corte di Cassazione getta nuova luce sul concetto di “vittime del dovere” nell’ambito militare. Il caso in esame riguarda un militare di leva ferito durante un’esercitazione con esplosivi, sollevando interrogativi cruciali sulla natura del rischio e sulla responsabilità dell’amministrazione militare. La decisione della Suprema Corte non solo chiarisce i criteri per l’attribuzione dei benefici alle vittime del dovere, ma potrebbe anche avere ripercussioni significative sulla futura interpretazione delle norme in materia di infortuni durante il servizio militare. Questa analisi approfondita esplora le implicazioni giuridiche e pratiche di una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Indice ESPOSIZIONE DEI FATTI Il caso in esame trae origine da un incidente occorso durante un’esercitazione militare nel corso del servizio di leva.

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Sono integralmente nulle le fideiussioni specifiche conformi allo schema ABI del 2003

Sono integralmente nulle le fideiussioni specifiche conformi allo schema ABI del 2003 Corte di Appello di Roma: le fideiussioni ABI, utilizzate da banche e finanziarie per garantire i prestiti ai privati, sono nulle per violazione del divieto di intese anticoncorrenziali. La sentenza, che conferma quella della Corte di Cassazione del 2017, ha un impatto significativo sulla prassi bancaria e tutela i diritti dei fideiussori, che non possono essere vincolati da clausole vessatorie e anticoncorrenziali. Introduzione Con sentenza del 24 maggio 2021, la Corte di Appello di Roma ha confermato la nullità integrale delle fideiussioni specifiche conformi allo schema ABI del 2003. La pronuncia della Corte di Cassazione La sentenza si basa sulla pronuncia della Corte di Cassazione del 12 dicembre 2017, n. 29810, che ha dichiarato la nullità di tali fideiussioni per violazione del divieto di intese anticoncorrenziali. In particolare, la Cassazione ha rilevato che le clausole delle fideiussioni ABI

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I capitoli di prova testimoniale “negativi” sono ammissibili!

I capitoli di prova testimoniale “negativi” sono ammissibili! Introduzione Nel processo civile, la prova testimoniale è uno strumento fondamentale per dimostrare i fatti oggetto della controversia. I testimoni possono essere chiamati a deporre sia sui fatti positivi, sia sui fatti negativi. Nel passato, si è ritenuto che i capitoli di prova testimoniale “negativi” fossero inammissibili, in quanto richiedevano al testimone di esprimere un giudizio di valore. Tuttavia, la Cassazione, con l’ordinanza n. 35146 del 18 novembre 2021, ha stabilito che i capitoli di prova testimoniale “negativi” sono ammissibili, anche nel caso di domande che richiedono una valutazione del testimone. la decisione La Cassazione ha motivato la sua decisione sulla base dei seguenti principi: Massima, Cassazione, ordinanza n. 35146 del 18.11.2021 “La sentenza va dunque cassata con rinvio alla Corte d’appello di Milano, la quale tornerà ad esaminare il gravame proposto da Z.D.G. applicando i seguenti principi di diritto: A) La

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Sul danno da perdita del rapporto parentale (Cassazione, ordinanza 28 settembre 2018, n. 23469)

MASSIMA (Cassazione, ordinanza 28 SETTEMBRE 2018, n. 23469) “Il pregiudizio da perdita del rapporto parentale rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto. Trattasi di danno non patrimoniale iure proprio del congiunto il quale è ristorabile in caso non solo di perdita, ma anche di mera lesione del rapporto parentale“. ESTRATTO DELLA SENTENZA Rilevato che: con atto di citazione del settembre 2009 P.S.D. , D.C. e P.J. convennero in giudizio innanzi al Tribunale di Milano V.A. e Milano Assicurazioni s.p.a. chiedendo il risarcimento del danno conseguente al sinistro stradale nel quale il congiunto P.D. aveva riportato gravi lesioni. Nel corso del giudizio la società assicuratrice corrispose dapprima la somma di Euro

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Improcedibile il ricorso di lavoro per omessa notifica dell’atto introduttivo

Improcedibile il ricorso di lavoro per omessa notifica dell’atto introduttivo introduzione La Corte di Cassazione, con le sentenze n. 20504/2008 e n. 21587/2008, ha confermato l’orientamento secondo cui la mancata notifica dell’atto introduttivo del giudizio alla controparte comporta l’improcedibilità del ricorso, con estinzione del giudizio. In particolare, la Suprema Corte ha affermato che la notifica dell’atto introduttivo del giudizio è un atto necessario per l’instaurazione del contraddittorio tra le parti, in quanto consente al convenuto di conoscere la causa e di difendersi. In caso di mancata notifica, il giudice deve dichiarare improcedibile il ricorso, con estinzione del giudizio, anche se il convenuto si costituisce in giudizio. Infatti, la costituzione del convenuto in giudizio non sana la nullità della notifica, in quanto non consente al giudice di verificare la regolarità dell’instaurazione del contraddittorio. La Cassazione ha precisato che, in caso di mancata notifica, l’attore non può chiedere al giudice di rinnovare

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Separazione dei beni e vendita di un immobile di proprietà esclusiva di uno dei coniugi

Separazione dei beni e vendita di un immobile di proprietà esclusiva di uno dei coniugi La separazione dei beni coniugali è un regime matrimoniale che permette ai coniugi di mantenere la loro autonomia patrimoniale. Ma cosa succede quando uno dei coniugi vende un immobile di sua proprietà esclusiva e il denaro finisce su un conto corrente cointestato? Può l’altro coniuge rivendicare una quota di quel denaro? La sentenza del Tribunale di Roma del 17 maggio 2021 fornisce una risposta chiara e rassicurante per i coniugi in regime di separazione dei beni. In questa approfondita analisi, esploreremo le implicazioni di questa importante decisione giurisprudenziale e scopriremo come, anche in un contesto di cointestazione bancaria, il coniuge proprietario possa tutelare il suo diritto di esclusiva proprietà sui proventi della vendita del suo bene personale.

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La trasformazione del contratto di apprendistato nullo in rapporto a tempo indeterminato: analisi normativa e giurisprudenziale

Il contratto di apprendistato rappresenta una figura contrattuale a tempo indeterminato di fondamentale importanza nel nostro ordinamento, essendo finalizzato a coniugare la prestazione lavorativa con un percorso di formazione professionale volto a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La sua specialità risiede nella cosiddetta “causa mista”, dove l’obbligo retributivo del datore di lavoro è sinallagmaticamente legato non solo alla prestazione lavorativa dell’apprendista, ma anche e soprattutto all’erogazione di una formazione efficace e qualificata (Circolare numero 108 del 14-11-2018; CCNL per la distribuzione delle merci, servizi postali privati ed il delivery dell’ultimo miglio). Tuttavia, qualora la componente formativa venga a mancare o si riveli meramente fittizia, il contratto perde la sua causa tipica, con conseguenze significative sulla natura e sulla stabilità del rapporto di lavoro. La giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, è ormai consolidata nel ritenere che un contratto di apprendistato nullo per difetto della causa formativa

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L’opposizione a precetto è proponibile solo per mancanza del titolo esecutivo

L’opposizione a precetto è proponibile solo per mancanza del titolo esecutivo La sentenza del Tribunale Civile di Lecce n. 2039/2021 del 01.07.2021 ha ribadito un principio consolidato in giurisprudenza riguardante l’opposizione a precetto. Secondo questa decisione, l’opposizione contro l’esecuzione basata su titolo giudiziale non consente al debitore di sollevare eccezioni relative a fatti estintivi o impeditivi anteriori a quel titolo. La giurisprudenza, già prima della modifica apportata con la legge 80/2005, ha stabilito che con l’opposizione contro l’esecuzione di un titolo giudiziale, i debitori non possono sollevare eccezioni relative a fatti anteriori alla formazione di tale titolo. Queste eccezioni possono essere sollevate solo nel procedimento preordinato alla formazione del titolo stesso (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 8928 del 18/04/2006, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 2870 del 02/04/1997). Un principio analogo è valido per l’opposizione a decreto ingiuntivo. In questo caso, la parte interessata può e deve proporre ogni contestazione inerente

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Notifica dell’appello alla Prefettura anziché all’Avvocatura dello Stato: il Tribunale di Lecce conferma la validità (Tribunale di Lecce, 2021)

INTRODUZIONE Nel 2021, il Tribunale civile di Lecce si è pronunciato su un caso riguardante la validità della notifica di un appello alla Prefettura anziché all’Avvocatura dello Stato in materia di sanzioni amministrative. La sentenza ha confermato la validità di tale notifica, nonostante l’eccezione di inammissibilità sollevata dalla Prefettura. Il giudice ha richiamato importanti principi giurisprudenziali che derogano alle regole generali sulla notifica agli enti statali, evidenziando le peculiarità del contenzioso in materia di sanzioni amministrative. Per una consulenza specializzata su questioni di diritto amministrativo e processuale, contatta l’Avv. Cosimo Montinaro – Tel. 0832/1827251 – e-mail segreteria@studiomontinaro.it. Per una comprensione completa della vicenda giudiziaria, ti invitiamo a proseguire con la lettura del testo completo. INDICE ESPOSIZIONE DEI FATTI La vicenda processuale trae origine dall’impugnazione di una sentenza del Giudice di Pace di Lecce, che aveva rigettato l’opposizione avverso due verbali elevati dalla Polizia Stradale di Lecce. Tali verbali contestavano violazioni

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La rinnovazione del precetto non costituisce abuso del diritto fintantochè il debitore esecutato non abbia pagato per intero l’importo dovuto

La rinnovazione del precetto non costituisce abuso del diritto fintantochè il debitore esecutato non abbia pagato per intero l’importo dovuto Introduzione La rinnovazione del precetto è un’attività legittima del creditore, che può esercitarla fino al pagamento integrale del credito vantato. Tuttavia, la sentenza della Corte di Cassazione n. 19876/2013 ha stabilito che la rinnovazione del precetto non costituisce abuso del diritto solo se il creditore non chiede, nei precetti successivi, le spese (ed i compensi e gli accessori) per i precetti precedenti. La rinnovazione del precetto non costituisce abuso del diritto fintantochè il debitore esecutato non abbia pagato per intero l’importo dovuto La sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che il creditore, in forza di un titolo esecutivo, ha il diritto di procedere all’esecuzione forzata fino alla soddisfazione integrale del credito vantato. Pertanto, egli è libero di intimare tanti precetti quanti reputi necessari, purché non chieda, in quelli successivi,

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